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venerdì 8 aprile 2016

The Vaseliners "Sorry, We’re Late"


Mi giunge tra le mani Sorry, Were Late il disco dei veneti The Vaseliners uscito a gennaio.
Con qualche mese di ritardo riesco ad ascoltarmelo per benino… Sapevo di altre loro demo precedenti ma sinceramente prima di questo disco non avevo ascoltato mai nulla, colpa mia.
Mettendolo su è chiaro che i cinque di Montecchio e dintorni sono dediti alla donnola ma fanculo i paragoni ed entriamo nel dettaglio.
Dischetto ben suonato e ben registrato, formato CD di 10 tracce, non troppo lungo per fracassarti le palle e neanche troppo corto per aver buttato i soldi nel secchio.
La prima traccia One Hit Wonder (a parte che mi fa pensare a Speciani e non è mai un bene) non la trovo molto adatta a un’apertura bomba, al contrario ci sono pezzi come Rollercoaster, o Hobson’s Choice, la mia preferita, che hanno un tiro invidiabile da schiaffoni in faccia, ma forse la scelta di inserirli a metà non è neanche casuale, furbetti!
In generale comunque sono tutti pezzi che dopo il secondo ascolto ti si stampano in testa e continui a canticchiarteli mentre stai al lavoro... Prima che ti inculino! Quasi nessuna traccia supera i due minuti e mezzo (molto bene!) tranne She’s a Stalker, storia di una tipa che continua a rompere le palle a rapporto finito, i 3:09 sono giustificati, in genere rompono le palle molto più a lungo.
La cosa che ho apprezzato di più probabilmente è la sezione ritmica, senza togliere nulla alle chitarre, ma bassetto e tamburelli vanno proprio lisci lisci.
Voce dritta e intonata senza troppi fronzoli, ma contornata spessissimo da armonizzazioni degli altri componenti della band.
Naturalmente come ogni buona punk rock band che si rispetti, dal vivo danno il meglio di loro e vederli suonare è veramente un piacere, sono delle macchinette e smentiscono l'equazione punk = suonare di merda, maledetti impostori!
Il disco è piaciuto anche a Kevin di Monster Zero che glielo porta in giro per il mondo.
Lo potete ascoltare qui e acquistarlo anche tramite Striped.
Ci tengo a dire che la recensione positiva non è per via di quella cassetta di birre artigianali che mi hanno portato da casa loro, The Vaseliners, in un panorama abbastanza noioso e ripetitivo, meritano un ascolto e anche di più… corri a farlo.

sabato 14 novembre 2015

All Fall Down, Feels like forever, EP

All Fall Down - Feels like forever - 2015

La sera di Halloween vado a vedermi gli All Fall Down che presentano il loro primo EP intitolato Feels like forever.
Mi accatto il dischetto che contiene 5 tracce, un packaging in cartoncino semplice, grafica sobria del Dr.Pepper.
Innanzitutto diciamo che è un trio, formato da due dei Kill That Girl più un batterista che mena come un fabbro incazzato.
Le influenze della precedente band (che spero non si sia sciolta) inevitabilmente si sentono, ma in questa nuova la parte vocale è totalmente affidata a Martina.
Out of mind è la traccia che apre l'EP e a mio parere anche la più potente, ma in generale sono circa dodici minuti che scorrono via veloci e compatti, il tutto condito da cori azzeccatissimi e una linea melodica mai scontata con un minimo di malinconia che ci sta.
Unica cosa che non mi è chiara è se l'intro di You sia o meno una citazione ai Blink182 (?)
Prodotto dalle Romane Let's Goat Records e Lonely Raven Records e distribuito da Monster Zero, vale la pena richiederlo tramite il loro bandcamp, ma vale ancora di più la pena sentirli dal vivo.

mercoledì 11 novembre 2015

Midrake - S/T


Anno di grazia 2015, giorno di Giugno non specificato.
La prima volta che vidi i Midrake era in occasione di una data in Svizzera organizzata da loro in quel dello Challi Rock Pub, localino in uno scantinato di Brig. Ricordo distintamente che una delle prime cose che Michael mi disse fu “per stasera abbiamo preso 100 litri di birra”, ed è una di quelle frasi che detta ad un maschio trentenne con l'attaccamento al suonare punk rock e conciarsi male suonano un po' come “COWABUNGA!”. Con un approccio più pratico, ma cowabunga.

I Midrake al Monster Zero Mash. Foto di Claudine Strummer

Ad ogni modo amici fedeli, siamo qui riuniti perchè dopo qualche mese da Aprile i Midrake hanno fatto uscire il loro S/T di debutto, e proprio come quella serata dico già che a me piace un botto: decidono di far partire il disco in grande stile con “I Don't Wanna go to the Couple Therapy”, canzone titolare del video più geniale degli ultimi 170 anni, e già si capisce qual è l'andazzo del disco. Riff semplici ma efficaci e ritornelli che ti si stampano in testa abbastanza facilmente, con testi divertenti che trattano gli argomenti con una sana dose di irriverenza.
La cosa che colpisce immediatamente sono i suoni che, per quello che ho ascoltato dell'etichetta, poco hanno a che vedere con il timbro della Monster Zero Records: graffianti ma non grezzi, molto curati pur tenendo un basso profilo. L'inizio di “Hoverboards and Guitars” sembra preso con la Delorean dagli anni '50 (tra l'altro al MZM ho visto Marco fare lo slide con una lattina di Moretti. Madonna che stile 'sti ragazzi), mentre quello di "Island on The Sea" sembra uscito da qualche gruppo hard rock anni '80.

In generale comunque disco che piacerà molto a tutti gli ascoltatori di pop punk/punk rock, dove per pop punk non si intendono quelle ricchionate in stile MTV inventate dal nuovo millennio ma solo un interpretare in maniera leggera e orecchiabile una “base ramones” da cui si staccano notevolmente, pur tenendo la passione per i sing along (“Eternal Jetlag”, “My Girlfriend is a Cop”) e per i riff che ti entrano in testa sfondando la porta a calci, come in “Whistling in The Game” e la sopracitata prima traccia. Se vi piace il genere dategli una chance e vi conquisteranno, o in alternativa andateveli a vedere dal vivo e scroccategli uno dei 100 litri. Attenzione, la cosa può presentare controindicazioni.

Conseguenze

venerdì 4 settembre 2015

Mugwumps - Can't Be The One

Monster Zero - 2015

Ci eravamo lasciati male e non avevo molta fiducia in questa nuova uscita... tuttavia sono felice di ricredermi: i Mugwumps sono tornati alla riscossa! Complice una buona registrazione, che proprio era mancata nel precedente lavoro, i 12 pezzi di Can't Be The One sono il giusto mix di blitzkrieg vecchio stile, vedi Peek-A-Boo/The Hate Monger e China Town, e ballatone pseudo romantiche e dissacranti... già ballatone! Non lo avrei mai detto ma sono proprio queste a alzare clamorosamente il livello del disco rendendolo veramente godibile e diverso dalla precedenti uscite. Pezzi di punta in questo senso la title track, Tokyo Tapes e, in chiusura, If You WannaTeardrop.
Ulteriore nota di merito per l'artwork del vinilazzo, davvero ben curato, con tanto di poster all'interno.
Certo, non si può gridare al miracolo per l'ennesimo disco Ramones-core, ma sicuramente fa piacere sentire qualcosa di godibile dopo un 2015 abbastanza deludente sul piano delle nuove uscite.

mercoledì 5 agosto 2015

Monster Zero Summer Mash: la versione di Rehab

MZSM#15: cosa c'è realmente da dire? Tante chicche, gossip inutili, momenti esilaranti, birra e... ah già i concerti! Ma il 90% delle band che ha calcato il palco sono arcinote ai lettori di Snafu e non ha molto senso fare un report dettagliato band per band.

Yum Yums - Foto di Claudine Strummer

Day #1

Rehab è l'unico soldato in campo. Mi guardo in torno e vedo, nell'ordine:
#1: Banchetti di vinili presi d'assalto e il mio portafogli che si vuota alla velocità di una deflagrazione atomica;
#2: l'unica band local sul palco alle 19e45;
#3: Ubriachezza molesta diffusa;
#4: Moyano.
I migliori sul palco sono sicuramente stati i DeeCracks e i Maladroit. Pesa parecchio l'assenza dei Chromosomes, bloccati da un infortunio dell'ultimo minuto.

The Apers - Foto di Claudine Strummer
Day #2

Tutti i partecipanti sono palesemente in Hangover... pure io. 
I migliori sul palco: i Ponches, i Mugwumps, costretti a fare il bis da un pubblico decisamente preso bene e gli Apers, che riescono a gasare un pubblico provato da due giorni di alcolismo
Nota di merito anche per Fabio Scaini che si è preso la briga di salire sul palco per introdurre le band in un misto di inglese e dialetto friulano. Dopo il bel set degli Yum Yums per 20 minuti il Dj set va in black out: un gruppo di alcolisti anonimi, capitanato da Simo Riccobelli, ha intonato un tot di canzoni dei Derozer così forte da sovrastare le casse. Barcella alla fine si è arreso e ha messo su Alla Nostra Età. Poco dopo Palmi CocoNut cita gli Apers per poi pentirsene 3 secondi dopo.
Zack Ponches ha infine dichiarato: "I Dillinger Four sono meglio delle altre band perchè hanno qualcosa di scrauso nel loro sound". Speciani stà già prendendo provvedimenti. Poco prima Lollo e la Aly hanno intonato "Bolzo è Spo-sa-to" sulla base di Sheena is a Punk Rocker.
Seconda nota di merito per la Claudine che ci ha mandato queste bellissime foto.

martedì 5 maggio 2015

SNAFU 2.0: Monster Zero Mash 2014 - Madrid

Con qualche mese di ritardo il buon Moyano ci fa avere questo bel live report del Monster Zero Mash dello scorso Dicembre.....non vi resta che leggerlo avidamente!

Finalmente, dopo svariati tentativi andati a vuoto, potrò presenziare alla versione invernale dela festa che raduna il meglio delle band che ruotano intorno all'etichetta austriaco/olandese Monster Zero.
Dopo le scorse edizioni a Rotterdam e Innsbruck, ecco lo sbarco in terra iberica, precisamente presso la propria capitale, ovvero Madrid. La location prescelta sarà il centralissimo Rock Palace, a due passi della stazione di Atocha, tra l'altro ci lavora Pablo dei Sugus, quindi loro faranno le veci dei padroni di casa.
Approfittando di una clamorosa offerta Alitalia ho preso un biglietto al volo, senza controllare che mi porterà a fare tre interminabili ore di scalo a Fiumicino, sia all'andata che al ritorno, il che si rivelerà terribile al rientro.

The Helltons by Moyano

Comunque bando alle ciance:

12/12/2014 - Monster Zero Mash, Day Juán
Il Primo giorno vedremo all'opera 5 band. In ordine di apparizione, Hormones, Helltons, Fast Food, Deecracks e FANTA. Il locale era piuttosto piccolo (infatti tutti e 125 tagliandi andranno venduti) ma molto figo!
Dopo qualche chiacchiera e un paio di birrette, iniziano i primi! Sono gli spagnoli Hormones, vengono da Oviedo e suonano un poppunktreaccordi e via che strizza un po' l'occhio sia che ai Ramones che ai Riverdales. Nonostante il pregio di cantare in inglese (cosa che sembra riuscire difficile al resto delle band spagnole), non mi colpiscono particolarmente.
Dopo un veloce cambio palco, ecco subentrare i francesi Helltons, che avevano da poco visitato la nostra penisola. Devo dire che la loro potenza unita alla loro vena melodica mi ha davvero colpito, sono stati la rivelazione di questo weekend. Non conoscevo i pezzi sinceramente, ma li ho apprezzati molto.
Il testimone poi passa ai madrileni Fast Food i quali festeggeranno 20 anni di carriera, in questo 2015. Purtroppo durante il loro set sono stato poco attento, distratto dalle chiacchiere e da un paio di soste al bancone.
Giunge dunque il turno dei Deecracks, finalmente, dopo mille peripezie, riuscirò a vedere all'opera i 2 austriaci più Lucy Spazzy. Iniziano bene, mischiando un po' di pezzi classici (tipo Beach '90, Monkey Boy, ecc) con qualcosa dell'ultimo disco (Dead End Mission, Don't Rely On Me,...) e in mezzo hanno cercato di piazzare una cover delle Spazzys. Almeno così sembra, visto che l'hanno iniziato come 5 volte ma mai arrivati nemmeno alla strofa. Nonostante questo, devo dire che avevano una grande carica e hanno fatto una bella esibizione.

Dee Crack by Moyano

A chiudere la prima serata ci pensano i veterani FANTA, da Barcelona. Loro hanno un punk rock, con il cantato in spagnolo, Di loro avevo già sentito alcuni pezzi e, per fortuna li hanno eseguiti tutti (tipo Mi Horrores Favoritos, Este Invierno Va a ser Largo, fiesta Ramone, ecc), inoltre c'era una buona partecipazione del pubblico, sopratutto dei locals. E anche a me sono piaciuti parecchio.

13/12/2014 Day Tciù
Seconda e ultima giornata di festival, che vedrà alternarsi ben 6 band: Yoohoos, Riccobellis, Pantones, Priceduifkes, The Apers e Sugus.
L'onore di aprire le danze toccala trio tedesco Yoohoos. Sinceramente non li avevo mai sentiti prima, ma devo dire che mi hanno colpito positivamente dal vivo.
Poi lasciano spazio ai Riccobellis. I nostri connazionali erano parecchio carichi, e si notava. Il pubblico spagnolo tra l'altro sembra aver gradito molto la loro esibizione. Bravi!
Ai bresciani, si susseguono i madrileni Pantones. La band è composta da un ragazzo, Hormiga alla chitarra, e al basso e batteria due ragazze. Presentavano una sorta di pop punk con venature melodiche che sulla carta non è niente male. Però, ad essere sinceri, nonostante il gran lavoro delle seconde voci, il timbro di Patty (la cantante bassista) non era proprio del mio gradimento (e le bocce?).
Veloce cambio palco ed  è il turno dei Priceduifkes. Prima volta che li vedevo dal vivo, e devo dire che quanto mi era stato detto sulla loro resa live è stato confermato. Complice una nutrita delegazione belga sotto al palco, la loro esibizione è stata come, boh, il bombardamento di Dresda nel febbraio del 1945! Un dannato e violento massacro! La band era carichissima, il pubblico pure. Complice gli spazi ridotti del locale, la situazione diventa presto una bolgia incredibile. Mi hanno colpito parecchio!
Dopo una boccata di aria. quattro chiacchiere con il simpatico buttafuori (un wrestler spagnolo appassionato al garage e hards rock spagnolo dei 70!) ecco che salgono gli Apers. Ero molto curioso di vederli all'opera dopo l'uscita della loro ultima fatica sulla lunga distanza (Confetti On the Floor) e dopo la brillante prova di Livorno ad Agosto 2014. Soddisfatto. Nonostante una scaletta che pescava principalmente dagli ultimi due dischi, gli austro olandesi erano pieni di energia e hanno sfornato una brillante prestazione, con un Kevin che era particolarmente di buon umore. Una sicurezza ormai.

Sugus by Moyano

Gran chiusura per la mia band spagnola preferita. I Sugus. Che bomba. Ho sempre apprezzato il loro modo di sfornare pezzi in inglese e spagnolo che si alternano tra tracce parecchio pestate e altre più melodiche e meno veloci. Mi garba anche molto il loro modo di presentarsi sul palco ed il fatto che la voce principale sia di Luis, ovvero il batterista. Nemmeno il tempo di iniziare che i locals impazziscono, e così anch'io. Il quartetto prende pezzi dei loro ultimi due album (Learn to be a Mornard e Ciclostes), che poi sono i miei preferiti. Una prova senza sbavature e  carica di adrenalina. Bravissimi! Applausi! Scendono dallo scenario e via alle danze ubriache all night long!
E così si conclude la prima volta spagnola del Monster Zero. Che aggiungere, personalmente l'ho trovato stupendo, le dimensioni del locale erano giuste, il personale grandioso, gli spagnoli molto simpatici e Madrid una città fantastica. Da ripete.
Aloha

martedì 7 aprile 2015

7 Years Bad Luck - Bridges


I 7 Years Bad Luck sono un trio austriaco in giro dal 2001. Li avevo conosciuti un paio di anni fa grazie al 7” split con i Dee Cracks, che ad onor del vero non mi aveva colpito più di tanto. Questo Bridges invece, uscito a fine 2014 per la sempre attiva Monster Zero Records, è un gran bel disco. 16 tracce piene zeppe di melodie killer impreziosite da arrangiamenti curati e mai banali con un basso molto presente, dal classico suono Ampeg. Sebbene si tocchino quasi i tre quarti d’ora di durata, con questo album i 7 Years Bad Luck hanno il grande pregio di non stancare grazie all’alternanza delle voci ed a una tracklist molto varia dove i pezzi più movimentati sono inframezzati da ballate strappa mutande. In conclusione, livello alto e disco consigliato in particolare a chi esce di testa per Lawrence Arms, Rivethead e Banner Pilot! 





giovedì 18 dicembre 2014

Griswalds - Beyond the Television Scream

Monster Zero - 2014

Ho visto questo trio al FOA BOCCACCIO di Monza...era Halloween del 2007 e di spalla c'erano i Gluesniffers ed i Kildaddies che a quei tempi sembravano lanciati verso il successo ed invece qualcosa nel lancio deve proprio essere andato storto.
Ovviamente alla serata non c'era un cazzo di nessuno.....erano i tempi in cui al posto della OCW si parlava della San Martin, Speciani mangiava Sushi sui Navigli e sul forum di Bam c'erano VOM e Peter Parkinson che giocavano a chi era più cattivo con Mendez e gli Apers. Ora che i tempi sono maturati guardo con allegria a quella terribile serata.....ora sono io a mangiare sushi sui Navigli mentre Speciani pur di vendere qualche CD è stato "visto comprando" una licenza da venditore ambulante per i mercatini natalizi di Osio Sopra.
Highlights della serata:
- barbone local che prende a calci l'aria
- Fra TGS ubriaco fradicio che cerca di vomitare in un sacchetto della spesa senza riuscirci
- la Aly (in versione **isgoodenough**) che compra al banchetto l'orologio da parete dei Griswalds
- Lollo Ramone che a fine serata dice "hey, ma ora tocca ai Derozer vero?"
Dopo 7 anni il trio londinese si fa produrre il disco da Kevin Aper e io già penso ad un sound mega patinato ed iper pop-punk...già me li vedo suonare al Blue Rose ad una IBR Night con di spalla TGS, Nuts e Mega...insomma non mi aspetto nulla di nuovo ed elettrizzante.
Il primo pezzo strumentale sembra una B-side dei Tough (e le aspettative continuano ad impennarsi verso il basso), ma poi ecco il miracolo.....partono altri 13 pezzi registrati con la macchina delle scoregge, veloci, grezzissimi, ignoranti, ma soprattutto melodici. I ragazzi si sono mantenuti fedeli al loro sound e questa cosa me li fa apprezzare tantissimo.
Oggettivamente il disco fa proprio cagare a manetta...ma soggettivamente parlando questo è proprio il caso in cui "far cagare è ok"...pezzi come "Do the zit", "I don't wanna go to the hospital" e "Heard the sound of my brain melting" sono di una tenerezza ed ingenuità immonda, così genuina che ti svolta la giornata e ti fa iniziare il campo invernale con l'adrenalina a mille.
Non penso che ascolterò mai più questo disco in vita mia, ma nonostante questo ve lo consiglio assolutamente....dura tipo 15 minuti di cui 8 cantati in una tonalità differente da quella degli strumenti, ma sono proprio dettagli come questo a renderlo degno del vostro tempo. Fatevi un regalo e compratevelo.

giovedì 11 dicembre 2014

The Bat Bites - s/t

Monster Zero - 2014

Devo recensirlo con una parola? "Ignobile".
Per fortuna dopo il primo ascolto non mi sono tirato indietro, da bravo soldatino, e ho fatto partire il secondo.....l'opinione non è cambiata.
Facciamo un passo indietro: i Bat Bites oramai li conoscono un pò tutti...band olandese della cricca Apers (con cui condividono il buon Ivo alle pelli) che va in giro a suonare con le mascherine di carnevale riuscendo nell'impossibile impresa di non risultare ridicoli, il tutto grazie al fatto che è innegabile che sappiano suonare alla grande facendo quindi il culo al 99% delle band italiane in sede live (forse avrei dovuto usare qualche virgola in più?!?).
Detto questo il loro disco è davvero una palla al cazzo...avete presente quando il piattume più totale si impadronisce dello stereo e non ti abbandona per 25 minuti? Ecco...l'effetto è proprio quello.
Per carità ci sono super coretti, alternanza di voci (non esaltante a dire il vero), mille assolini stile Weasel (pure troppi cazzo...davvero troppi), melodie mega mielose....ma dove sono i ritornelli che ti si appiccicano in testa? Insomma, puoi riempire una canzone con una quantità folle di coretti, ma se alla fine il ritornello non c'è....c'è poco da fare, ecco.
Oddio dopo il 16esimo ascolto qualche canzone decente la si trova...ad esempio "Everything will be fine" ha un vago sapore di Parasites....oppure "The Numbers" e "She said she's fine" sicuramente non le possiamo considerare una totale ciofeca...addirittura in qualche punto del disco si assapora un vago sapore alla Blink 182 primo periodo che sicuramente non è da buttare via...anzi....però bo.
A pensarci sono forse un pò severo con i ragazzi...live sono bravissimi quindi non fatevi influenzare dalle mie parole (sono certo non vi sarà difficile), tuttavia su disco la cosa non ingrana...capita, amici come prima.

lunedì 8 dicembre 2014

The Apers - Confetti on the floor

Monster Zero - 2014

Diciamocelo....il disco degli olandesi non si presenta proprio benissimo: copertina di difficile comprensione mixata con due titoli come "Totally barzotto for you" e "Mozzarella no more". Questo basta e avanza per approcciarsi al disco con sospetto e senza troppe aspettative.
Il primo ascolto è indolore e sembra rivelare una serie di canzoni poco incisive, un pò troppo cazzone e spensierate...quasi come se fossero state scritte un pò in fretta senza pensarci su troppo (come la copertina?).
Non mi perdo d'animo e, complice la pigrizia del non voler cambiare disco nel mio Black Hawk, continuo ad ascoltarlo in loop sperando di non fottermi il cervello.
Al quinto/sesto ascolto riesco a percepire la vera essenza del disco, distinguendo per bene i pezzi inutili (come quelli citati qualche riga fa) da quelli degni di nota che, alla fine, si rivelano essere meritevolissimi.
Fra questi si distinguono assolutamente "Jamie Oliver" (pezzo migliore del disco), "Global Holocaust", "Early Dementia" e la conclusiva "Confetti on the floor". Quest'ultima, dall'atmosfera triste tipica di una ballatona, potrebbe regalare qualcosa di più, colpisce senza uccidere...peccato.
In definitiva il disco è buono e divertente, ma rispetto al lavoro precedente sembra che gli Apers abbiano intrapreso il sentiero in discesa...quello che dalla vetta raggiunta qualche anno fa porta a poco a poco (speriamo molto lentamente) verso la parte conclusiva di una gran bella carriera.
Sono pronto ad essere smentito, ma per ora la sensazione è proprio questa.

domenica 7 settembre 2014

The Priceduifkes – Why Not


Signori e Signore, ecco a voi quella che al momento è la miglior pop punk band europea. Negli ultimi anni Ricky D, Mambo e VS hanno fatto davvero passi da gigante. Con Why Not, che vede l’innesto come quarto membro del chitarrista Tony Crackup, i PDS riprendono parzialmente il discorso lasciato cadere con lo splendido predecessore Can’t Lose. Infatti quel sound, che rimanda a Screeching Weasel e Dillinger Four, è ben evidente in pezzi come 50% e How High Can We Bounce? mentre in un paio di altre tracce riaffiora l’anima più cazzona dei belgi, da sempre grandi fan di Nobodys e primi Dwarves. Un ottimo EP e un gruppo da vedere assolutamente dal vivo, meglio ancora se nella loro terra natia.

martedì 15 luglio 2014

Live Report : Monster Zero Summer Mash

DAY ONE
TOUGH (foto artistica di Pvt. rehab)

Week end di fuoco per gli amanti del punk rock! All'Edonè di Bergamo va in scena il Monster Zero Summer Mash, una due giorni di live de la creme de la creme del punk rock europeo.
La caserma parte da Milano ed è già in ritardo...i permessi di libera uscita proprio non ce li volevano dare e purtroppo ci perdiamo i live di Teenage Bubblegums e Riccobellis. Arriviamo fuori dall'Edonè verso le 22, nell'aria riecheggiano i possenti colpi di batteria del Biso, i Tough hanno appena iniziato e noi ci fiondiamo sotto il palco! Gran bella prova per loro, mi sono proprio piaciuti, potenti,veloci, precisi...fanno davvero un bel concerto! Bella scaletta, pubblico soddisfatto e la band di Piacenza presenta anche il nuovo 7" fresco di stampa...cosa volere di più?

The Apers illuminati da luce divina (foto Pvt. Rehab)

L'Edonè è un gran bel posto, il clima è meraviglioso, c'è tanta bella gente, l'ingresso è gratis(!!!) e in cielo splende la luna piena. Giusto il tempo di fare quattro chiacchiere e bere qualche cosa che gli Apers iniziano a salire sul palco. La band olandese è visibilmente carica per questo appuntamento e parte a razzo con It's All Over You Know seguita da Word Is Out e Reanimate My Heart. Grande inizio, il pubblico è preso benissimo ed è un tripudio di dita alzate, pogo, surfate varie e singalong. Il mitico Kevin inframezza ogni canzone con il suo tipico umorismo e la scaletta spazia ampiamente tra i vari album della band. Kevin dice anche che ad ottobre andranno a registrare un nuovo disco al TUP Studio di Brescia (raga vi prego le distorsioni...) e la band suona tre nuovi pezzi... uno ha a che fare con la mozzerella, l'altro con barzotto e il terzo non me lo ricordo ma è il meglio dei tre...non capisco se sia uno scherzo o cosa, fatto sta che i pezzi nuovi sono piuttosto brutti. Il concerto finisce alla grande, coverone di Bonzo Goes To Bitburg e poi Friday Night Killed Saturday Fun e Every Day Is A Rock N' Roll Day, due grandi anthem che mandano il pubblico in visibilio. 
Gran primo giorno per il Monster Zero,vera figata...ora non vediamo l'ora del secondo!
Pvt. Flavia

DAY TWO

La giornata è cominciata male. Tommy non c'è più...diluvia e Tommy non c'è più.
Il secondo giorno del MZSM prevede una barcata di band e quando raggiungiamo l'Edonè per le 16.30 ci rendiamo conto che tra non molto si dovrà per forza di cose iniziare. L'onore di aprire le danze tocca ai genovesi Ratbones. Bell'inizio all'insegna del Ramonescore, la gente è ancora pochina ma segue con attenzione. Il clima si deve ancora scaldare, complice la pioggia, il palco è stato montato sotto il tendone. A questo punto toccherebbe ai veneti On My Arms ma i quattro non sono ancora arrivati...perciò il buon Kevin Aper imbraccia una chitarra acustica e intrattiene il pubblico con un mini.set. Nel frattempo arrivano i veneti, salgono sul palco al volo e suonano a cannone per poco più di venti minuti. Sono tecnicamente impeccabili, hanno cori con dolby surround...ma non sono proprio emozionanti e trascinanti, colpa dei pezzi un po' troppo simili tra loro. Sula palco sale la terza band e io sono già alla quarta birra. Ora bisogna essere sinceri: i Nuts hanno suonato bene ma è la centesima volta che li vedo in tre mesi e quindi l'interesse non può essere alto. Dopo di loro tocca ai 3 Slugs che ormai sono stati dichiarati dispersi...quando all'improvviso sbucano dal nulla e saltano sul palco! Sono un trio Ramonescore composto da filippini che vivono a Roma. Barcella senior dice che qualcuno li ha già paragonati ai Ramones del '74...questo paragone mi fa rabbrividire. Sono un power trio che se la cava a suonare, questo sì...ma non hanno nulla di più di altre band. Il festival insomma non è ancora decollato al 100% ma si scambiano chiacchiere e si scoprono gossip ultra hot con amici che si incrociano troppe poche volte l'anno (purtroppo).
Si entra nel vivo del Mash con i Bat Bites! Ivo è una locomotrice e le tre voci super intonate fanno il resto. il pubblico si scalda e il clima di festa adesso si sente molto di più. suonano un po' troppo secondo me, ma il pubblico gradisce comunque. Dopo di loro tocca ai Griswalds, un buon trio di inglesi stagionati. Fanno un bel set veloce, sporco e distorto. il pubblico risponde bene ma inizia a fremere perchè tra poco tocca ai Mugwumps. Con gli austriaci la festa si fa vera! Scatta il delirio sui pezzi di Banan Brain, si rallenta un po' sui nuovi, ma poi ci si risveglia nuovamente con le coverone di Anyway You Want It e And I Will Be With You. Gli austriaci hanno spaccato il culo! 

Foto brutta dei Manges (Pvt. Rehab)

Tocca ai Manges e il tendone sembra esplodere. Gli spezzini suonano carichi come sempre, inizio davvero impressionante! A metà concerto la macchina del fumo impazzisce e il tendone è immerso nella nebbia, tanto che non si distingue nemmeno la persona accanto. Su Lone Commando sale sul palco l'ormai rodato Reagan con un cartello speciale per l'occasione: Tommy Ramone. per la prima volta vedo Manuel che prende il microfono e secco sintetizza lo spirito del momento:" Tommy non era il più bravo, era il migliore!". Applausi. Non ci si stanca mai di vedere i Manges e il pubblico li incita a tornare sul palco per il bis e anche per il tris! Sono stati due grandi giorni, è stato tutto bellissimo e perfetto...speriamo si possa replicare anche l'anno prossimo!

Pvt. Rehab

domenica 13 luglio 2014

SNAFU 2.0: monster zero mash @ edonè

Un tipo che si spaccia per TOMMY 27 ci manda il 2.0 dell'evento più figo dell'anno.
Dico che il tipo si spaccia per Tommy 27 perchè in realtà Tommy 27 scrive con la punteggiatura a cazzo e senza le maiuscole, invece sto "2.0" è scritto in italiano corretto.
Dico che è stato l'evento più figo dell'anno perchè quando anche uno stronzo come me non riesce a trovare un difetto ad un festival del genere vuol dire che è stato davvero superbo.

Foto rubata a Manu Margot

Breve recensione di ciò che ho sentito il secondo giorno del Monster Zero Mash di Bergamo.
1.Tommy sarà stato contento di vedere e sentire tanto pop punk.
2.Grazie Kevin e a tutti quelli che hanno organizzato, gran bel festival.
Arrivo verso le otto del Sabato sera; il posto è bello, un parco dove han messo tavoli e panche in quantità per far sedere la gente che vuol mangiare e un tendone dove suonano e fanno birre e tutte le cibarie. Se fosse stata una vera estate con i concerti all'aperto sarebbe stata una
vera figata. In realtà fa un freddo della madonna e ha pure piovuto, sembra il Groezrock in Belgio...
C'è gente e man mano aumenterà, tantissimi stranieri da ogni parte. Il tendone è un pò piccolo e immagino che quando suoneranno i Manges scoppierà (previsione azzeccata).
Sento i Griswalds, terzetto inglese che non conosco e che non mi dispiace. Cantano tutti e tre e hanno ottimi cori. Promossi. Vado a mangiare e subito salgono i Mugwumps, terzetto austriaco, scusate l'ignoranza ma non so un pezzo nemmeno di questi. Il livello sale tantissimo, fanno un grande show, il frontman ha una voce molto particolare, potente e un pò "gracchiata" che mi piace molto; il pubblico (diversamente da me) partecipa con entusiasmo. Grande prova che chiudono con "and i will be with you" dei Mr t experience: grandissima scelta di uno dei miei pezzi preferiti in assoluto e con any way you want it dei fratelli...grandi! E' il turno dei Manges e come previsto il tendone scoppia: dal vivo i Manges non mi hanno mai fatto impazzire ma stavolta tirano fuori una prova davvero della Madonna: suonano più del solito in un tendone che diventa una sauna (tra l'altro ad un certo punto sparano tanto di quel fumo che i quattro non si vedono più neanche da un metro di distanza), alternano tantissimi pezzi, vecchi e nuovi; a proposito è vero che i pezzi nuovi suonano meglio dal vivo, più cattivi e più punk. Escono due volte, la prima concludono con la solita "Generation" dei Methadones, la seconda, acclamati alla grande con il solito terzetto di pezzi storici "Mary-My direction-She's a punk". Momento clou l'uscita del roadie con la maschera di Regan con un cartello dedicato a Tommy Ramone. Il batterista Manuel si alza e chiede un applauso per Tommy "non il più bravo batterista ma il migliore". Il cartello finisce tra il pubblico e viene tenuto da un enorme tizio con la maglietta di Tony Sly che lo sventola fiero per il resto del concerto in mezzo al pogo. Grandissima chiusura di un grande festival, speriamo che il prossimo si ripeta, con una vera estate italiana.

Tommy27

giovedì 10 luglio 2014

Punk Rock Week End: Monster Zero Summer Mash!


Se leggi Snafu sai già quello che sto per scrivere. Se leggi Snafu non devo spiegarti chi sono gli Apers, i Manges, il Monster Zero Mash, etc... Da domani si fa festa in Berghem. Appuntamento alle 20e30 all'Edonè. Sotto la scaletta:


Venerdì 11 Luglio
Teenage Bubblegums 20:30 – 21:00 (tiki stage)
Riccobellis 21:15 – 21:45 (tiki stage)
Tough 22:00 – 22:30 (Goomba stage)
The Apers 22:45 – 23:15 (Goomba stage)
23:30 - 02:00 AM Monster Zero DJ Set

Sabato 12 Luglio
The Ratbones 16:00 – 16:30 (tiki stage)
On My Arms 16:45 – 17:15 (tiki stage)
The 3 Slugs 17:30 – 18:00 (tiki stage)
The Nuts 18:15 – 18:45 (tiki stage)
The Bat Bites 19:30 – 20:15 (tiki stage)
The Griswalds 20:30 – 21:15 (tiki / goomba stage)
The Mugwumps 21:30 – 22:15 (Goomba stage)
The Manges 22:30 – 23:15 (Goomba stage)
23:30 - 02:00 AM Monster Zero DJ Set

venerdì 6 giugno 2014

SUGUS - Ciclostes

Monster Zero Records - 2012

Il disco lo ricevo solo ora, ma in realtà stiamo parlando di un lavoro dell'ottobre 2012...quale giorno migliore per recensirlo se non quello del 70° anniversario del D-Day?
Copertina bomba in stile militare con retro foto in cui compaiono i Sugus vestiti da soldati (o da meccanici?) ed una cartina della Francia come sfondo. La cartina pone in primo piano il paese di St.Marie aux Mines che ovviamente ha rimandi alla II^ Guerra Mondiale....bomba su bomba, chicca su chicca!
Da fan dei Sugus posso dire nuovamente...bomba! Dopo il mitico "Learn to be a Mornard" i ragazzi spagnoli piazzano altri 14 pezzi davvero fighi...punkorck alla Ramones ("Ravioli maker") alternato a pezzi iper veloci con grancassa alla Raffaele di Burro ("Gong Kwon yu sul") e ad alcuni tocchi leggermente più tamarrucci ("Wasted"), ma ovviamente senza lo straccio di un assolo.
Come ciliegina sulla torta abbiamo un pezzo proprio sul D-Day ("Overlord"), tra l'altro uno dei più fighi in puro stile Sugus, melodia Dolby Surround e carica focosa che solo un latino può darti.
Chiude questo disco velocissimo la bella "It's only punkrock" che inizia tipo pezzo mieloso acustico, ma poi, complice un ingresso a canone di una tastierina, parte bella distorta con un ritornello epico che ricorda vagamente gli Epoxies (verso la fine si perde un pò via e inizia a far cagare, peccato).
Io sono gasatissimo con sto disco! Grandi Sugus, venite in Italia (che l'ultima volta - ho un flash proprio ora - avevate paccato proprio la data che vi avevo trovato io....bastardi).

martedì 3 giugno 2014

Zatopeks - About Bloody Time

Monster Zero Records - 2014

Non sono mai stato un vero fan degli Zatopeks anche se ammetto che in sede live riescono a vincere a mani basse il titolo di migliore band popunk della storia contemporanea. Dite che esagero? Il concetto è semplice....preferite vedere l'immobilità da palcoscenico di Tough o Ponches oppure il casino imprevedibile di Will DeNiro e soci? Per come sono fatto io preferisco di gran lunga la seconda opzione. Che poi io sia fatto con il culo sono un pò affaracci miei, del mio sergente e del mio tenente, non di certo vostri.
Kevin Aper mi invia inaspettatamente il disco dei ragazzi e quindi mi obbligo a metterlo in macchina speranzoso di trovare una hit da lacrime come Picture Postcards. Non la trovo, ma non mi pento delle mie azioni.
Prima di tutto....copertina top. Detto questo, i pezzi di "About Bloody Time" viaggiano su livelli medio alti, molto più alti del precedente "Damn Fool Music", ma comunque non posso certo considerarmi convertito alla causa Zatopek. Rimangono una band da vedere piuttosto che da sentire.
Con piacere però prendo atto che la prima metà del disco è davvero ottima ("Alert!", "Acetate" e "Neu-Isenburg" su tutte) e la seconda parte, sebbene si difenda con maggiori difficoltà, non concede nemmeno un metro di terreno al nemico (stile ragazzi del '99 mandati a prendere mazzate al Molino della Sega).
Leggendo il booklet scopro che due pezzi sono degli adattamenti di romanzi o comunque di qualcosa di letterario (attualmente il booklet è troppo lontano per essere più preciso) e che tutte le canzoni sono condite da rimandi o nomi presi in prestito dalla letteratura/filosofia.....la cosa la trovo stuzzicante e soprattutto non mi capacito di come tutte quelle parole usate nelle lyrics riescano a dare vita a delle melodie e rime perfette. I ragazzi ci sanno fare con i testi....i Ramones qui sono un tantino lontani come mood. Non mi scandalizzo però.
In fin dei conti penso che sia un dischetto da avere....l'ho macinato bene e a distanza di giorni confermo che "Acetate" merita una 20ina di ascolti mensili mentre "Neu-Isenburg" si rivela inaspettatamente un pezzo alla Teenage Gluesniffers (o forse è il contrario e non ce ne siamo mai accorti?). Il concetto molto milanese di "copertina top" lo avevo già espresso?

giovedì 10 aprile 2014

DeeCRACKS - Beyond Medication


E' uscito qualche giorno fa il nuovo full lenght dei DeeCracks intitolato Beyond Medication. C'è poco da dire...quest'album è strafigo! 
I DeeCraks sono in giro da tanto tempo, hanno alle spalle tante uscite tra CD,12" e 7" ma è con quest'ultima fatica che, a parer mio, fanno il salto di livello. Beyond Medication è quello che normalmente si potrebbe definire l'album della maturità. Un album che suona divertente già dalla prima traccia Todo el mundo està enamorado, uno strumentale surfeggiante degno del migliore film pulp...sei li a tamburellare con la mano e quando meno te lo aspetti...SBAM! parte a razzo Dead end mission. Già me li vedo tutti i kids assiepati sotto al palco, con l'indice alzato, a cantare "we're on a dead end mission, going nowhere!". In tutto il disco c'è un bell'alternarsi di pezzi veloci come Terminal deadness, Adderall o No way back e i pezzi mid tempo con melodie accattivanti come Charitè forever, Don't rely on me o down out and low con il suo ritornello impossibile da non cantare. Come dire...un album "All killer, no filler" a dimostrazione che nel 2014 si può ancora suonare Ramonescore a grandi livelli. 
I Ragazzi hanno appena finito la prima leg di uno dei loro classici interminabili tour per tutta l'europa. Verso maggio dovrebbero tornare dalle nostre parti, quindi andate a studiare sul loro bandcamp che vi voglio belli preparati!

lunedì 3 febbraio 2014

The Mugwumps are Back!


Anche se di fatto i Mugwumps non si sono mai sciolti erano anni che non si facevano vedere o sentire. Poi a Dicembre sono risaliti sul palco in occasione del Moster Zero Mash e adesso si apprestano a pubblicare un nuovo LP. Release Party degno di nota dato che gli austriaci calcheranno il palco dei PMK di Innsbruck con i Queers.

lunedì 15 aprile 2013

DeeCRACKS Love 7"

A quanto pare i DeeCRACKS sono tornati alla loro LineUp originale (con Emanuel al basso) e hanno festeggiato cagando al volo due 7"! Già negli ultimi mesi il trio austriaco aveva fatto girare un po' di nuovo materiale su YouTube e Bandcamp, ma non tutte le tracce hanno avuto la fortuna di essere incise su supporto fisico.

Monster Zero - 2013

Call it a Day è uno di quei dischi con la copertina da paura (sia per grafica che per stampa) ma che non contiene alcun foglietto illustrativo: so di essere un grande rompiscatole ma la cosa mi lascia sempre un po' di amaro in bocca. Nonostante questo dettaglio il contenuto di Call it a Day non può che definirsi succulento: 2 canzoni nuove e 2 cover che potresti aspettarti ma non ti aspetti, per un totale di 8 minuti e 30 secondi. Minuti intensi, perché il muro contro cui si va a sbattere è composto da una potente voce roca, una chitarra distorta e piena, un impeccabile TUM-PA-TUM-PA-TUM-PA-TUM-PA-TU-TU!, una vagonata di cori e un suono di basso tagliente. Tutto è sporco e melodico al tempo stesso! Sul Lato A si concentrano i brani più duri e veloci ovvero l'inedita Rat in a Trap e la cover di Bloody Belgium dei Kids. L'elettrocardiogramma rallenta sul Lato B: i DeeCRACKS si concedono la melodicissima e riuscitissima You Messed My Head Up (troppo genuina per non parlare di qualcosa avvenuto per davvero) e la cover di Weekend dei Boys.

Swamp Cabbage Records - 2013

Ok, The Smile of The Tiger, Split con The New Rochelles, parte zoppo per colpa della sosia della Santanchè in copertina... ma guardiamo ai contenuti: sul Lato A i DeeCRACKS sparano l'inedita Let's Get Outta Here e la cover di She Belongs To Me dei Ramones. Se la prima è perfettamente in linea con i brani più melodici del trio, la seconda reinventa senza stravolgere un pezzo straordinario, con risultato commovente e tutt'altro che banale. Spero di sentirgliela fare presto dal vivo!
Sul Lato B due pezzi anche per gli americani The New Rochelles: se in Cuidado propongono un punk rock a metà tra quello dei Riverdales e quello dei Teenage Bottlerocket, in Nightcrawler toccano sonorità più GreenDayiane. Il risultato non è cacofonico ma manca di tratti distintivi. 

lunedì 18 marzo 2013

SNAFU 2.0: Apers @ honky tonky

Il buon Tommy27 o 27tommy presenzia ad un bel concertino degli Apers e ce lo fa presente....non mancando di sottolineare giustamente gli orridi suoni della band del soldatino SNAFU....iniziamo bene ragazzi!!

Foto rubata

Riecco gli Apers all'Honky e ovviamente non si può mancare.
Arrivo verso le 22.30 e non c'è un cazzo di nessuno. C'è però Kevin che come al solito ha voglia di raccontare. Ci dice un pò del tour coi Manges in Giappone.
Salgono sul palco i Dirty Melodies, una sola parola: bocciati! tecnicamente potrebbero dire la loro ma le canzoni proprio non mi piacciono..nei testi (la mia ragazza l'ha presa la lega o la hit tamarra bevo bevo mi ubriaco e son felice...) imprevisto a metà concerto, il cantante si scontra col chitarrista e si taglia sopra l'occhio, prosegue insanguinato e contento..bravo!
poi vecchie facce per un nuovo gruppo, tali Drawing dead: non si sente un cazzo ma l'impressione non è per niente buona. I suoni fan davvero schifo e non mi rimane in testa neanche un ritornello..bho!
Finalmente gli Apers e la musica è un'altra: li abbiam sentiti mille volte e ogni volta ti chiedi come cazzo fa Kevin a esser così, un vero animale da palco. Il concerto ha una scaletta un pò diversa dal solito (non c'è reanimate my heart) e stavolta la scena clou è Kevin che si toglie il basso e improvvisa una cazzo di danza da scimmia, chiusura con whatever it takes e tutti a nanna contenti. Apers=diverimento=punk rock!