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giovedì 11 agosto 2016

The Dictators NYC @ Magnolia, Milano


Dopo mesi che non mettevo piede al Magnolia, mi ritrovo di nuovo lì per la seconda volta in una settimana: questo giro per vedere la storica band prepunk newyorkese The Dictators (uffcialmente The Dictaors NYC).
Quando arrivo, gli opener Negative Approach hanno già suonato, ma dato il mio scarso amore per l'hardcore non me ne dispiaccio troppo. Il pubblico non è molto numeroso, gli spettatori sono circa un centinaio, ma considerato che siamo nel cuore di agosto, che minacciava pioggia e che il concerto questa volta non era gratuito, ci può stare.
Dopo poco sale sul palco la band, con alla chitarre il membro originale (ed ex Manowar) Ross The Boss e l'aggiunta successiva Daniel Rey, e attacca subito con Master Race Rock. Il concerto dura un'oretta abbondante e in scaletta si succedono i classici del periodo '75-'77, come Stay With MeFaster & Louder, insieme ai brani degli album pubblicati nell'ultimo decennio e mezzo, tra cui le gustose Pussy & Money e Haircut & Attitude. Il protagonista indiscusso è lui, il tamarrissimo e irresistibile Handsome Dick Manitoba, che per tutto il concerto intrattiene e coinvolge il pubblico impazzando sul palco e sciorinando aneddoti e battute. La sua simpatia fa perdonare alcune sbavature dei suoi soci e i suoni non eccezionali del palco del locale. La chiusura è affidata alle cover di Search & Destroy e Kick Out The Jam, omaggio alle influenze della band. 

Aldilà della musica, ho apprezzato molto la genuinità e l'onestà della band: si poteva percepire chiaramente che si trovavano sul quel palco dopo più di quarant'anni di carriera perché davvero avevano voglia di suonare dal vivo e di portare in giro la propria musica. Un elemento che credo abbia contribuito al divertimento generale del pubblico nonostante molti, incluso il sottoscritto, non ne conoscessero poi così bene il repertorio.

Solo, abbandonandosi un attimo a una riflessione più ampia, se un pubblico dall'età media sui quaranta che assiste al concerto di una band oltre i sessanta è diventata la norma per il nostro ambito, viene da chiedersi: Who Will Save Rock N' Roll ?

Foto gentilmente rubata a un'amica

venerdì 5 agosto 2016

The Real McKenzies @ Magnolia, Milano


Ascolto gli scoto-canadesi Real McKenzies da parecchi anni e anche se non mi considero un appassionato – ho tre album su un totale di undici – ho sempre apprezzato il loro celtic punk. Non ho voluto perdere quindi l’occasione di vederli dal vivo al Magnolia, tanto più gratuitamente.
Arrivo qualche minuto prima delle dieci e mezza e il pubblico, non molto numeroso, attende l’inizio del concerto – non c’è una band di supporto. L’apertura è affidata al suonatore di cornamusa, alto e grasso come mi aspettavo, a cui poi si unisce la band. Paul e soci, rigorosamente in kilt, sono carichi e di buonumore e marciano lungo la scaletta, tra brani del nuovo album “Rats In the Burlap” e classici del repertorio, come Pour Decision e Scots Wha' Ha'e, fermandosi ogni tanto per dare un’accordata agli strumenti. Il pubblico inizialmente è freddino, pur applaudendo convintamente dopo ogni canzone; sarà un po’ la consistenza numerica ridotta, un po’ il clima che minaccia pioggia. Man mano che si va avanti però l’energia della band e gli sforzi di Paul, ormai a torso nudo e grondante di sudore, per tirare in mezzo gli spettatori scaldano gli animi; il mio personale favoritismo lo vincono definitamente suonando la cover di Sailorman dei Turbonegro,a  cui seguono due brani tra i miei preferiti in assoluto nel loro repertorio: Mainland e The Skeleton and The Tailor.
I ragazzi, almeno nello spirito se non nell’età, non si risparmiano e compreso il bis superano le venti canzoni, scelta che se da un lato è apprezzabile nelle intenzioni, dall'altro nella pratica rende stucchevole il finale, che di per sé sarebbe stato invece interessante venendo affidato a due versioni a cappella – nel senso ovviamente dell'essere cantante senza strumenti e non dell’essere suonate a cazzo di cane- delle tradizionali Wild MountainThyme e Barrett’s Privateers.

In definitiva comunque gli scozzesi d’oltreoceano hanno sfornato un bello show, godibile e divertente, che consiglio di non perdere a chi ne abbia l’occasione.

giovedì 2 luglio 2015

Live Report: Iron Reagan & Red Fang @ Circolo Magnolia


Questo voleva essere un report del Solo Macello Fest, e soprattutto voleva essere un report anche per Satori Junk e Jussipussi. Tuttavia la vita in generale mi impedisce di prendere la 73 ad un orario decente e purtroppo il mio piano viene sputtanato. 
E così, sulla 73 che viaggia in direzione Linate, mi dirigo verso il Magnolia in solitaria, in cerca di distorsione e facce amiche. Il motivo che mi ha spinto a smuovere il culo dalla caserma stasera è principalmente uno: Iron Reagan. Da buon fan dei Municipal Waste, seguo da molto questo side project di Tony Foresta e Land Phil e onestamente lo trovo eccezionale; pezzi brevi e veloci, pieni di riffoni e distorsione. Una manna per gli amanti del trash e del metal in generale. Al Groezrock avevo assistito a uno dei loro primi live in Europa, e stasera sono ansioso di vederli alla loro prima data italiana.
Arrivato al Magnolia ordino subito una birra e faccio un po' di chiacchiere con qualche amico; stanno finendo i Satori Junk e ci sono tante persone e tante zanzare. Cambio veloce con gli IR che si settano il palco da soli, breve intro e inizia il delirio. Il loro live è stato proprio come me lo aspettavo (e come era stato al Groez.): veloce, rozzo e distorto. Avran suonato si e no una mezzoretta...roba da lode per gli standard che abbiamo qui in caserma...poche pause e via di brano in brano, poche chiacchiere e tanta sostanza, e via una manata dietro l'altra, impossibile non fare headbanging! Grande risposta del pubblico e ottima partecipazione con circle pit continuo e surfate a gogo. In poche parole? E' stato una figata! 
Infine tocca agli headliner della serata: i Red Fang. Già passati svariate volte nella penisola, me li ero sempre lasciati sfuggire, e a dirla tutta non sono neanche un loro grande fan. Il loro stoner rock con richiami all'heavy metal e alla psichedelia non fa troppo per me, ed è qualcosa che raramente metterei nello stereo. Comunque, già che mi trovo in loco, seguo volentieri il loro live. L'esibizione è piacevole e me la godo pur non conoscendo una sola canzone. I quattro suonano con grande intensità e trasporto, e rendono fede alla buona nomea che gira su di loro. Ottima band e buon live, sicuramente hanno guadagnato un simpatizzante in più. Poco prima che il live finisca sono costretto a correre a Linate per prendere l'ultimo autobus che va in città. La serata finirà così come è iniziata: in solitaria. E mentre mi fermo paninaro più famoso di Milano (si quello che ha la foto con Messi) con salamella e birra a godere della frescura di una notte d'estate, ripenso alla figata di serata che è stata e la vita acquista un minimo di senso in più. 

martedì 31 marzo 2015

Live Report: Giuda & Faz Waltz @ Magnolia


In contemporanea ai Mean Jeans e ad un sacco di altri concerti fighi in Lombardia, i Giuda calcano il palco del Magnolia insieme ai Faz Waltz. A bordo del nostro blindato, una parte di caserma decide di partire alla volta di Segrate per un party 100% rock n' roll. 
Arriviamo per le 22:30 e i Faz Waltz hanno appena iniziato. C'è Faz scatenato che schitarra a manetta ed esibisce un repertorio di mossette mica male. Buon inizio per il trio di Cantù, il loro rock n' roll/glam rock fa divertire tutti i presenti e c'è chi accenna qualche passo di danza. Ma più si va avanti con la scaletta più l'energia cala e inizio ad annoiarmi un po'. Per le ultime canzoni mi dirigo al bar e ascolto distrattamente da lontano. Performance positiva, forse si poteva suonare un po' meno ma comunque sufficienza portata a casa.
Durante il cambio, bel ritrovo tra Giuda Horde e Turbojugend Milano più altri freaks amanti del rock n' roll, si scherza, si beve e si aspetta con trepidazione che i romani salgano sul palco. 
Per le 23.30 puntuali si palesano i Giuda, accompagnati dall'ovazione del pubblico! Inizio con Racey Roller e Saturday Night's Allright for Fighting di Elton John poi Tenda sale sul palco e inizia il party vero. Rave On, Coming Back To You e Here Comes Saturday Night; il pubblico inizia a scatenarsi e la band sul palco suona di gusto, un vero muro di rock n roll, impeccabili...e impossibile stare fermi.!Tenda è scatenato e ha il ritmo nel sangue, mi spiace per Faz ma la sfida di ballo la vince il frontman dei Giuda. La setlist continua con Teenage Rebel, Fat Boy Boogie e Wild Tiger Woman pezzo spettacolare che fa esplodere il tendone del Magnolia; canti, balli... e per una volta finalmente non si vedono i cazzo di smartphone a fare filmati ma solo handclapping e dita alzate. Il concerto si avvia alla fine con Get On The Line, Number 10 e Speak Louder, i romani ringraziano e scendono dal palco.
Breve pausa e al coro di "Come on Giuda, kick the ball, come on Giuda get the goal!" la band torna sul palco per i bis Get The Goal e Roll On. Concerto spettacolare, a me i Giuda non gasano particolarmente su disco, ma live sono un'altra cosa, una vera bomba, super trascinanti! A fine concerto abbiamo un buon livello di alcool in corpo...rimaniamo per il djset della CVDA...e la serata finirà alle 5:30 di mattina al paninaro sul vialone, a mangiare il panozzo con la carne di cavallo. Giusto per andare a letto leggeri!

Setlist (Grazie Lavinia)

mercoledì 30 luglio 2014

KEPI + DOG PARTY @ Magnolia

Foto del Soldatino SNAFU

Festeggio il primo giorno di ferie così...tornando al Magnolia dopo mesi e mesi e mesi di assenza e tornando ad un "Indie summer party" dopo mesi e mesi e mesi di assenza. Ero più bello, più giovane e soprattutto non lavoravo il mercoledì mattina successivo.
Il tempo fa così cagare che quasi non parto da casa....poi mi imbellisco da solo e decido di presenziare nonostante tutto.
Arrivo che stanno finendo di suonare i Glass Cosmos. Probabilmente li ho già visti anni fa al Rocket davanti a tante universitarie latranti...a sto giro la situazione è assai più intima, il che mi fa pensare che forse anche per gli indie non sta andando poi così tanto bene. Mal comune mezzo gaudio.
Dopo di loro tocca alle californiane Dog Party.....due ragazzine di tipo 16 e 18 anni che fanno punkrock chitarra&batteria e che da qualche anno tengono in vita Kepi ostinandosi a rinnegare l'eutanasia musicale.
Avevo avuto il piacere di suonarci in Skaletta 2 annetti fa e quindi sono contento di poterle rivedere per controllare che stiano crescendo sane e forti (e con perenne mamma al seguito....sarà che non si fida di Kepi?).
Partono in maniera disastrosa...con una chitarra sferragliante e pulitissima e con un pezzo strumentale surf che mi fa cagare nelle brache. Dopo aver raggiunto il momento più basso nella storia della musica la chitarrista si accorge di essere in vita, preme il pedale della distorsione e inizia a fare rock'n'roll. Era ora.
Il duo in questione è soggettivamente mediocre dal punto di vista delle canzoni, ma è oggettivamente incredibile dal punto di vista vocale e tecnico. Non sbagliano praticamente nulla, sembrano "autotunate" a manetta e, sebbene un bel pò timide, trasudano esperienza da tutti i pori (alla loro età han già girato mezzo mondo...io dovevo ancora iniziare a suonare e Lollo era ancora ai parchetti a fumare pensando che Stinking Polecats fosse una marca di streetwear).
Vediamo come affronteranno l'ingresso nella maggiore età e preghiamo possano diventare le nostre nuove idole punkrock di sempre....e speriamo che la madre si trovi un vero lavoro e le lasci venire in tour da sole.
Dopo di loro sale sul palco Kepi...l'incarnazione del nonnetto rock'n'roll. Arrivare alla sua età nelle sue condizione è il mio obiettivo di vita...sempre felice, sempre sorridente, sempre mega atletico, sempre artista a tutto tondo e uomo del suo tempo. Nel mio caso, dato che la sua produzione musicale mi fa un pelo cagare, di lui mi rimarrà sempre nel cuore il suo spirito rock....quello vero, non come Mick Jagger o Piero Pelù....sto parlando di tutt'altro. Sto parlando di cuore.
Attacca a mille all'ora seguito a ruota dalle due Dog Party....partono dei palloncini fra il pubblico ed il singalong incalza timido ma costante. Si fa 30 minuti di show senza fermarsi un minuto, invita sul palco Franz per fare una canzone da camicia country (sono ignorante in materia...magari era pure un pezzo dei Ghoulies) e poi arriva pure il Bare Radio Days che infila delle settime diminuite su "dance dance dance to the radio" dei M.O.T.O.
Ho sbadigliato meno del solito e diciamo che alla fin fine la serata ha avuto un suo "perchè". Ultimamente fatico a trovarne di "perchè".
Torno a casa abbastanza soddisfatto dopo le canoniche quattro chiacchiere su figa, meteo e spiegazione della linea editoriale volutamente cazzona della mia webzine.

venerdì 27 giugno 2014

Live report: Turbonegro@Circolo Magnolia, Milano

Per una volta la foto è mia

Dopo aver finalmente terminato il mio ultimo incarico in ************ per eliminare *********, posso con un po' di ritardo recensire il concerto dei Turbonegro a Milano.

Che dire, non è una recensione qualsiasi per me:  quando tolgo l'uniforme mimetica ne indosso una in denim, il mio kutte da prez della Turbojugend Milano. Facile immaginare la mia trepidazione non appena ho saputo che i ragazzi dell'apocalisse sarebbero tornati in città dopo tanti anni, per la prima volta in versione anglo-norvegese col londinese Tony Sylvester alla voce.

Un caro amico mi dà la possibilità di intrufolarmi al Magnolia fin dal pomeriggio. Nonostante la giornata fino a quel momento piovosa, quando arriviamo il tempo è della nostra e il cielo è abbastanza sereno. I fonici stanno finendo quella noiossissima quanto indispensabile operazione che è il check dei singoli strumenti, e dopo poco si palesano i nostri in abiti civili ma ciononostante forse più improbabili di quelli di scena.
Parte il soundcheck della band, prima con un paio di pezzi strumentali, poi al completo; mi piazzo davanti al mixer e mi gusto fino infondo il privilegio di vedere la band suonare - involontariamente - solo per me.
La band sembra in forma, con un sound energico e solido. Anche Tony promette bene, avendo trovato un buon equilibrio vocale tra le sue radici hardcore e il repertorio deathpunk del gruppo.

Ci infiltriamo nel backstage ancora incustodito per una foto e qualche autografo. Tommy Manboy e Tony sono estroversi, gli altri più riservati ma tutti gentili e amichevoli; si guardano tutte le toppe che ricoprono il mio kutte e scambiamo due chiacchere. . Non approfittiamo troppo della nostra presenza a sgamo, salutiamo, ringraziamo e andiamo a farci il primo drink della serata.

Passate le sette comincia ad arrivare un flusso crescente e costante di pubblico. Molti i fan della vecchia guardia, il jeans abbonda  e spunta qualche cappello da marinaio. Il concerto ha richiamato anche un po' di delegazioni delle Turbojugend italiane ancora attive: alcuni li ritroviamo, altri li conosciamo per la prima volta, in ogni caso è un piacevole e raro momento per fare un po' di vita di club assieme, tra una birra, una foto, una chiaccherata e le partite dei mondiali.

Rapidamente si comincia coi concerti: il primo a suonare è Diego Deadman Potron, un one man band barbuto e tatuato che sembra uscito dritto dall'Alabama. La sua postazione non è sul palco ma per terra, sotto una tettoia, dove ha sistemato batteria, microfono e chitarra. Confesso che l'idea mi rendeva parecchio scettico, invece sforna un'ottima esibizione di torrido blues garage che lascia tutti stupiti.

A inaugurare il main stage ci pensano i Leeches, in sostituzione dei Giuda. Non sono un grande fan  del gruppo, e la mia predilezione per gli assenti glam rocker romani non aiuta,  ma ammetto che i quattro punk rocker comaschi fanno una bella figura: il concerto è divertente, suonano belli tirati e scaldano il pubblico a dovere.

E arriva infine il turno dei Turbonegro. Ci spostiamo nelle prime fila, pronti per farci travolgere dall'oscurità.
Truccati e vestiti come da tradizione, attaccano subito con due classiconi: Back To Dungaree High e Apocalypse Dudes. Nonostante qualche problema tecnico, velocemente risolto, una bella partenza che conferma l'ottima impressione iniziale, in cui brillano le prodezze alla sei corde di Euroboy.  Si prosegue con You Give Me Worms, il primo singolo nonché un dei pezzi migliori dell'ultimo album. Il pubblico è caldo, poga, si dimena e canta.  Arriva il momento di porsi di una domanda fondamentale: "Where are my friends?". Naturalmente, All My Friends Are Dead ! Si prosegue con una soddisfacente scaletta che pesca da tutti i lavori da Ass Cobra in poi, tra superfavorite come Sailorman e sorprese come High On The Crime, intervallate da Tony con battute e siparietti in tributo allo spirito ironico e demenziale del gruppo. Il pubblico s'infiamma sempre di più e la temperatura sale sul palco, con Tony che rivela il suo corpulento e tatuatissimo corpaccione, con l'enorme testa di tigre sulla panza in primo piano.
Il set regolare si chiude con Get It On, ma la band ritorna rapidamente - Tony avvolto nella bandiera inglese - per un lungo bis che non poteva non aprirsi che con The Age Of Pamparius, subito seguita da una tiratissima Prince of The Rodeo. L'ultimissimo pezzo è il cavallo di battaglia, la dichiarazione dello spirito deathpunk, I Got Erection, che costringe tutti a cantare il coro a squarciagola.

La data infrasettimanale e qualche goccia di pioggia fanno allontanare buona parte del pubblico, ma per noi che rimaniamo la serata prosegue fra molto alcol e un djset più unico che raro che passa dagli Stones agli Hellacopters. Tommy Manboy ha voglia di far serata e si unisce a noi per un po' di baldoria.

Rientro a casa a notte fonda molto ubriaco e molto stanco, ma pienamente soddisfatto.

Darkness forever!!!

Bottino di guerra

giovedì 21 giugno 2012

Thee Oh Sees @ Magnolia


Piove...anzi diluvia...eppure dicono che al Magnolia c'è il sole. Inutile chiedersi se sia vero o se sia la solita coglionata per far venire la gente...prendo la macchina, carico la mia compagna d'avventura e parto attraversando piogge tropicali d'altri tempi.
Parcheggio il mezzo bullandomi di essere il primo sfigato a dover pagare 5 euro per il parcheggio "custodito" dell'idroscalo e attraverso il sentiero che porta al palco del Magnolia fra gli applausi. Arrivato al palchetto esterno - sicuramente il migliore - mi becco le ultime 3 note degli Assyrians che, come da programma, hanno iniziato prestissimo. Non posso dire nulla riguardo alla loro performance, ma avendoli visti non più di un mese fa in un'altra occasione posso affermare che più che una band sono una famiglia...ogni volta hanno un membro nuovo sul palco (a sto giro è il turno della tastierista sosia di Poly Styrene)...sul palco sono più di mille e sembrano quasi una famiglia di mormoni scoppiati. Non so perchè. Nonostante ciò sono una band che merita qualche ascolto...duri da digerire all'apparenza, ma molto più pop di quello che si pensi dopo attenta analisi...melodie curate e tecnica sopraffina non fanno che aumentare l'appeal della band. A me alcuni pezzi mi ricordano inspiegabilmente le atmosfere di canzoni come "zodiac sister" dei Senzabenza. Sparatemi pure.

Dopo di loro il livello di topa è gia alto.

Attaccano i Lonewolff che non ho mai visto ma di cui conosco un componente che milita anche in Labradors e Cusack. Fanno un garage rock dalle voci mega effettate ma dall'approccio durissimo...quasi come se Lemmy si mettesse la magliettina scollata di American Apparel e iniziasse a suonare al Rocket il martedì sera (con conseguente aumento di giovani madri).
Non male sicuramente, ma mancano un pò i pezzi che fanno gridare al miracolo...canzoni che vanno via lisce senza darti dei veri pugni allo stomaco...ci si può lavorare ancora per me...ma il livello lo ritengo buono...dopotutto ci sono poche pippe e molto timpano, come piace ai venditori di pelli.

Dopo di loro si naviga nella topa.

Arriva il turno dei californiani Thee Oh Sees e il posto si riempie. Il bassista suona una chitarra che suona come un basso e che tiene alta come un papillon da mostrare sulla sua camicia da Oi BOi dalle fattezze Lars Frederikseniane. Si muove tipo Paolo Villaggio in "Grandi Magazzini" per 40 minuti e solo per questo dimostra che la droga probabilmente fa bene.
Alla sua destra spicca un batterista vestito come un impiegato del catasto che sembra materializzatosi lì per caso. Ectoplasma.
Il cantante/chitarrista ha una canotta bianca stile Dee Dee Ramone pochi secondi prima di esalare l'ultimo respiro e sfoggia un carisma ed un talento eccezionali nel suonare canzoni prive di un senso per 40 minuti. Nelle poche parole delle sue canzoni sfoggia una vocina stile Dracula, la nemesi di Fracchia.
Questo effetto "macho" è amplificato dalla tastierista donna che gli fa da controvoce giusto per far vedere di non essere totalmente inutile. Non capisco nemmeno se è una MILF bella o una giovane brutta. Nel dubbio me la farei.
Insomma questi Oh Sees sparano questo garage psichedelico di cui patisco fortemente la mancanza di ritornelli....a parte ciò sono delle bestiacce da palcoscenico che suonano pezzi lunghissimi facendoli sembrare belli grazie a dei riff infiniti e travolgenti che ti fanno sicuramente muovere il piede lasciandoti però in contemporanea un'espressione di incredulità sulla bocca per quello che il tuo corpo sta facendo.
La gente gradisce. Io rimango avvolto in una neutralità totale tendente al positivismo cosmico...dopotutto è una festa ed è solo un lunedì e questo clima di noncuranza non si può che apprezzare. Li preferisco comunque da CD...ma non fa lo stesso effetto ascoltare il CD di lunedì.
Sono un quartetto da vedere in ogni caso...è la tipica band che fa curriculum...in senso buono, sia chiaro. Insomma...sono un'arma da cucco selvaggio.

Finito tutto presto. Ma torno a casa tardi. E piove.

domenica 10 giugno 2012

THEE OH SEES @ Magnolia



LUNEDì 11 GIUGNO
@ CIRCOLO MAGNOLIA
Via della Circonvallazione 41
Segrate
Milano.

19.00 - 2.30.

Entry: 5 euro.
Free entry dopo il live.
Non serve la tessera Arci.

Kiss This! e Circolo Magnolia presentano

INDIESUMMERPARTY

THEE OH SEES (U.S.A) live
Opening act:
LONEWOLFF live
THE ASSYRIANS live
DJSET : DJ HENRY

THEE OH SEES ♫ .
E' nato tutto nella cantina di John Dwyer. Il ragazzo registrava le sue cose con passione e potenza. Poi ha voluto costruire una cornice intorno alle sue schitarrate garagepunk. Ed ecco Thee Oh Sees. Sudati, devastanti, scorretti. Una pioggia di ep,vinili,collaborazioni,split,concerti,tour. Non si fermano mai e non li fermeremo certo noi. Quindi stiamo buoni buoni a pogare nelle prime file e guardiamo le stelle mentre ci portano in crowd surfing.

COME EARLY, HAVE DINNER WITH US.

links:

mercoledì 6 giugno 2012

Live Report: OFF! + Trash Talk @ Magnolia


Serata hardcore al Magnolia di Milano che ha aperto da poco il suo estivo! Sul palco sono attesi Trash Talk e OFF!
Arriviamo presto e, nonostante siano solo le 21.30 di un lunedì sera, c'è già un sacco di gente! Da quel che sento in giro, molti sono venuti da fuori e c'è parecchia attesa sia per la prima esibizione (nonchè unica del tour) italiana degli OFF! ma anche per i Trash Talk, band che non ho mai sentito, ma che pare stia spaccando un casino!
Entrambe le band sono reduci dal Primavera Sound di Barcellona, definito dal cantante dei Trash Talk, "the craziest week end of my life", e proprio dalla data di Milano partiranno insieme per il tour europeo. I banchetti sono letteralmente presi d'assalto e l'atmosfera è piacevole.
Alle 22.30 ormai chi doveva arrivare è arrivato, e i Trash Talk salgono sul palco. Breve intro molto lenta cantata dal bassista, un negrone muscolosissimo, pelato e barbuto, poi sale sul palco il cantante, un tipo magro capellone, e la band inizia a suonare a mille all'ora. La risposta del pubblico è immediata, mosh pit violento e surf a go-go. I Trash Talk suonano un hardcore molto pesante con richiami al trash metal, genere di cui non vado matto...ma che a volte non mi dispiace. Il concerto di stasera mi coinvolge particolarmente. La band suona alla grande, il bassista è una bestia e il cantante un pazzo...si getta ogni due per tre tra il pubblico, vaga in mezzo alla folla...e la gente risponde di conseguenza. In tanti si accalcano alle transenne e  in continuazione partono mosh e circle pit. Hardcore al 100%. A mio parere i Trash Talk stasera hanno veramente spaccato, il loro set mi ha veramente preso. Chiudono il concerto nel delirio generale arrampicandosi sul palco/tendone esterno del Magnolia che inizia a ondeggiare, e subito accorre la security (giustamente) preoccupata.
Pausa di circa venti minuti in cui gli OFF! salgono sul palco a sistemare con calma i propri strumenti, per poi scendere e risalire una volta che si è creata l'atmosfera giusta e il pubblico inizia a essere impaziente. Inizio al fulmicotone con Panic Attack e I Don't Belong, la band si presenta in ottima forma e il muro creato dai 4 è notevole! Il sound è compatto e potentissimo, veramente impressionante! Menzione speciale per il Magnolia i cui concerti hanno SEMPRE suoni perfetti. Che dire di Keith? E' semplicemente un grande! Voce perfetta. A 57 anni mostra ancora una voglia di fare e una determinazione incredibili, ci crede come non mai, e durante il concerto lo dimostra ampiamente. Durante le brevi pause tra i brani continua a ringraziare e intrattenere il pubblico. Il concerto passa alla grande, la band non perde un colpo e la set list è composta da brani di entrambi i CD usciti: Borrow and Bomb, Jeffrey Lee Pierce, King Kong Brigade, Black Thoughts. Darkness, Wiped Out, I've got News For You per dirne un po'. Dopo circa 40/45 minuti la band conclude il concerto suonando di nuovo le prime due canzoni...io risentirei volentieri tutto il concerto...però purtroppo è solo il bis.
Passaggio obbligato al banchetto, con coda che neanche i saldi da Harrod's, e poi tutti a casa felici e contenti. 

lunedì 28 maggio 2012

OFF! - S/t


Finalmente riesco a procurarmi questo disco uscito l'8 maggio, e arrivato nei negozi a Milano solo l'altro ieri. Per chi non li conoscesse, gli OFF! sono una sorta di "gruppone" o "all star band" che si chiama come un insetticida e che vede alla voce il mitico Keith Morris (Black Flag/Circle Jerks), alla chitarra Dimitri Coats (Burning Brides), al basso Steven McDonald (Red Kross) e alla batteria Mario Rubalcaba (Hot Snakes/Earthless/Rocket From The Crypt). Il quartetto, attivo da un paio di anni, ha avuto subito un grande successo ed è stato ben accolto da tutta la critica. Con The First Four EPs avevano iniziato alla grande, raccogliendo in un disco i primi quattro EP, e sfornando un ottimo prodotto. 
Con questo "primo" full lenght la band non ha sbagliato colpo! Il disco è una bomba! Suona incazzato come non mai, i pezzi sono veramente fighi e si sente che i quattro sono in gran forma. Il sound è quello delle band hardcore dei primi anni Ottanta e la formula è la stessa del primo disco: chitarra con gain a palla e suono abrasivo, riff veloci segaplettri, Keith incazzato come sempre, batteria a manetta e canzoni da non più di un minuto e mezzo. Uscito per VICE Records sia in formato CD che vinile, il disco contiene 16 brani e dura neanche 20 minuti...cosa chiedere di meglio? Se avete passato una giornata di merda, va tutto storto e vi manca poco all'autodistruzione, questo è il disco da mettere nello stereo!
Qualche pecca? A mio parere (l'unica) l'artwork. La copertina di Raymond Pettibon spacca, ma all'interno del digipack ci sono solo scritte nero su bianco in un font anonimo...piuttosto sterile come impatto...si poteva decisamente fare di più!
Intanto, mentre aspettiamo di vederli al magnolia, procuratevi il disco!

martedì 1 maggio 2012

Live Report: Festa Delle Medie


Il 30 aprile è la classica ricorrenza in cui ci sono mille eventi solo perché il giorno dopo è vacanza . Le alternative a Milano e dintorni sono tante, ma la città è deserta per il ponte. Per fortuna ha smesso di piovere e all'ultimo riesco a rimediare un passaggio per il Magnolia. La serata inizia ad avere un senso. Il programma prevede i live di Kantina 27 + Likely Lads (poi cancellati) + Gerson + Djset finale. 
Entriamo nel locale mentre il Man City sta battendo il Man Utd per 1-0 e i Kantina hanno appena iniziato. Giovani kidz con creste storte, chiodo, borchie e paccottiglia della fiera di Sinigaglia affollano l'area concerti. Mi piazzo in una posizione strategica in modo da poter seguire sia il concerto che i minuti finali della partita! Mi è già capitato di vedere i Kantina dal vivo e sinceramente proprio non fanno per me. Bisogna riconoscere che i ragazzi ci mettono un sacco di impegno e passione però il loro punk rock cantato in italiano non mi prende proprio. Come succede per ogni gruppo spalla, i suoni sono piuttosto schifosi e impastati e le uniche cose che si sentono sono la batteria e la voce. Ecco, una cosa che veramente non capisco di alcune band che cantano in italiano è proprio il cantato. Sarò io ad esser sordo o rincoglionito ma dal vivo capisco sì e no il 20 percento di quello che cantano! Che senso ha cantare in italiano se poi non si capisce quello che dite! Il live scorre piuttosto veloce e senza nulla di emozionante, i Kantina 27 tengono bene il palco, i ragazzi ad ascoltare sono tanti e vedo molti di loro canticchiare i pezzi. Prima della fine c'è spazio per un medley delle Pornoriviste, ultimi due pezzi e poi cambio palco. 
Esco un po' e in un batter d'occhio i Gerson sono già pronti a rockeggiare. Il quartetto di Milano è sempre una certezza! Nel corso degli anni me li sono un po' persi e non li seguo più con la passione di una volta, ma devo dire che sentirli dal vivo è sempre una bomba! I pezzi sulla scaletta coprono tutta la discografia...io sono rimasto un po' indietro, ma i fedelissimi davanti al palco pogano e cantano a squarciagola. Nota negativa della serata: la security veramente nazi. Un buttafuori grosso come due armadi si piazza sul lato destro del palco e fa brutto ai giovani punk che vogliono pogare. Di rimando si innalza un timido coro da stadio, "Vogliamo pogare!". A metà concerto un ragazzo con la cresta viene tirato su dal pubblico. Il buttafuori/armadio di prima si getta con foga tra la folla, prende il poveretto per la maglia e lo scaraventa con forza per terra. Il ragazzo si rialza e viene spintonato fuori dall'armadio tra lo sgomento generale. Non ho più visto la sua cresta tra il pubblico. Paolo Gerson vede la scena e a fine pezzo, visibilmente arrabbiato, minaccia di fermare il concerto, ma, per rispetto degli organizzatori e del pubblico, decide di continuare e invita i ragazzi alla "calma". Tra i "BUUUU" del pubblico il buttafuori/armadio si allontana e pochi minuti dopo viene rimpiazzato da un rasatone che prende strategicamente posto sul palco a sinistra. Si vede lontano un miglio che ha una voglia assurda di menare le mani e dall'alto scruta i ragazzi, pronto ad intervenire al minimo sgarro. Mi viene in mente una canzone
Il resto del concerto prosegue tranquillo, tra pezzi nuovi e classiconi il pubblico, seppur ridimensionato nella foga, si diverte e canta. Complimenti ai Gerson per lo show con i controcazzi! Alla fine suoneranno un'ora filata (un po' troppo a mio parere), così verso i 3/4 dello show mi allontano ed esco a fare quattro chiacchiere. Dopo il concerto inizia la serata vera e propria. Tema: Festa Delle Medie...il locale è pieno all'inverosimile e il Djset è a dir poco agghiacciante...perdo altre due partite al calciobalilla e decido che è ora di andare a casa.

giovedì 12 aprile 2012

OFF! "Wiped Out"

In attesa dell'uscita del loro sefl-titled album prevista per l'8 maggio, gli OFF! hanno fatto un nuovo video.
Il pezzo è "Wiped Out" ed è il primo singolo estratto dal disco. Il video è stato girato da Richard Kern.
Mentre aspettiamo il 4 giugno per l'unica data italiana confermata a Milano al Magnolia ...buona visione!