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giovedì 2 luglio 2015

Live Report: Iron Reagan & Red Fang @ Circolo Magnolia


Questo voleva essere un report del Solo Macello Fest, e soprattutto voleva essere un report anche per Satori Junk e Jussipussi. Tuttavia la vita in generale mi impedisce di prendere la 73 ad un orario decente e purtroppo il mio piano viene sputtanato. 
E così, sulla 73 che viaggia in direzione Linate, mi dirigo verso il Magnolia in solitaria, in cerca di distorsione e facce amiche. Il motivo che mi ha spinto a smuovere il culo dalla caserma stasera è principalmente uno: Iron Reagan. Da buon fan dei Municipal Waste, seguo da molto questo side project di Tony Foresta e Land Phil e onestamente lo trovo eccezionale; pezzi brevi e veloci, pieni di riffoni e distorsione. Una manna per gli amanti del trash e del metal in generale. Al Groezrock avevo assistito a uno dei loro primi live in Europa, e stasera sono ansioso di vederli alla loro prima data italiana.
Arrivato al Magnolia ordino subito una birra e faccio un po' di chiacchiere con qualche amico; stanno finendo i Satori Junk e ci sono tante persone e tante zanzare. Cambio veloce con gli IR che si settano il palco da soli, breve intro e inizia il delirio. Il loro live è stato proprio come me lo aspettavo (e come era stato al Groez.): veloce, rozzo e distorto. Avran suonato si e no una mezzoretta...roba da lode per gli standard che abbiamo qui in caserma...poche pause e via di brano in brano, poche chiacchiere e tanta sostanza, e via una manata dietro l'altra, impossibile non fare headbanging! Grande risposta del pubblico e ottima partecipazione con circle pit continuo e surfate a gogo. In poche parole? E' stato una figata! 
Infine tocca agli headliner della serata: i Red Fang. Già passati svariate volte nella penisola, me li ero sempre lasciati sfuggire, e a dirla tutta non sono neanche un loro grande fan. Il loro stoner rock con richiami all'heavy metal e alla psichedelia non fa troppo per me, ed è qualcosa che raramente metterei nello stereo. Comunque, già che mi trovo in loco, seguo volentieri il loro live. L'esibizione è piacevole e me la godo pur non conoscendo una sola canzone. I quattro suonano con grande intensità e trasporto, e rendono fede alla buona nomea che gira su di loro. Ottima band e buon live, sicuramente hanno guadagnato un simpatizzante in più. Poco prima che il live finisca sono costretto a correre a Linate per prendere l'ultimo autobus che va in città. La serata finirà così come è iniziata: in solitaria. E mentre mi fermo paninaro più famoso di Milano (si quello che ha la foto con Messi) con salamella e birra a godere della frescura di una notte d'estate, ripenso alla figata di serata che è stata e la vita acquista un minimo di senso in più. 

giovedì 18 giugno 2015

The Trousers - Mother Of Illusion

Soulmachine Records - 2015

Quarto album per i The Trousers, ottima band garage rock ungherese. "Mother Of Illusion" arriva a due anni di distanza da "Freakbeat", che avevo recensito qui, e sposta verso il passato il bilanciamento delle influenze , collocate tra il garage di MC5 e Stooges e il bluesy hard rock di qualche anno dopo. Rimane comunque presente, anche non più in modo preponderante, la lezione di Hellacopters e soci. Si mantiene intatta invece l'alta qualità sia tecnica che compositiva, che rende l'album omogeneo e sempre gradevole.
I pezzi funzionano sia quando guardano smaccatamente al passato, come il singolo Hysterical Route e il boogie di Gunslinger, sia quando si concedono qualche incursione più moderna come la scandinava Break Your Mind. Quando poi la formula raggiunge un perfetto equilibrio, come nell'opener Buckley Funeral Home, regala grandi momenti e rivela tutta la personalità del gruppo.
Perché i Trousers dimostrano di saper indubbiamente padroneggiare la loro materia: si trovano a proprio agio sia con l'energia positiva e scanzonata di Cool Operator che quando costeggiano lo stoner rock duro e allucinato della title-track o con la chiusura di A Different World, l'unico brano sopra i cinque minuti, una liberatoria deriva musicale dal retrogusto psichedelico.

La band dovrebbe passare dalle nostre parti questo autunno, quindi restate sintonizzati!

sabato 1 giugno 2013

Black Mamba Rock Explosion - s/t

Kornalcielo Records - 2012

Con colpevole ritardo recensisco il self-titled dei Black Mamba Rock Explosion, uscito per la triestina Kornalcielo Records a dicembre 2012.

La band propone un hard rock dal sapore southern attraverso la rozza immediatezza del garage. L'ossatura dei pezzi è costituita dai riff distorti delle chitarre su cui si muove la voce roca e nasale.
Niente melodie pulite o architetture complicate, giusto qualche coro occasionale e gli assoli d'ordinanza.
La registrazione purtroppo non è adeguata al genere e appiattisce il sound, invece di conferire quella ruvidità punk che forse cercava di ottenere.
I pezzi migliori sono The River e Sexy Legs, dove la band mette a frutto la propria formula musicale per creare groove immediati ed efficaci, che riescono a restituire un po' il sapore di una calda serata nel delta del Mississippi. 
Quando invece tentano qualche numero dalla struttura più elaborata, come in Day After, il risultato è deludente.
Nel complesso l'album è un buon lavoro, ma non lascia il segno. Il perchè in Italia, nonostante il grande numero di fan e appassionati, non riesca mai ad uscire un gruppo hard rock di livello superiore al medio/mediocre è un'incognita che non riesco proprio a risolvere.

I BMRE ad esempio avrebbero del buon materiale di partenza, compreso un cantante abbastanza capace e con una pronuncia più che accettabile (e per il genere non è poco).
Se lasciassero perdere le velleità garage punk e affinassero la loro base hard rock, con pezzi più strutturati e meno approssimativi, potrebbero dare molto di più.
E sicuramente serve una registrazione migliore: quei suoni grezzi funzionano solo se compensati dalla furia, e la loro cover di Ramblin' Rose dimostra che, a differenza degli MC5, quel fuoco interiore non lo hanno.

L'album lo ascoltate qui.