lunedì 2 aprile 2018

SNAFU CHIUDE - Addios

SNAFU RIP
N e v e r  F o r g e t t i
2012-2018

"È stato molto divertente e anche molto noioso...
... alla fine la noia ha vinto"


Pvt.Snafu
Dopo essere stato visto comprando (cit.) un vinile dello Stato Sociale viene decurtato di tutti i Punti Scena™ accumulati in anni di glorioso servizio. Per dimostrare di valere ancora qualcosa decide di aprire un blog sulla sua nuova ossessione musicale: la Vaporwave (a voi l'arduo compito di trovare il link nell'internet).
Pvt.Rehab
Dopo aver partecipato ad un’azione d’intelligence nel Sinaloa (Mexico) è entrato nel programma protezione testimoni. Nella sua ultima intervista ha dichiarato che quando i cartelli della droga messicani non saranno più un pericolo per la sua incolumità aprirà un ristorante che serve solo Vitellone al vapore.
Pvt.Romance
Ha lasciato la carriera militare ed è entrato a far parte della banda del maestro Canello. Ogni veglione di capodanno, all'una e trenta - ora illegale del maestro, vale a dire la mezzanotte reale - quando la città saluterà esplodendo l'Anno Nuovo, ricordatevi affettuosamente di lui.
Pvt.Flavia
Ha lasciato le armi e ha trovato lavoro presso una nave mercantile. Ora gira il mondo solcando gli oceani ed è diventato un vero sailorman. È stato avvistato nei porti di Rostov e Shangai, nelle bettole di Cape Town o sbronzo a girovagare per i bar di New York. In ogni caso è sempre attivo e in incognito.
Pvt.Unclepear
Si è imbarcato su un cargo battente bandiera liberiana. Non sa cosa trasporti, ma vuole fare due volte il giro del mondo. Se riuscirà nell'impresa passerà il resto dei suoi giorni dando la caccia, perennemente sbronzo di Fernet e cola, alle mature più appetitose delle due sponde dell’Atlantico.
Pvt.Numidio Quadrato
Beniamino della Roma e Milano punkrock, appena lasciata la Caserma guadagna 10 Punti Scena™ senza nemmeno passare dal "Via". Terminata la tessera punti "Gold" decide di rivenderla ad Andrea Rock in cambio di una raccomandazione per presenziare come pubblico ad un nuovo quiz di Paolo Bonolis.

Pvt.Machete
Colpevole di non aver cercato il Raduno tutto l'anno viene bannato da ogni concerto Ramonescore della Lombardia. Incassato il provvedimento come una medaglia al valore, ora si paracaduta in giro per il mondo in cerca di nuove band hardcore che non facciano del tutto cagare. I primi rapporti parlano solo di un energumeno calabrese che pronuncia unicamente le parole: "HEAD" e "SCREECHING WEASEL"



giovedì 29 marzo 2018

Thank you for...


Caro Pvt. Snafu,

il post di qualche giorno fa della recluta Flavia mi trova d'accordo al 100%... il ché rende questo post praticamente inutile... BAZINGA! Ogni mio post è stato inutile. 

Potrei utilizzare quest'ultimo post per togliermi qualche sassolino dalla scarpa ma la verità è che oggi le mie calzature mi sembrano più comode del solito. Sarà che negli ultimi anni mi sono divertito parecchio... ripenso al Punk Rock Holiday, ai vari GroezRock, agli amici squattrinati che suonano in uno scantinato ma si divertono come se fossero a Wembley (Low Dèrive, Cocks, Twister giusto per fare qualche nome) e al Ligera che tiene alta la bandiera di Milano. Gli anni '90 erano meglio? Non lo so, non c'ero e sto bene nel 2018. I Descendents sono in tour, a breve lo saranno anche i Lawrence Arms e mi sono piano piano innamorato anche dei Menzingers. Tra gli album usciti di recente che ho ascoltato in maniera ossessivo compulsiva non posso fare a meno di nominare Liturgie Di Fallimenti e Sconfitte dei LEISFA. Una perla! Anche il nuovo EP dei Red City Radio spacca. E dico senza vergogna che i Turbonegro con Tony mi piacciono un botto.

Ah dimenticavo... SNAFU chiude ma noi ai concerti continuiamo ad andarci. Volete sentirle le nostre  sagge filippiche sul punk rock? Bene allora venite a vedere i Nothington a San Giuliano Milanese, i Twister a Roma o il Mondo Bizzarro Fest a Castiglione delle Stiviere. Almeno uno di noi ci sarà.

Attendo di essere congedato con (dis)onore.

Cordialemente,

Pvt. Rehab

If anyone can dream then I can

lunedì 26 marzo 2018

So long and thanks for all the...


Ok, questo sarà il mio ultimo post. Non che a nessuno freghi qualcosa sia chiaro. Lo faccio più che altro per me perché non mi piace lasciare le cose così....senza una fine dichiarata. Quindi farò un post a caso, mentre ascolto i Tiny Moving Parts per sentirmi più emotional, facendo finta che sia conclusivo
Nell'ultimo periodo ci sono state molte cose di cui avrei voluto scrivere...ma alla fine non l'ho fatto perché non ne avevo voglia. Penso sia un po' questo il motivo per cui il blog sia lentamente morto (non che fosse mai stato eccezionalmente vivo eh...).
Devo dire mi ha stupito il fatto che molte persone nell'ultimo periodo, dopo che il nostro sergente ha sganciato la bomba, mi abbiano chiesto il perché di questa fine. Veramente tante non me lo aspettavo (quindi grazie ♥ non pensavo ci fossero persone a cui importasse o meno della nostra esistenza). Per quanto mi riguarda non esiste un motivo preciso, se non che lentamente abbiamo iniziato tutti a scrivere meno, non si spammava più nella chat di S.N.A.F:U (una delle chat più sconce mai concepite)...ed essenzialmente la voglia è venuta meno un po' a tutti. E quando il sergente ha proposto la cosa ci siamo trovati tutti serenamente d'accordo.
Detto questo...sono andato a sentire Menzingers + PUP + Cayetana a Bologna. E' stato veramente una bomba. Il concerto è stato fighissimo ed è stato bello riabbracciare amici da tutta Italia. That's what punk rock is all about. Dopo il concerto sono andato in fissa totale sui PUP e sono diventati la mia band preferita del momento!
Lo split Direct Hit/Pears è sicuramente uno dei migliori dischi usciti ultimamente e le due band sono tra le più in forma in circolazione al momento. 
Sono tornato a Bolgona a sentire i Metallica. Ovviamente è stata una figata. Mi sarebbe piaciuto sentire Sanitarium e Spit Out The Bone ma comunque hanno fatto Battery, quindi ok. I Four Horsemen hanno dimostrato di essere in gran forma!
L'ultimo album degli Iron Chic, You Can't Stay Here, è figo, anche se un po' meno di quelli precedenti...la prossima volta un po' meno cori raga. 
Sono andato a sentire il release dei Dee Cracks al Bloom e la sera stessa c'era anche la proiezione del documentario La Scena, Sala strapiena per il documentario, un po' meno per il concerto. Il documentario alla fine non era male, visto il trailer pensavo peggio. Comunque le cose più intelligenti le ha dette Tommy delle Pornoriviste. I Dee Cracks sono delle macchine, una certezza, e l'album nuovo è bello. Peccato che mi è sembrato di essere nella classica situazione in cui tutti sono lì per presenzialismo e nessuno si diverte. 
Più ascolto il tanto criticato Rock N Roll Machine, ultimo album in studio dei Turbonegro, e più mi piace. I due singoli, Hot For Nietzche e Special Education, sono delle bombe a mano....e che cazzo di capolavoro è John Carpenter Powder Ballad....STUPENDO!
Boh direi che ci siamo...sicuramente mi sto dimenticando qualcosa...ma direi che ho scritto abbastanza.
ADIOS AMIGOS!

giovedì 22 febbraio 2018

Live Report: Rhapsody @ Alcatraz, Milano

Turilli e Lione coppia perfetta.

Ultimo tour per celebrare 20 anni di carriera e ultima data italiana all'Alcatraz di Milano. In tutti questi anni non ho mai visto i Rhapsody dal vivo e questa occasione non posso perdermela.
Ogni volta che ascolto una loro canzone non posso fare meno di pensare quello che questa band ha rappresentato per chi, come me, nei primi anni 2000 era un nerd brufoloso in piena adolescenza.  Per noi la figa era solo un miraggio ed era già tanto se eravamo connessi a internet con la 56k. 
I Rhapsody non potevano mancare nella colonna sonora delle nostre giornate. Quando si saltava la scuola passavamo a casa a prendere la valigetta con le miniature e poi di corsa al Games Workshop di via Torino. Il piano di sotto ,"lo scantinato", era un mondo popolato dai peggio casi umani ed è li che si svolgevano battaglie epiche e interminabili tra elfi/nani/orchi/umani e altre razze. Se qualcuno riusciva a taccheggiare dei blister di miniature diventava un eroe e tutti volevamo lavorare come commessi al Games Workshop. La storia del nostro amico che è riuscito a taccheggiare un intero tank dell'Imperium è diventata leggenda.
Il sabato era il giorno del Blues Brothers. Il negozio in via Archimede nei fine settimana era un punto di aggregazione assurdo. All'esterno del negozio i fomentati di Magic alimentavano un mercato nero con carte vendute a prezzi allucinanti e voci di carte falsificate. Il salone interno, pieno di tavoloni su cui giocare a Magic/Dungeons & Dragons, era un concentrato di puzza di sudore, capelli unti e magliette di gruppi metal improbabili. Prima di entrare, tappa fissa al supermercato lì a fianco a taccheggiare più porcate possibili, poi presa di possesso di un tavolo e via di sessione di D&D fino a chiusura. Un microcosmo difficile da raccontare a chi non l'ha vissuto. Idolo l'ultratrentacinquenne che aveva il Black Lotus originale e lo mostrava compiaciuto alla schiere di ragazzetti...ma solo dalla sua mano!
Queste sono le immagini che mi sono passate nella mente quando è partita a cannone Dawn Of Victory. E di nuovo mi sono trovato come un ragazzetto nerd fogato e cantare GLORIAAAAA, GLORIAAA PERPETUAAAAA. E di seguito Wisdom of the Kings...ragazzi che cannonata....basta fare gli schizzinosi sugli arrangiamenti pacchiani, le tastiere cafone, gli intermezzi medioevali/rinascimentali o col flautino (Village of The Dwarves), i testi fantasy....voglio impugnare il mio spadone e lanciarami in battaglia sulle note di Knightrider of Doom!
E poi sul palco c'è Luca Turilli! Come si fa a non volergli bene?! Salta e fa le mossette con la chitarra con la gioia di chi è ai primi concerti. Io gli voglio un sacco bene. Vabbè non voglio dilungarmi ulteriormente...posso solo dire che è stata una figata! I Rhapsody erano in super forma, la scaletta ha spaccato e io ero super gasato! Chiusura con Emerald Sword da brividi. Ora sono triste perchè la Emerald Sword saga si è conclusa e molto probabilmente non ci sarà un proseguo.

For the king, for the land, for the mountains,
For the green valleys where dragon fly,
For the glory, the power to win the black Lord
I will search for the Emerald Sword

giovedì 15 febbraio 2018

Inferno Store - dischi e roba cool a Roma


Inferno Store subentra alla precedente gestione dello storico negozio di dischi HELLNATION di Roberto Gagliardi.
Inferno Store è gestito da due note anime del panorama underground romano e italiano: Claudia Acciarino, musicista e già socia di uno dei locali più stimati e innovativi di Roma il DalVerme (RIP) e Martina Ronca (Major Emme), cantante punk e curatrice d’arte. Nel nuovo negozio vanno a confluire tutte le esperienze, il bagaglio umano e le capacità maturate fino ad oggi per allargare ancora di più l’offerta musicale e culturale dello spazio, nell’ottica di non tradire e continuare il lavoro di Robertò nello spirito e nell’attitudine, gli stessi che hanno animato per più di vent’anni HELLNATION.
Uno spazio dove poter trovare vinili dei più disparati generi musicali, CD, musicassette, DVD, VHS, T-shirts (di nostra produzione e di altre produzioni indipendenti), Toppe, Accessori, Libri, ma resterà un polo culturale e sociale aperto a tutte le individualità, particolarmente attento alla produzione e alla distribuzione d.i.y. , in cui non mancheranno iniziative come: showcase, presentazioni di libri e fumetti, mostre, party di ascolto, selezioni musicali e live painting.


Razorbats - II

Rob Mules Records - 2018
Avevo scoperto i norvegesi Razorbats poco più di due anni fa con l’album di debutto “Camp Rock”, che mi aveva fulminato al primo ascolto: il disco mischiava glam, punk, powerpop e hard rock con una maestria vicina a quella dei loro conterranei Turbonegro nei tempi d’oro (non a caso era uscito per la Self Destructo Records, in quota Turbojugend). Dopo un’altra valida prova nel 2016 con l’EP “This High”, la band aveva perso cantante e bassista, vittime delle fatiche della vita on the road e del campare di musica. Il chitarrista Kjetil e il suo socio dietro le pelli erano lì lì per mollare ma fortunatamente alla fine hanno deciso di non gettare la spugna. Reclutati i rimpiazzi e aggiunta anche una seconda chitarra si sono rimessi al lavoro e domani sfornano il secondo LP, intitolato appunto “II”.

Il secondo lavoro prosegue in buona sostanza quanto fatto in precedenza, riprendendone influenze e stile: un solido mix di spessi riff di chitarra, ritmica diretta ma mai invasiva e melodie ben dosate per canzoni accattivanti. A segnare il principale cambiamento nel sound è la voce del nuovo cantante, più classicamente rock rispetto al rauco punk del suo predecessore. La musica di adatta di conseguenza, rallentando il passo a favore di maggiore pulizia e precisione, anche a costo di una scarna essenzialità. L’album è quindi meno immediato del suo predecessore, travolge meno al primo ascolto, si fa invece apprezzare di più man mano che lo si riascolta. Si tratta comunque di un ottimo lavoro che condivide, questo sì, con l’opera prima una notevole compattezza, figlia di un sound omogeneo ma mai noioso.

Pervaso da una leggera malinconia, nostalgica ma non priva di speranza, “II” passa dalla leggerezza glam dell’opener The Waiting ai territori più duri del singolo Social Rejects e alle atmosfere struggenti di Sister Siberia, altro estratto dal disco dove la voce dà un bella prova di sé. Ma si fanno apprezzare per un verso o per l’altro tutte le tracce: dalla sinistra Dead Boy City a Nowhere, il momento più punk dell’album, passando per il riff infettivo di Going Underground e la rabbia adolescenziale di Send In The Clowns. La mia preferita è però Bad Teacher, che offre il miglior equilibrio di tutti gli elementi e fa sentire qual è la cifra di questa seconda vita della band. “II” si chiude con la ballata Talk All Night, intrisa di quella malinconia da strade desolate.


Un disco perfetto per perdersi nei ricordi a notte tarda, tra whisky e sigarette, guardando il cielo. 


venerdì 26 gennaio 2018

Wargame - Dead Skaters Brigade


Nuovissima uscita ad opera della ormai consolidata combo Slaughterhouse Records / Toxic Basement Studio. Rispetto al disco dei Dunhill, recensito un paio di mesi fa, il suono si fa più articolato e pesante. Il titolo e la copertina non lasciano adito a dubbi, “Dead Skaters Brigade” è un mix bilanciato di thrash e hardcore suonato a rotta di collo, con riff memorabili e ritornelli anthemici. L’alternanza delle due voci, una più gutturale e una più melodica crea un piacevole contrasto e aggiunge ulteriore personalità al tutto. In definitiva, complimenti ai Wargame che pur suonando un genere ormai inflazionato, riescono a distinguersi con stile dalla massa. Se siete diffidenti, guardate il video di Fast Cars qui sotto, provare per credere! 


domenica 7 gennaio 2018

SNAFU 2.0: The manges @ serraglio, Milano


Per prima cosa una semplice domanda: ma avete chiuso il blog? è da un pò che non vi fate vivi...io ovviamente spero che andiate avanti!
No, siamo vivi ma non abbiamo voglia di scrivere nulla. Quindi grazie a te che ci mandi delle cose da pubblicare <3

Passiamo al concerto: locale di Milano che non avevo mai visto che mi piace: zero insegna fuori tranne quella di un meccanico e quando si entra si capisce il perchè, era il garage di un meccanico con tanto di insegne di prodotti per le auto che è diventato un locale. Geniale il cartello "rifornimento" dove si vende da bere!

il locale è piuttosto pieno anche se 10 euro più tessera per entrare mi sembrano un pò troppi...

Salgono sul palco i Manges: sì, subito così, senza gruppo spalla: non capisco come mai; non trovi un gruppo spalla per i Manges? ma se la metà dei presenti suona in un gruppo che aprirebbe quasi gratis stasera? pessima scelta!

Manges solito gran gruppo, cosa dire? grandi pezzi , iniziano con panic at the ice rink e poi via dritti da bad juju a plan honolulu, a my bad, my rifle, secret agent, blame game,gimmie gimmie shock treatment... tanti tanti bei pezzi! Chiusura come al solito con say goodbye to your generation, un'oretta bella tirata con grandi suoni (l'acustica del locale è ottima!). C'è da dire che si è visto che erano a fine tuor: in particolare la voce di Andrea se ne va circa a metà concerto!

Nota negativissima il pubblico: ragazzi è vero che la maggior parte è vicina ai quaranta, è vero che siamo tutti appesantiti da panettoni e proseccacci delle feste ma dai un minimo di coinvolgimento, non dico pogare ma due salti, due...appena un ragazzino un pò ubriaco si muove un pò tutti si spostano come se fossimo al concerto dei backstreet boys, ma dagli una spintarella un pò più in là! cazzo siamo o no ad un concerto punkl! animo gente, animo!

Ultima nota per i Manges: cazzo, siete un gruppo della madonna, suonate dal '93, la gente vi vuol bene: un paio di t-shirt nuove? una trovata nuova sul palco? (il solito Regan col cartello "All is well" lo vediamo da anni), una cover nuova? Methadones e Ramones ormai son scontati!

27tommy

giovedì 7 dicembre 2017

Sittingthesummerout - Brick And Mortar


I sittingthesummerout rappresentano una delle nuove realtà più interessanti del panorama indipendente italiano. I cinque pezzi contenuti in Brick and Mortar, il loro nuovissimo EP uscito per Ghost Factory Records & Arts, sono, a mio avviso, i migliori finora prodotti dal quintetto milanese. Nonostante i riferimenti rimangano i medesimi dei lavori precedenti (i.e. Brand New, La Dispute) questa nuova uscita è un ulteriore passo in avanti, soprattutto a livello degli arrangiamenti che ho trovato eleganti, ben pensati e mai sopra le righe. Canzoni come It Won't Rain Forever o Nothing Changes in Baltimore dimostrano una maturità compositiva invidiabile per la loro giovane età e confermano le enormi potenzialità dei SSO. Ascoltate e andate a vederli dal vivo!

martedì 5 dicembre 2017

Santa Cruz - Bad Blood Rising

M-Theory Audio - 2017

Ogni generazione ha gli eroi che si merita, sosteneva un film di qualche anno fa. E la nuova generazione di glamster e hard rocker ha come opzione i Santa Cruz. Breve riassunto per chi non segue il genere (credo tutti voi): la band debuttato nel 2013 con "Screaming For Adrenaline", disco di sleaze rock da manuale, che ha fatto gridare al miracolo. I giovanissimi finlandesi sembravano avere tutte le carte in regola per diventare la next big thing della scena dopo i fasti del decennio precedente: una spanna sopra alla media quanto a capacità e talento, ambiziosi e determinati e con il classico fascino bagnamutandine. Due anni dopo il secondo lavoro, omonimo, ha segnato una svolta radicale, stravolgendo il sound all'insegna di una modernizzazione forzata a colpi di influenze metalcore,  post-pop punk (emo?) e goth. Scandalo e sacrilegio, ma la rivolta generale di buona parte della scena non aveva fatto tornare la band sui suoi passi. Il terzo disco "Bad Blood Rising" di conseguenza non porta ripensamenti, anche se la formula è stata evidentemente affinata. Rimane l'impianto a base di riff pestati e metallici e ritmica cafona conditi con abbondanza di cori e melodie ed effetti. Sono ancora riconoscibili gli elementi del substrato originale, in particolare gli assoloni da guitar hero hard rock. Anche la voce del fascinoso frontman Archie è sicuramente un punto di forza.
La scaletta corrisponde sostanzialmente alle aspettative: una maggioranza di canzoni roboanti spacca-tutto e una significativa minoranza di ballad. E contro invece le aspettative sono queste ultime, pur diverse tra loro, i momenti più interessanti compreso il pezzo migliore Get Me Out of California, con un coro sing-along a presa istantanea, in cui sembra già di sentire il pubblico che lo canta dal vivo, un paio di cavalcate su assoli dal sapore losangelino e un ottimo arrangiamento che impreziosisce il tutto con dettagli di fino come echi beatlesiani e voci femminili.
"Bad Blood Rising" è obiettivamente un lavoro di alta qualità, i cui i Santa Cruz riconfermano un indubbio talento tecnico e compositivo, messo in luce anche da una produzione molto curata. Solo, ad ascoltarlo spesso si ha l'impressione di avere a che fare con degli ottimi eredi del sound alternativo che ha spopolato a cavallo del nuovo millennio a cui hanno fatto il look sbagliato. Resta quindi un senso d'insoddisfazione per la relativamente vecchia guardia come me, pensando a cosa avrebbero potuto fare se fossero rimasti sulla strada maestra.
D'altro canto però i Santa Cruz sono oggi gli unici anche per queste caratteristiche che avrebbero la possibilità di conquistare un pubblico ampio tra i giovanissimi e costruire una nuova scena, anche in America dove stanno andando molto bene, ambizione che la band ribadisce nei testi - basti citare Young Blood Rising e Voice Of The New Generation - quanto nelle interviste. E forse aver scontentato al limite dell'incomprensione la generazione precedente è un altro requisito di questo percorso.
Sarà il tempo a dirci se sono davvero gli eroi che questa generazione si merita, ma probabilmente sono quelli di cui ha bisogno. Perché diciamolo, l'underground sarà pure una bella dimensione ma essere circondato nel quotidiano da torme di zarretti aspiranti rapper ha anche stufato.

giovedì 30 novembre 2017

The fighettas @ Birrificio Railroad Seregno

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Greta Van Fleet - From The Fires

Republic Records - 2017

Un miracolo. Da rockettaro irriducibile non posso che definire così i Greta Van Fleet. Quattro giovanissimi musicisti del Michigan che suonano, cantano e scrivono come i Led Zeppelin.

I tre fratelli Kiszka hanno messo su la band nel 2012 e, dopo un cambio di batterista, all'inizio di quest'anno hanno fatto il debutto discografico con l'EP "Black Smoke Burning". Il successo  inaspettato li ha spinti a far uscire pochi giorni fa "From The Fires", che unisce le quattro tracce del suo predecessore con due nuovi solchi e due cover.

Un gioiello rock di pura matrice zeppeliniana che stupisce per maturità e freschezza Ai riff intrisi di blues si accostano arpeggi dal sapore folk e incursioni nel soul, su cui troneggia una voce portentosa che richiama in modo impressionante l'ugola di Robert Plant. Se riuscire a padroneggiare il sound dei suoi predecessori non è già cosa da poco, a rendere speciale la band è la capacità di fare altrettanto a livello compositivo.Scrittura e arrangiamenti, aiutati da un'eccellente produzione, dimostrano vero talento, tanto che le due cover di Sam Cooke e Fairport Convention si armonizzano perfettamente con le canzoni originali. Talento ne hanno anche a suonare: l'opener Safari Song rende subito il groove dei quattro, che anima tutto il lavoro. Spicca anche il gusto per le melodie folk, evidente nella sognante Flower Power. Ma alcuni passaggi rivelano che anche la lezione più moderna di Rival Sons e Black Keys non è passata inosservata: ad esempio nell'apertura del singolo Highway Song.
Passa a pieni voti anche l'immersione nel soul con la reinterpretazione di A Change's Is Gonna Come, in cui la voce da una eccezionale prova di sé. Le due tracce forse più belle sono quelle a cui è riservata la chiusura. Talk On The Streets è spinta da un ritornello e Black Smoke Rising, è pervasa da una dolce malinconia che esplode in un ritornello catartico.

I Greta Van Fleet sono un miracolo, che promette un futuro grandioso.
"Forgetting the end, as your new life has begun"


domenica 26 novembre 2017

Downhill - ST


I Downhill sono un gruppo milanese di recente formazione che ha appena fatto uscire un ottimo disco di debutto registrato, mixato e masterizzato sapientemente al ben noto Toxic Basement Studio e pubblicato con l’aiuto di Slaughterhouse Records. Già dalla scelta del formato (cassetta con relativo download code) c'è un rimando nostalgico agli anni '80 e l’impressione viene confermata non appena si pigia il tasto play del walkman. Otto canzoni di hardcore punk (o skate punk se preferite…) condensati in soli 7 minuti. In pratica la colonna sonora ideale per qualunque skater old school che impazzisce per JFA e Gang Green! Niente di innovativo, per carità, ma ce ne fossero di gruppi oggigiorno che vanno dritti al punto e colpiscono nel segno senza troppi fronzoli. Ascoltate e supportate!

venerdì 24 novembre 2017

Turbonegro - RockNRoll Machine

Scandinavian Leather Recordings - 2017
I Turbonegro hanno svelato oggi il nuovo singolo RockNRoll Machine. Si tratta del primo estratto dall'album "RockNRoll Machine", che uscirà il 2 febbraio 2018 a vent'anni esatti di distanza dall'uscita di "Apocalypse Dudes" e a quasi sei dall'ultimo LP "Sexual Harrassment". 

Lo potete ascoltare qui.

mercoledì 8 novembre 2017

Nofx, Una Vasca per Cesso e Altre Storie: parla la traduttrice Valeria



Ciao Valeria. Benvenuta su S.N.A.F.U.  La prima domanda riguarda te. Presentati ai lettori della caserma.
Ciao, prima di tutto grazie! Per quanto riguarda me c’è poco da dire; traduttrice, editrice per 1/3 e ovviamente appassionata di musica.

Innanzitutto volevo ringraziare te e Tsunami edizioni per aver dato la possibilità di leggere il libro in italiano anche agli scansafatiche che non avevano voglia di leggerlo in inglese (tipo il nostro Sergente Snafu). Conoscevi già il nostro blog? (Se sì ti meriti il titolo onorario di Corvetta).
Non c’è di che. Piuttosto dovrei essere io a ringraziare Tsunami Edizioni per avermi dato la possibilità di tradurre questo libro. È stata una bellissima esperienza dal punto di vista professionale, ma anche da quello umano per il confronto con la redazione e da quello personale per la soddisfazione di aver tradotto un libro su un argomento che mi appassiona. Riguardo al blog, non avrò il titolo onorario, con mio sommo dispiacere. Una mia pecca è quella di leggere poco o niente su Internet. Ma adesso che l’ho scoperto recupererò.

(Per chi come me è totalmente estraneo a questo tipo di dinamiche) Spiegaci come sei arrivata alla traduzione di questo libro.
È molto semplice, ho conosciuto i ragazzi di Tsunami credo quattro anni fa alla fiera dell’editoria indipendente di Roma (Più libri più liberi). Da quel momento gli ho rotto le scatole chiedendo di farmi tradurre qualcosa finché non hanno trovato un libro che hanno ritenuto adatto a me.

Sei fan dei NOFX? Li conoscevi già?
Sì, li conoscevo già, anche se leggendo il libro ho scoperto talmente tante cose che mi viene da rispondere: “Conoscevo giusto Punk in Drublic e White Trash, TwoHeebs and a Bean”.

Per tradurre questo tipo di libri è necessario essere un minimo appassionati di musica o è indifferente?
In realtà, come avrai visto, in questo libro c’è molto altro oltre alla musica, per cui ho incontrato spesso argomenti a me poco conosciuti che mi hanno messo alla prova, anche semplicemente tutto il gergo delle droghe nelle pagine di Smelly, che fa un quadro molto crudo ed estremamente accurato della tossicodipendenza e della disintossicazione.  Per quanto riguarda la musica, sicuramente è meglio essere appassionati per tradurre libri di questo genere. Nel mio caso, sono appassionata, ma non ho specifiche conoscenze tecniche, quindi ho fatto le dovute ricerche quando serviva e, nei momenti in cui ho avuto dei dubbi, la redazione Tsunami è sempre stata pronta ad aiutarmi. Sono estremamente preparati e precisi, quindi in questo ho avuto gioco facile.

Ricollegandomi alla domanda di prima, quali sono i tuoi gusti musicali?
Molto in generale, mi piace ascoltare il rock dei '70, il punk rock e del metal.

Una cosa che mi ha incuriosito da subito è come è stato tradotto il titolo in italiano. Nella versione originale è: “NOFX, The Hepatitis Bathtub and Other Stories”. Puoi spiegarci perché?
La decisione finale sul titolo spetta all’editore, che deve tenere in considerazione molte altre cose oltre al testo in sé e per sé, per esempio la promozione, il pubblico, il tipo di ricezione che il libro può avere. Ovviamente da traduttrice avrei scelto la fedeltà all’originale, ma la parte di me che si occupa di editoria capisce e sa che bisogna tenere in considerazione tutti quegli altri aspetti. Il titolo scelto rispetta comunque la vena ironica e scanzonata dell’originale e non si discosta dall’immagine di copertina (che era concettualmente vincolante) né dall’episodio a cui fa riferimento il titolo. Per cui vi si allontana solo parzialmente. Per il resto vi assicuro che il testo è totalmente fedele all’originale.

Posso chiederti un’opinione personale sul libro? A me è piaciuto da impazzire e lo metto nella mia top 5 di libri a tema “musicale”.
Concordo pienamente, è piaciuto tantissimo anche a me e trovo che sia una lettura appassionante per chiunque. È veloce, divertente, interessante e ben scritto. Hai fatto bene comunque a virgolettare musicale, visto che, oltre a quello musicale, gli argomenti sono i più disparati: dal motocross, al sadomaso, alla politica.

Valeria grazie per la disponibilità! Chiudiamo l’intervista nella classica maniera di S.N.A.F.U. ! Facci una domanda e saremo lieti di risponderti.
Una domanda ce l’ho, in effetti. Normalmente nessuno intervista il traduttore, come vi è venuta l’idea di farlo? Di certo per quanto mi riguarda è stato un vero piacere rispondere alle vostre domande. Grazie ancora e continuate così.
Pvt.Snafu (il boss): Perchè il fatto di poter leggere in italiano un libro talmente figo e che mette in luce aspetti totalmente sconosciuti di una delle nostre band preferite da quando siamo ragazzini è un dono del cielo. Per questo motivo non possiamo che dare spazio a chi materialmente - e con tanto sudore - ha reso possibile la cosa! Grazie mille Valeria!

martedì 7 novembre 2017

SKULLJERKS – Hearts, Blades And Tears


Parto lungo: ho conosciuto i Skulljerks un paio d’ anni fa a una serata in cui eravamo ospiti dei fioi da Venezia. Prima impressione: scandalosi (e non ero l’unico a pensarla così). Da allora la formazione ha subito dei cambiamenti, con l’arrivo di un chitarrista aggiuntivo e l’avvicendamento di Andy Linetti alla voce, già compagno del primo chitarraio Marky nel gruppo punk ‘77 Anomic Suicide. Col tempo la band ha compiuto veramente passi da gigante, trovando una propria dimensione personale nel sound che mi ha spinto ad andare a sentirli in ogni occasione possibile.

Anno di (dis)grazia 2017, sembrava che per l’estate dovesse uscire un loro EP, invece, forti del materiale finora prodotto, incidono direttamente un CD da 10+1 pezzi. Lo spingo nell’ autoradio del furgone e per i primi 20 secondi di “Blade Me” mi viene la pelle d’ oca: cazzo è sta roba, i Backstreet Boys??? Il disgusto svanisce praticamente subito quando subentra la sonorità che caratterizza tutto il lavoro: punk rock melodico più o meno tirato, con svariate influenze punk 77 e HC new school. Insomma, un vero e proprio meltin’ pot, ma amalgamato con perizia e in cui la voce di Andy funge da perfetto collante. Inoltre ad occhio in studio di registrazione non hanno abusato di effetti e filtri sulle voci, che risultano molto simili a quelle live (quando non hanno scazzi tecnici!!!). Tra gli episodi da segnalare spicca “Second Stage”, intro alla Iron Maiden per evolvere poi in un pezzo stile Alkaline Trio con la voce calda e profonda di Dan Andriano; mood peraltro ripreso in maniera eclatante in “The devil” che potrebbe entrare tranquillamente in “From Here To Infirmary” degli Alk3. Un paio di tracce galoppano veloci (Seeking Reaction e Save My Life – il cui assolo di chitarra ricorda i compaesani Why Not Loser), per chiudere con “My Addiction”, già comparsa nella mega raccolta della Kids And Kicks Records, etichetta di Andy.

Dal loro bandcamp riesco ad apprezzare appieno anche la copertina che riprende il tema del titolo: lavoro truce e dai colori freddi, non può che garbarmi: ghe sborooooo!

Amo il Veneto. Tralasciando il trascurabile fatto che siamo dei bigotti bestemmiatori (un accorato saluto a Oliviero Toscani), questa regione offre infinite maniere per devastarti a qualsiasi ora della giornata: provare per credere. Poi adesso che è passata l’Autonomia chi cazzo ci ferma? Aggiungi al tutto una delle più floride scene punk nazionali ed il pranzo è servito. Certo, se i cancari dei Vaseliners avessero registrato l’ EP prima di mandare tutto in vacca avrebbero sicuramente seppellito questi veneziani caga-in- acqua, but the roses are gone and we can’t go back. E comunque, per non sbagliare, tirare sempre merda ai rovigotti. (Bene, non centra una fava e non voglio usufruire ulteriormente dello spazio virtuale concessomi dal paron Snafu, ma vedetevi ‘sta legna targata Denny Troia ….. pardon Trejo !!!!!

Maggiore Lupo

lunedì 30 ottobre 2017

martedì 24 ottobre 2017

Gli Impossibili @ Birrificio Railroad Seregno

Torna Tommy 27 con la sua recensione della serata degli impossibili. Sono più o meno d'accordo su tutto tranne sul giudizio sugli I Lona Staller (band incredibile da sempre).... a me è sembrato di tornare indietro nel tempo, ai tempi del Vittoria e del Boccaccio (a.k.a. Porcaccio). Effettivamente è stata una serata abbastanza figa e divertente.... assurdo che l'età media fosse tipo 55 anni. Siamo riusciti a divertirci lo stesso.

Serata back to the '90 a Seregno: vecchie barbe, ammogliati in libera uscita, pancie alcooliche (che qui fanno figo: siamo in un birrificio...) e .... gli Impossibili con Araya carico a molla (anzi...caricato a "fumo"...)

Arrivo verso le nove e mezza, zona industriale di Seregno: in mezzo ai capannoni da vera Brianza che lavora ecco il birrificio. Location della madonna: si suona senza palco in un locale stretto e lungo con dietro spine, fermentatori, casse di birra ammucchiate a cazzo: il posto più punk del mondo. Benny, il proprietario è preso benissimo, continua a chiedere ad Araya di fare "giancarlo mi ha detto", Araya promette di farla più volte...vecchi punk nostalgici.

Per capire il tono della serata un amico arriva apposta da Barcellona per gli Impossibili: Arya non ci crede! Un altro mi dice "Tommy, se esistesse una cover band dei Queers andrei a sentirla adesso!"; se non c'eri nel '98 non puoi capire!

Sento un pò i Volkov e mi piacciono, poi fanno due cover delle donnole ed il pubblico si scalda, tralascio l'antipatia degli Ilona Staller prima, durante e dopo il concerto (pessimi nel pogo...) a parte il grande batterista (ritorna con Porna che spaccavate il culo!).

Sale poi Araya ed è un gran delirio: i primi dieci minuti sono tutti un'apnea: Ritardato,Stefy è una punk, You're trippin' ...scaldano tutti e scattano pogo, singalong, stage diving fino al soffitto, invasioni continue della zona dove i ragazzi suonano (non c'è palco): la gente spunta dappertutto: dietro i microfoni, davanti a fare cori, tutti cantano e si divertono di brutto: Impossimania viene saccheggiato come al solito...Araya si prende bene con la macchina spara-fumo e continua ad affumicare tutti, davanti la temperatura e l'umidità sembrano quelle delle foreste del Borneo.

Cazzo devo dire: un concerto degli Impossibili già sai com'è: sul sedile con te, ragazza a 9000 volt, cover di Halloween, la tipa della casa occupata: la scaletta è più o meno la stessa da 1000 anni...ma che figata: un paio di volte l'anno dovrebbe essere obbligatorio!

La cosa figa è che Araya e company sono dei grandi: la prima regola del punk è non prendersi troppo sul serio e loro lo fanno e poi son contenti di suonare e di divertire, davanti a 10 o 100 persone non cambia un cazzo!

Alla fine son così presi bene che non smettono più, continuano a dire "ecco l'ultima canzone" ma non vogliono finire (e il pubblico ci crede troppo): fanno due volte la tipa della casa occupata, fanno psicopatico dei derozer, ancora ritardato, sul sedile con te....e tre volte Giancarlo come promesso a Benny: che figata!

torno a casa sudato, bello pieno di birra: cazzo 'sta birra è proprio bomba, questi la sanno fare davvero, mi sono ammazzato della Gajarda e oggi non ho quel cazzo di mal di testa da dopo sbronza...

Grazie agli Impossibili, veri punk

27tommy

domenica 15 ottobre 2017

Live Report - Adescite Fest Vol. 3


L’Adescite non è solo un festival underground. È una situazione. Una situazione figa e non fighetta, dove la gente sembra essere uscita di casa per divertirsi e non per farsi vedere. Si fa tutto allo Spazio Libero Utopia di Genova, uno squat marcio il giusto per essere figo. Suonano 1000 band, situazioni che di solito diresti essere un pacco perché dopo 3 gruppi ne hai già le palle piene, e invece tutto quadra per bene e non ti annoi un attimo e guardi anche le band che non ti interessano sulla carta. E lo fai perché a sto giro il vero divertimento sta nello stare accalcati in questo scantinato male illuminato e non fuori a dire cazzate.
Miglior gruppo del giorno i LEISFA, davvero una bella sorpresa. Le alte band già lo sapete come hanno suonato (Low Dèrive in forma, Ponches carichi come Moretti da 66, Antares zozzoni e potenti, etc.). 
Tanti ma davvero tanti complimenti alla Cocks crew e a tutti i ragazzi che hanno messo in piedi questa situazione della madonna. Ci vediamo l’anno prossimo!

venerdì 13 ottobre 2017

The Lillingtons - Stella Sapiente


In 1998 pop punk was becoming stagnant and unexciting. Trapped in its own asexual fantasies of failed romance and teenage frustration and with its lovable-losers-type characters forever doomed to a three-chord prison, it seemed at a dead end.
The heyday of Lookout records was behind and the future seemed uncertain. Of course the golden age had spawned a thriving (and still alive!) underground of zines, small bands and aficionados, but the big names were missing: they simply weren't yielding anything to propel pop punk ahead.
Green Day were starting to look tired and bloated (they hadn't been re-designed and re-engineered yet). The name Screeching Weasel was still being written on an album every now and then, but only because Ben hadn't worked up the courage to go solo yet. The Mr. T Experience had recorded what was their best work ever the year before and would never reach those heights again. The Queers were still trying to re-assess themselves in the wake of Joe King’s new-found sobriety.
The Groovie Ghoulies were quietly keeping it burning, but without the impact these other bands had on the general public.
Storm the streets by the Riverdales was a minor masterpiece and the only breath of fresh air in the room. Unfortunately it was not understood by the fans: their ears were still relegated to the saccharine dream land of cheerful melodies and faux-50's landscapes.

Then DEATH BY TELEVISION happened. It was sudden and profound. It was an album that shook the very foundations of the genre. It was groundbreaking. Sonically, it introduced the minor chord progression into pop punk, something only the Descendents and the Ramones in the 80's had briefly hinted at. Thematically, it reinstated the album as a congruous collection of songs linked by a common thread (as in the Misfits tradition), instead of a mere selection of random tracks that sounded ok.
At first I admit I couldn't quite grasp the greatness of it. It took me a few listens to fully understand its potential. Coming from years of girlfriend-trouble songs, it was an acquired taste. But the images it conveyed were so powerful that they still affect me to this day. It was explosive. It had guts, ideas and drive.
Like it often happens, the band additionally delved into the same approach and modus operandi on the following album, THE BACKCHANNEL BROADCAST. Albeit more perfected and more to the point, with its monochrome palette, it lacks the spark and brilliance of its predecessor. If DBT is a great meal, then TBCB is just three courses of steak: each of them excellent, but probably a tad redundant.
Then, for five years, the band went under the radar. When they resurfaced in 2006, they put out THE TOO LATE SHOW. A hit-and-miss affair, this record contains some of their most memorable material (Target Earth above all) but also some fillers and some tunes which sound more like Teenage Bottlerocket (which singer Kody had joined the previous year) than Lillingtons.
Then they disappeared again for eleven years (except for a sporadic appearance on a Red Scare compilation with what is arguably their single best song ever: Pyramids).
I have to say that when I listened to PROJECT 313 earlier this year I was very disappointed. To me it seemed like a huge step backwards for the band. It's a well-played and well-produced pop punk ep: nothing more and nothing less. It totally lacks the edge and charisma that permeated their previous efforts. I thought they had lost it, I thought they had gone soft. Boy, was I wrong. In retrospect, after hearing their latest record, I have grown to appreciate Project 313 for what it is: the Lillingtons' sweet farewell to pop punk. It is the band saying: “Guys, we've taken you so far: now we want to explore new territory. If you wanna get off our starship now, we will let you down real slow with this one. If you wanna stay, it's fine. Just so you know, it's gonna be a bumpy ride.”
STELLA SAPIENTE is on a whole other level. It's the rocket landing head-first on the face of the moon. It's the severed eye. It's King Kong on the skyscraper. It's a mammoth of an album that effortlessly transcends the shackles pop punk voluntarily put around its own ankles 20 years or so ago. And it comes to life with a grace and with an ease that make it seem incredibly true and natural. To be honest, from a strictly musical standpoint, it's equal parts punk rock, proto/early metal and dark/gothic influences. But the great thing about it is that all these elements are scientifically balanced and calibrated so that none overwhelms the other, just like a great Negroni is equal parts gin, vermouth and bitter. The hard stuff doesn't get in the way and it never becomes bombastic and self-indulgent as metal often gets. The gothic decorations are used as atmospheric relief and the punk rock roots keep the rhythm section straight, simple and clean-cut. “But it's not a punk rock album!” most of you will say. Well, that may be true from a technical perspective. But what definitely IS punk rock about this record is that every aspect of it is useful for the songs and the purpose. Nothing is wasted. Nothing is futile. Nothing is excessive. And guys, this is the first rule of punk rock, not the laws of Germany: everything must serve the whole.
I don't think the guys in the band had any great scope in mind, when they wrote the album. I think they just got tired of the same old formula and found a way to spice it up and keep it fun. Well, it works for me. To my ears, this is the only step off the beaten path of pop punk I have seen in a long, long time. It is probably the first album in the genre to create a fresh combination of song and sound since Dookie.

Just like Phantom Maggot, the Lillingtons once again saved the day. And they did it unknowingly and by showing us all something obvious: anything, anything in the world that wants to stay alive and prosper, has to move inescapably FORWARD.

Written by Matt Failure (Proton Packs)