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giovedì 30 novembre 2017

Greta Van Fleet - From The Fires

Republic Records - 2017

Un miracolo. Da rockettaro irriducibile non posso che definire così i Greta Van Fleet. Quattro giovanissimi musicisti del Michigan che suonano, cantano e scrivono come i Led Zeppelin.

I tre fratelli Kiszka hanno messo su la band nel 2012 e, dopo un cambio di batterista, all'inizio di quest'anno hanno fatto il debutto discografico con l'EP "Black Smoke Burning". Il successo  inaspettato li ha spinti a far uscire pochi giorni fa "From The Fires", che unisce le quattro tracce del suo predecessore con due nuovi solchi e due cover.

Un gioiello rock di pura matrice zeppeliniana che stupisce per maturità e freschezza Ai riff intrisi di blues si accostano arpeggi dal sapore folk e incursioni nel soul, su cui troneggia una voce portentosa che richiama in modo impressionante l'ugola di Robert Plant. Se riuscire a padroneggiare il sound dei suoi predecessori non è già cosa da poco, a rendere speciale la band è la capacità di fare altrettanto a livello compositivo.Scrittura e arrangiamenti, aiutati da un'eccellente produzione, dimostrano vero talento, tanto che le due cover di Sam Cooke e Fairport Convention si armonizzano perfettamente con le canzoni originali. Talento ne hanno anche a suonare: l'opener Safari Song rende subito il groove dei quattro, che anima tutto il lavoro. Spicca anche il gusto per le melodie folk, evidente nella sognante Flower Power. Ma alcuni passaggi rivelano che anche la lezione più moderna di Rival Sons e Black Keys non è passata inosservata: ad esempio nell'apertura del singolo Highway Song.
Passa a pieni voti anche l'immersione nel soul con la reinterpretazione di A Change's Is Gonna Come, in cui la voce da una eccezionale prova di sé. Le due tracce forse più belle sono quelle a cui è riservata la chiusura. Talk On The Streets è spinta da un ritornello e Black Smoke Rising, è pervasa da una dolce malinconia che esplode in un ritornello catartico.

I Greta Van Fleet sono un miracolo, che promette un futuro grandioso.
"Forgetting the end, as your new life has begun"


lunedì 14 dicembre 2015

King Mastino - Sail Away

Retrovox Records - 2015

I King Mastino hanno pubblicato qualche settimana fa il quarto album "Sail Away", un lavoro solido e convincente che mantiene l'alto livello del precedente. Il robusto garage rock questa volta si tinge di psichedelia, con zampate di Hammond e riverbero sapientemente distribuite: il risultato è convincente e ben riuscito. Ne è la prova Electric Soul, la mia traccia preferita, fresca e groovy, che non avrebbe sfigurato su Children of Nuggets; rimane comunque spazio anche per momenti più duri e puri, tra cui l'ottima Switch Off The Lights. Una nota di merito più specifica voglio farla anche per la chiusura, particolare e azzeccata.
Un appunto però lo devo fare: non avrei scelto come singolo Psychowhale che non trovo particolarmente convincente.
"Sail Away" è un'altra ottima prova dei rocker spezzini e saprà convincere anche gli amanti del garage più puro.
L'album lo potete ascoltare qui.

lunedì 19 ottobre 2015

Buckcherry - Rock N Roll

F-Bomb Records - 2015

Vent'anni di carriera e settimo album per i Buckcherry. Gli hard rocker californiani sono tornati con "Rock N Roll", un  album fresco e spontaneo di classico bluesy hard rock americano che già dal titolo rivela un ritorno alle radici.
Dopo il periodo deludente a cavallo dei primi due decenni del millennio, la band è finalmente tornata in carreggiata imboccando la strada giusta già intravista nell'ultimo lavoro. L'approccio è giustamente diverso rispetto ai fasti iniziali, meno aggressivo e più sicuro di sé.
Ritroviamo in forze i pezzi energici e festaioli tipici del gruppo: dall'opener Bring It On Back al singolo Tight Pants allo scanzonato boogie di Sex Appeal fino agli echi southern rock di Get With It. Particolarmente gustosa anche Wood, con un'incursione nei territori del pop punk da festa al college.
La scelta di inserire tre ballad su dieci pezzi, pur valide, è forse la pecca principale del disco.
"Rock N Roll" è un album azzeccato e anche un po' inaspettato, che si gode piacevolmente e apre la strada per degli ottimi seguiti.
Non resta che ascoltarlo immaginandosi un bel party a bordo piscina sotto il sole californiano a base di barbecue, whisky e belle ragazze in shorts.

giovedì 18 giugno 2015

The Trousers - Mother Of Illusion

Soulmachine Records - 2015

Quarto album per i The Trousers, ottima band garage rock ungherese. "Mother Of Illusion" arriva a due anni di distanza da "Freakbeat", che avevo recensito qui, e sposta verso il passato il bilanciamento delle influenze , collocate tra il garage di MC5 e Stooges e il bluesy hard rock di qualche anno dopo. Rimane comunque presente, anche non più in modo preponderante, la lezione di Hellacopters e soci. Si mantiene intatta invece l'alta qualità sia tecnica che compositiva, che rende l'album omogeneo e sempre gradevole.
I pezzi funzionano sia quando guardano smaccatamente al passato, come il singolo Hysterical Route e il boogie di Gunslinger, sia quando si concedono qualche incursione più moderna come la scandinava Break Your Mind. Quando poi la formula raggiunge un perfetto equilibrio, come nell'opener Buckley Funeral Home, regala grandi momenti e rivela tutta la personalità del gruppo.
Perché i Trousers dimostrano di saper indubbiamente padroneggiare la loro materia: si trovano a proprio agio sia con l'energia positiva e scanzonata di Cool Operator che quando costeggiano lo stoner rock duro e allucinato della title-track o con la chiusura di A Different World, l'unico brano sopra i cinque minuti, una liberatoria deriva musicale dal retrogusto psichedelico.

La band dovrebbe passare dalle nostre parti questo autunno, quindi restate sintonizzati!

lunedì 13 aprile 2015

Bonafide - Denim Devils

OffYerRocka - 2015

Gli hard rocker svedesi Bonafide sono in attività da quasi dieci anni e due mesi fa hanno sfornato il loro quinto album "Denim Devils". Li avevo scoperti e apprezzati con la loro seconda fatica discografica, "Something's Dripping", ma il successivo "Ultimate Rebel" mi aveva parecchio deluso e li avevo persi di vista. Ora invece li ritrovo con piacere maturati e animati da rinnovata energia.
Il sound della band pesca in primo luogo da quello dei gruppi inglesi di hard rock blues della prima metà degli anni '70, Bad Company e Humble Pie ma senza dimenticare Zeppelin e Deep Purple, rinforzandolo con la robustezza della generazione successiva capitanata dagli AC/DC.
La composizione è fresca nella sua semplicità e punta a valorizzare gli elementi portanti, come i bei riff di chitarra e la voce, vero punto di forza del gruppo, potente e dal timbro caldo da soul bianco, aiutata anche dalla registrazione con cui i Bonafide hanno voluto ricreare l'immediatezza del live.
Il livello dei pezzi si mantiene sempre buono e spiccano delle punte eccellenti come 50/50, Rock N' Roll Lifestyle e la gemma di One Kiss.
Se cercate l'originalità, non è l'album che fa per voi, ma se invece guardate al risultato fidatevi che non resterete delusi.

giovedì 4 aprile 2013

Seditius - Misplaced


Se vi piacciono le cose che restano sempre uguali a se stesse, se bramate una vita sempre uguale e senza pretese vi dico subito che i Seditius non fanno per voi. Li seguo ormai da parecchi anni e quello che mi è sempre piaciuto di loro è che suonano quello che gli pare senza minimamente preoccuparsi di rifarsi ad un genere o rientrare in una qualunque etichetta musicale.
Misplaced arriva un paio d’anni dopo Carne da Macello, il loro disco più duro, e sorprende subito, sin dalla prima traccia “§”. La rabbia c’è ancora, ma è più celata rispetto al passato, più cerebrale. La potete trovare tra i riff hardcore blues di “On The Eve of The Hurricane” o “Further/Forever”, suonati come al solito, con il cazzo tra i denti (cit.) e solo all’apparenza meno di impatto rispetto alla precedente produzione. Insomma, anche se i Sediziosi non suoneranno più hardcore come i Negazione, continuano a mangiare odio per colazione. Un disco anema e còre!