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giovedì 18 giugno 2015

The Trousers - Mother Of Illusion

Soulmachine Records - 2015

Quarto album per i The Trousers, ottima band garage rock ungherese. "Mother Of Illusion" arriva a due anni di distanza da "Freakbeat", che avevo recensito qui, e sposta verso il passato il bilanciamento delle influenze , collocate tra il garage di MC5 e Stooges e il bluesy hard rock di qualche anno dopo. Rimane comunque presente, anche non più in modo preponderante, la lezione di Hellacopters e soci. Si mantiene intatta invece l'alta qualità sia tecnica che compositiva, che rende l'album omogeneo e sempre gradevole.
I pezzi funzionano sia quando guardano smaccatamente al passato, come il singolo Hysterical Route e il boogie di Gunslinger, sia quando si concedono qualche incursione più moderna come la scandinava Break Your Mind. Quando poi la formula raggiunge un perfetto equilibrio, come nell'opener Buckley Funeral Home, regala grandi momenti e rivela tutta la personalità del gruppo.
Perché i Trousers dimostrano di saper indubbiamente padroneggiare la loro materia: si trovano a proprio agio sia con l'energia positiva e scanzonata di Cool Operator che quando costeggiano lo stoner rock duro e allucinato della title-track o con la chiusura di A Different World, l'unico brano sopra i cinque minuti, una liberatoria deriva musicale dal retrogusto psichedelico.

La band dovrebbe passare dalle nostre parti questo autunno, quindi restate sintonizzati!

martedì 25 febbraio 2014

King Mastino - We Refuse To Sink

White Zoo Rec./Sailors Overdrive Rec. - 2014

I King Mastino, quartetto di marinai di stanza a Las Pezia, hanno varato da un mese il loro terzo album, "We Refuse To Sink".
Un sostanzioso e solido lavoro di garage rock ruvido e veloce, a base di riff, distorsione e testosterone. Il sound contamina i primi Hellacopters con l'essenzialità viscerale degli Stooges e la forza graffiante dell'area garage punk / punk n'roll.
Ottimo risultato anche a livello compositivo, con i pezzi che scorrono veloci e mai noiosi, senza cali di ritmo. Tra i più interessanti Eye For An Eye, Lose Yourself, il singolo Fever e Here Come The Sailors, che ospita alla voce Il Metius dei Thee STP. La mia preferita è però Buccaneers And Whales, venata di sognante malinconia marinaresca.
L'album lo potete ascoltare e acquistare qui.

sabato 8 febbraio 2014

The Trousers - Freakbeat

EMI - 2013

Il marinaio scelto Grizzly, a bordo della USS Appletown, mi segnala con una comunicazione criptata l'esistenza dei Trousers, gruppo garage ungherese. La band, attiva da poco meno di una decina d'anni, ha riscosso un discreto successo internazionale complice il passaggio di alcune canzoni nella nuova edizione di Hawaii Five-0; all'attivo hanno due EP e tre album, l'ultimo dei quali, "Freakbeat", è uscito lo scorso anno.
Un vero gioiello che mescola equilibratamente il garage rock scandinavo contemporaneo con quello psichedelico di metà anni ’60,  arricchendo il tutto con dosi di pop e stoner blueseggiante.
Il sound è coerente e allo stesso tempo versatile,  frutto di una band matura e creativa, e i pezzi scorrono sempre piacevoli nella loro varietà, senza sbavature.
Dal’adrenalinico garage punk del singolo I Get Around alla torrida e strafatta Electric Garden, passando per il powerpop di Fear Of The City alla pischedelia di seconda generazione di Not Afraid To Fall al rythm & blues bianco di Under The Wheel ce n’è per tutti i gusti, lasciando sempre soddisfatti.
L’album vanta anche la partecipazione di Nick Andersson degli Hellacopters nell’ottima Real Deep Groove, e presenta una riuscita cover di All The Day And All Of The Night dei Kinks.

giovedì 26 settembre 2013

Disponibile per l'ordine lo split Sewergrooves/King Mastino


Gli svedesi Sewergrooves e i nostrani King Mastino, due ottime realtà del panorama garage rock contemporaneo, hanno unito le forze in uno split in 7'', con doppio vinile colorato, edito dalla Ghost Highway Records.
Lo si può ordinare sulla pagina facebook dell'etichetta, qui.

sabato 1 giugno 2013

Black Mamba Rock Explosion - s/t

Kornalcielo Records - 2012

Con colpevole ritardo recensisco il self-titled dei Black Mamba Rock Explosion, uscito per la triestina Kornalcielo Records a dicembre 2012.

La band propone un hard rock dal sapore southern attraverso la rozza immediatezza del garage. L'ossatura dei pezzi è costituita dai riff distorti delle chitarre su cui si muove la voce roca e nasale.
Niente melodie pulite o architetture complicate, giusto qualche coro occasionale e gli assoli d'ordinanza.
La registrazione purtroppo non è adeguata al genere e appiattisce il sound, invece di conferire quella ruvidità punk che forse cercava di ottenere.
I pezzi migliori sono The River e Sexy Legs, dove la band mette a frutto la propria formula musicale per creare groove immediati ed efficaci, che riescono a restituire un po' il sapore di una calda serata nel delta del Mississippi. 
Quando invece tentano qualche numero dalla struttura più elaborata, come in Day After, il risultato è deludente.
Nel complesso l'album è un buon lavoro, ma non lascia il segno. Il perchè in Italia, nonostante il grande numero di fan e appassionati, non riesca mai ad uscire un gruppo hard rock di livello superiore al medio/mediocre è un'incognita che non riesco proprio a risolvere.

I BMRE ad esempio avrebbero del buon materiale di partenza, compreso un cantante abbastanza capace e con una pronuncia più che accettabile (e per il genere non è poco).
Se lasciassero perdere le velleità garage punk e affinassero la loro base hard rock, con pezzi più strutturati e meno approssimativi, potrebbero dare molto di più.
E sicuramente serve una registrazione migliore: quei suoni grezzi funzionano solo se compensati dalla furia, e la loro cover di Ramblin' Rose dimostra che, a differenza degli MC5, quel fuoco interiore non lo hanno.

L'album lo ascoltate qui.

sabato 25 agosto 2012

Snookys - Automatic Stomp



A distanza di un paio d’anni dal precedente disco ed in seguito ad un cambio di formazione ritornano gli Snookys! Li conosco e li seguo praticamente dall’inizio e, a mio avviso, sono uno dei gruppi che in questi anni è cresciuto maggiormente fino a trovare un proprio stile. Se in Set The World On Fire avevano omaggiato Sir Ray Charles ora tocca a Smokey Robinson con Get Ready, pezzo che da buon ignorante conoscevo solo nella versione dei Temptations. Oltre a questa cover ben riuscita troverete altre 10 tracce originali di garage rock’n’roll imbastardito con il proto-punk NY style alla Senders. Il tutto è impreziosito da una registrazione volutamente retrò che ha il grande pregio di non suonare “finta” come spesso succede oggigiorni ai gruppi che vogliono suonare vintage a tutti i costi. Automatic Stomp è uscito sia in CD che LP per un’etichetta americana che ultimamente sta pubblicando ottime cose, la Night Fighter Records. Io ve lo consiglio, se non vi fidate dategli un’ascolto su http://thesnookys.com e se dopo aver sentito un pezzo come Sticky non vi viene voglia di procurarvelo, beh...non capite proprio un cazzo! 

martedì 17 aprile 2012

Rocket From The Vault: Death - ...For The Whole World To See

Drag City - 2009
Razzo puntato, pronti...Fuoco!
Nel corso degli anni tutti hanno fatto a gara per scovare le influenze e gli anticipatori del punk (riassunti con l'orrido termine protopunk) aldilà della sacra triade Stooges - MC5 - New York Dolls: il più delle volte  alla fine si tratta di etichette applicate in modo piuttosto arbitrario e discutibile, ogni tanto però ci azzeccano. Ed è stato questo il caso dei Death, band garage di Detroit (e dove se no?), la cui vicenda è emblematica di tutte quelle dei precursori dimenticati dei generi musicali.
I Death erano i tre fratelli neri Bobby, Dennis e David Hackney, rispettivamente basso/voce, batteria e chitarra, che nel 1971, giovanissimi, fondarono il gruppo per suonare rythm and blues. 
Nel 1973, dopo aver assistito a un concerto di Alice Cooper, passarono alla musica rock e nel 1974 la Columbia Records cominciò a finanziare la registrazione di "...For The Whole World To See", per poi però abbandonare la band a se stessa con solo 7 delle 12 canzoni previste registrate.
I tre fecero quindi uscire in 500 copie il singolo "Politicians In My Eyes/ Keep On Knocking"per la loro etichetta, la Tryangle, e infine si sciolsero, almeno come Death, nel 1977.
Cambiato il nome fecero un infruttuoso tentativo come gruppo gospel nei primi anni '80, poi i fratelli si separarono: Bobby e Dennis andarono in Wisconsin e passarono al reggae, mentre David rimase a Detroit, dove morì nel 2000.
Un crescente interesse per la band, nato soprattutto grazie a Internet, ha portato alla fine all'uscita dell'album nel 2009 per la Drag City.
I tre suonavano un garage crudo e semplice che, pur mostrando ancora una matrice rock anni '70, conteneva già tutti i semi del punk, a partire dalle chitarre sature di distorsione.
L'album si apre con Keep On Knocking, pezzo energico, in cui la parte ritmica sarebbe potuta stare sul primo disco di Joey e soci, mentre gli assoli brevi e veloci anticipavano i Dead Boys ancora di là da venire.
Si prosegue con Rock N' Roll Victim, il cui riff sporco ed essenziale, le pause improvvise degli strumenti e la voce roca e gridata rimandano alla mente altri punk neri di molti anni dopo.
Let The World Turn è la traccia più atipica e anacronistica dell'album, un lento dal vago sapore psichedelico di quasi sei minuti.
Perfetta tempistica punk invece, coi suoi 2:24, per You're A Prisoner, trainato da un riff ossessivo culminante in un ritornello che è puro hardcore.
Freaking Out alterna una strofa giocata su pochissimi accordi con un ritornello in cui la voce suona come una versione disturbata - per davvero - di Johnny Rotten.
Where Do We Go From Here invece suona curiosamente a cavallo tra il rock psichedelico/prog che aveva dominato gli anni precedenti e il punk rock che stava per arrivare.
L'album si chiude con Politicians In My Eyes, in cui un basso dinamico si sposa perfettamente con gli ottavi serrati di batteria e i riff minimali di chitarra. La voce nella strofa accentua il suo tono nasale per ottenere una sfumatura di derisione e disgusto, per poi tornare sul melodico nel ritornello.
I testi - ma già basterebbero i titoli- mostrano una politicizzazione arrabbiata che li avrebbe fatti spopolare se avessero fatto parte della prima scena punk inglese.
"...For The Whole World To See" passa la prova del tempo a pieni voti, tanto per il suo valore artistico quanto per quello storico.
L'album lo scaricate qui.