Gli Snookys non hanno certo bisogno di presentazioni, abbiamo già parlato di loro più volte e mi sbilancio pure dicendo che ormai sono una delle migliori realtà garage punk in circolazione. Junk Food, ennesima uscita OCW, è la prova inconfutabile che non dico baggianate. 13 schegge impazzite che sembrano arrivare direttamente dal catalogo Rip Off. Prendete i Leg Hounds o i Devil Dogs (che poi è un pò la stessa cosa), fategli coverizzare gli Oblivians e avrete un'idea di cosa vi aspetta. Il disco è stato pubblicato sia in vinile (con relativa edizione limitata) che in elegante digipack. Forza, mano al portafogli che avete pure una bella scelta!
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martedì 18 novembre 2014
The Snookys - Junk Food
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The Snookys
martedì 25 febbraio 2014
King Mastino - We Refuse To Sink
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| White Zoo Rec./Sailors Overdrive Rec. - 2014 |
I King Mastino, quartetto di marinai di stanza a Las Pezia, hanno varato da un mese il loro terzo album, "We Refuse To Sink".
Un sostanzioso e solido lavoro di garage rock ruvido e veloce, a base di riff, distorsione e testosterone. Il sound contamina i primi Hellacopters con l'essenzialità viscerale degli Stooges e la forza graffiante dell'area garage punk / punk n'roll.
Ottimo risultato anche a livello compositivo, con i pezzi che scorrono veloci e mai noiosi, senza cali di ritmo. Tra i più interessanti Eye For An Eye, Lose Yourself, il singolo Fever e Here Come The Sailors, che ospita alla voce Il Metius dei Thee STP. La mia preferita è però Buccaneers And Whales, venata di sognante malinconia marinaresca.
L'album lo potete ascoltare e acquistare qui.
martedì 18 febbraio 2014
Live Report 14 Febbraio, Roma. White Pagoda, X-Zone, The Dirty Jobs, I Magneti
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| White Pagoda |
14 Febbraio, Roma, giornata degli innamorati ma anche giornata di un altro concerto all'ormai super testato Strike s.p.a.
Per chi non conoscesse questo posto, si tratta di un grande fabbricone industriale abbandonato nella zona Casalbertone. All'interno di quello che è stato trasformato in un mega centro sociale si trova un piccolo pub nel quale da qualche mese a questa parte si suona duro!
Per la giornata degli innamorati tocca ai White Pagoda da Arezzo, agli X-Zone da Ancona e ai locali The Dirty Jobs e Magneti (scusate ragazzi non trovo un vostro link!)
Serata un po' sfigata per Roma perchè tempestata da mille altri concerti, ma nonostante la concorrenza intorno alle 23:00 il piccolo pub esplode e si può dare inizio alle danze con I Magneti.
I Magneti suonano tanto, forse un po' troppo, ma sono piacevoli. Hanno anche una tastiera e un violino, strumenti che solitamente incendierei, ma riescono a renderli per nulla fastidiosi. Grande stima per il bassista che è sempre andato in battere, così si fa! Forse i pezzi sono tutti un po' troppo simili tra loro ma sono persone così amabili che con un paio di birre alla mano il loro show scorre via per dar spazio alla seconda band, gli X-Zone.
Gli X-Zone sono giovani, ovvero sembrano giovani ma ho conferma solo dal batterista che mi dice: "ho 20 anni e da quando ne ho 14 faccio solo skate e punk rock" già mi stanno simpatici!
I ragazzi vanno veramente veloci, non riesco a vedere la mano del chitarrista cantante per quanto svolazza alla velocità delle ali di un colibrì, alla maggior parte dei chitarristi che conosco gli sarebbe già preso un crampo dopo la terza canzone. Sono anni 90, fottutamente anni 90 e la cosa che più mi sorprende è che nonostante la maestria nel suonare non si sono preparati minimamente i finali delle canzoni, sembra quasi che stiano provando nella loro sala prove...per questo li apprezzo ancora di più! Premio speciale a loro che dopo il concerto prendono e ripartono di notte verso Ancona, eroi!
Comincia a farsi tardi e salgono sul mini palchetto i romani The Dirty Jobs al loro secondo concerto. I due chitarristi li conosco bene, militano da ormai molti anni in diverse band punk-hc romane e anche gli altri membri non mi sembrano proprio inesperti. Il pub si riempie, stiamo tutti ammassati e sudati a goderci questo Garage punk fatto a regola d'arte. Partono spintoni, per lo più dai chitarristi stessi che si dimenano nella sala e il pubblico risponde volentieri alla provocazione. Gran finalone per loro, mille applausi e tutti contenti, i complimenti si sprecano. Avrei voluto sentire solo qualche pezzo in più, ma diamogli tempo. L'ora tarda purtroppo fa allontanare un po' di gente ma i White Pagoda hanno comunque un pubblico di fan che aspetta il loro turno. Questi tipi sono matti. Potrei smettere qui senza entrare in dettagli ma vi racconto invece che hanno fatto un grande show. Vanno dritti come i treni e sono dei gran musicisti, di quelli che non se la tirano e non si prendono troppo sul serio. Il bassista a un certo punto sparisce e lo ritroviamo nel corridoio dietro al pub mentre parla con delle persone (senza sbagliare una nota!) si, aveva un lungo cavo! Persone dal pubblico salgono sul palco e li molestano, foto ricordo durante gli assoli, gli mettono addosso cappelli, occhiali e vestiti e loro sembrano divertirsi senza mai lamentarsi. Si sparano un bel po' di pezzi tratti dal più vecchio "Sofa" e dall'ultimo "Chair Evolution", mi chiedo che problemi abbiano con i mobili.
Rientro in caserma in punta di piedi, è tardissimo e ho ancora il sorriso per aver passato una bella serata ma ho le orecchie che mi fischieranno fino al giorno dopo, fare qualcosa per l'acustica del posto?
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sabato 25 agosto 2012
Snookys - Automatic Stomp
A distanza di un paio d’anni dal
precedente disco ed in seguito ad un cambio di formazione ritornano gli Snookys!
Li conosco e li seguo praticamente dall’inizio e, a mio avviso, sono uno dei
gruppi che in questi anni è cresciuto maggiormente fino a trovare un proprio stile. Se in Set The World On Fire avevano omaggiato
Sir Ray Charles ora tocca a Smokey Robinson con Get Ready, pezzo che da buon ignorante conoscevo solo nella versione
dei Temptations. Oltre a questa cover ben riuscita troverete altre 10 tracce
originali di garage rock’n’roll imbastardito con il proto-punk NY style alla
Senders. Il tutto è impreziosito da una registrazione volutamente retrò che
ha il grande pregio di non suonare “finta” come spesso succede oggigiorni ai
gruppi che vogliono suonare vintage a tutti i costi. Automatic Stomp è uscito sia in CD che LP per un’etichetta americana
che ultimamente sta pubblicando ottime cose, la Night Fighter Records. Io ve lo
consiglio, se non vi fidate dategli un’ascolto su http://thesnookys.com e se dopo aver sentito
un pezzo come Sticky non vi viene
voglia di procurarvelo, beh...non capite proprio un cazzo!
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mercoledì 28 marzo 2012
Rocket From The Vault: Bazookas - Bazooline
Ho comprato il vinile di "Bazooline" a Berlino cinque anni fa, dopo aver chiesto al commesso del negozietto se avesse qualche buon gruppo rock tedesco underground.
I Bazookas erano un trio tedesco dedito al garage punk la cui discografia, oltre all'album in questione, si limita a una manciata di 7 e 10''.
"Bazooline" è uscito nel 2000 in 500 copie (la mia è la 494) sull'etichetta garage di Amburgo Fanboy Records (che ha chiuso i battenti nel 2010 dopo quindici anni d'attività) ed è l'ultima traccia discografica lasciata dalla band, nata nel lontano 1993, il cui sito è ormai in disuso.
Tredici tracce di garage punk essenziale e con robuste influenze rockabilly: pezzi veloci e dalla struttura semplice, con la batteria in quattro quarti, il basso che segue giri rock n'roll e la chitarra che macina powerchord distorti; qualche assolino completa il tutto. Alla voce si dividono il leader Jan Tm, che canta il più delle volte, e ogni tanto Meetz, la donna del gruppo.
Il disco a conti fatti non è particolarmente memorabile: divisa in modo incerto tra essenzialità punk e melodie rock n'roll la band non picchia duro e veloce quanto dovrebbe,e il sound ne risente in termini d'impatto, complice anche la voce nasale e monocorde di Jan. La voce di Meetz, sebbene manchi anch'essa di potenza, ha più personalità, peccato non l'abbiano fatta cantare di più.
Sul versante positivo ci sono la qualità di registrazione, che rende dei suoni chiari senza ripulirli, e alcuni pezzi piuttosto interessanti come "Yes Man", "Burn Money Burn" e "Testimony".
Sarebbe curioso sapere cosa ne sia stato dei tre, ma Internet, come al solito, non ci da risultati. Sperando che abbiano avuto maggior fortuna post-Bazookas, possiamo intanto ascoltare qualche brano dell'album qui. Nel caso vi piacesse talmente da volerlo comprare, un po' di copie girano tra eBay e siti simili.
lunedì 30 gennaio 2012
Rocket From The Vault: Vegas Thunder - No One Fucks With Vegas Thunder
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| Sympathy For The Records - 2000 |
Razzo puntato, 3,2,1…Fuoco!
Lo ammetto, ho comprato quest’album per la copertina e per il nome. Stavo frugando nella sezione “Punk” di non ricordo precisamente quale negozio di vinili, quando ho trovato una copia usata a prezzo stracciato e avendo in quel momento qualche soldo da spendere a casaccio l’ho preso.
"No One Fucks With Vegas Thunder", unica uscita discografica dei Vegas Thunder (ovviamente), è stato registrato nel 1999 ed è uscito nel 2000 per la Sympathy For The Records. L’unica altra informazione che si ricava dall’album è la provenienza della band: Tennessee, lo stato dove hanno mosso i primi passi sia il KKK che Elvis.
Internet riesce a fornire un’unica scarna, ulteriore notizia: uno dei componenti, Joe, è presto tornato nel natio Oregon per suonare con altri gruppi, quindi la band deve presumibilmente essersi sciolta in breve tempo.
I Vegas Thunder suonavano come uno strano incrocio tra i Clash di "White Riot", gli Hives e i Nashville Pussy e il loro album è un furioso assalto di garage punk duro, sporco e veloce, a base di chitarre sature di distorsione, basso e batteria tanto lineari quanto violenti e una voce rauca e gridata.
Quindici pezzi dalla durata media di due minuti e mezzo, semplici e furiosi, con riff basilari e taglienti. Niente cazzate, il massimo che si concedono è un piano rock n’roll su “Girls Like You”.
I testi a base di donne e rock'n’roll sono diretti come la musica che li accompagna, e trasudano un’aggressività grezza e feroce.
L’album ha il suo pregio e il suo limite nella sua ignoranza; riesce comunque a dare una bella carica e qualche pezzo, come “Bijon” o "Louder Than God", resta pure in mente. E, in fondo, ogni tanto ci vuole proprio questo: un po’ di pura e semplice violenza sonora.
Niente di meglio quindi in chiusura del testo della title track:
“No one fucks
with Vegas Thunder
we rule the Heavens
and everything under
the heathen lord wizards
of rock n' roll
the Devil gave up
and sold us his soul"
P.S.
L’album non si riesce a trovare né da ascoltare né da scaricare e io al momento non dispongo della strumentazione per trasferirlo dal vinile; cercherò di metterlo a disposizione delle truppe il prima possibile. Qui intanto potete ascoltare dei preview delle canzoni.
Lo ammetto, ho comprato quest’album per la copertina e per il nome. Stavo frugando nella sezione “Punk” di non ricordo precisamente quale negozio di vinili, quando ho trovato una copia usata a prezzo stracciato e avendo in quel momento qualche soldo da spendere a casaccio l’ho preso.
"No One Fucks With Vegas Thunder", unica uscita discografica dei Vegas Thunder (ovviamente), è stato registrato nel 1999 ed è uscito nel 2000 per la Sympathy For The Records. L’unica altra informazione che si ricava dall’album è la provenienza della band: Tennessee, lo stato dove hanno mosso i primi passi sia il KKK che Elvis.
Internet riesce a fornire un’unica scarna, ulteriore notizia: uno dei componenti, Joe, è presto tornato nel natio Oregon per suonare con altri gruppi, quindi la band deve presumibilmente essersi sciolta in breve tempo.
I Vegas Thunder suonavano come uno strano incrocio tra i Clash di "White Riot", gli Hives e i Nashville Pussy e il loro album è un furioso assalto di garage punk duro, sporco e veloce, a base di chitarre sature di distorsione, basso e batteria tanto lineari quanto violenti e una voce rauca e gridata.
Quindici pezzi dalla durata media di due minuti e mezzo, semplici e furiosi, con riff basilari e taglienti. Niente cazzate, il massimo che si concedono è un piano rock n’roll su “Girls Like You”.
I testi a base di donne e rock'n’roll sono diretti come la musica che li accompagna, e trasudano un’aggressività grezza e feroce.
L’album ha il suo pregio e il suo limite nella sua ignoranza; riesce comunque a dare una bella carica e qualche pezzo, come “Bijon” o "Louder Than God", resta pure in mente. E, in fondo, ogni tanto ci vuole proprio questo: un po’ di pura e semplice violenza sonora.
Niente di meglio quindi in chiusura del testo della title track:
“No one fucks
with Vegas Thunder
we rule the Heavens
and everything under
the heathen lord wizards
of rock n' roll
the Devil gave up
and sold us his soul"
P.S.
L’album non si riesce a trovare né da ascoltare né da scaricare e io al momento non dispongo della strumentazione per trasferirlo dal vinile; cercherò di metterlo a disposizione delle truppe il prima possibile. Qui intanto potete ascoltare dei preview delle canzoni.
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