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lunedì 7 settembre 2015

The Queers/The Manges - Acid Beaters


Striped Records si è presa la briga di ristampare in vinile questo split spettacolare uscito nel 2003!
Che dire...un grande classico, una gemma punk rock, un disco imperdibile, l'ottima prova di due grandi band. 
Sul lato A del nuovo LP dal colore azzurrino troviamo i Queers. La parte di Joe Queer e soci è dedicata solamente alle cover. Scelta inusuale, forse, ma resa alla grande. I pezzi (tutti classiconi) vengono reinterpretati alla perfezione! Da Chewy Chewy, per un inizio super bubblegum, alle strumentali Wipeout (immancabile!) e Ft. Lauderdale che ci proiettano direttamente sul dancefloor. Semplicemente stupenda Girl About Towntrasformata da gemma synth pop/bubblegum a capolavoro punk rock e Sunday Morning rivisitata magnificamente, con quel misto di dolcezza e distorsione che ad ogni ascolto fa sempre scendere la lacrimuccia (R.I.P Lou). Infine chiusura di un lato spettacolare con With a Girl Like You dei Troggs.
Poi tocca ai Manges. Sfido chiunque a trovare un pezzo brutto sul lato B! Senza parole...Frontline, Barrage of Hate, Saving Private Pierson, I Don't wanna Live in Hell, Morphine...5 pezzi spettacolari!
Non dimentichiamo il capolavoro dei Cheap Trick Surrender, altra cover resa alla perfezione. Probabilmente una delle uscite migliori dei Manges e sicuramente tra i miei dischi preferiti.
Insomma disco essenziale per gli amanti del genere! Se per qualche oscura ragione Acid Beaters manca alla vostra collezione (mooolto male!!) siete fortunatamente ancora in tempo per rimediare.

domenica 19 luglio 2015

Intervista ad Andrea Manges - StripedMusic.com

Un anno fa, per via della mia esperienza lavorativa nell'e-commerce, Andrea mi ha chiesto di dargli una mano con StripedMusic.com. L'idea alla base era quella di evolversi e di fare le cose nel miglior modo possibile (quindi cambiare anche piattaforma di vendita – motivo tecnico per cui sono entrato in gioco). A distanza di un anno abbiamo deciso di approfondire il mondo Striped con qualche domanda "piccante" alla SNAFU.

Avevamo finito le immagini del Mago Merlino

Andrea, cosa ti ha spinto a chiudere lo Striped Shop che tutti conoscevano per aprire Striped nuova versione?
Il precedente Striped shop era il mailorder del mio gruppo, che avevo via via allargato ad altre band di amici, la classica "distro". Compri vendi scambi dischi.. Siccome andava bene, ho pensato che mi sarebbe piaciuto farlo diventare un negozio di dischi e sito di merchandising, una versione Europea piccola, ritardata e fuori tempo massimo di Interpunk.

Quali sono le difficoltà principali nell'aprire e gestire un e-shop nella maniera in cui hai deciso di farlo tu? Non sarebbe stato più semplice startene su BigCartel come qualsiasi altra etichetta o band della scena?
Le difficoltà tecniche, burocratiche ed economiche sono tante. Però sono contento e comunque anche se c'è molto sbattimento, mi diverto molto. Una volta c'erano i negozi di dischi, le major, i distributori, le agenzie, insomma il mercato musicale vero e proprio, e poi sotto c'era tutta la scena che lavorava a livello amatoriale.. Ma l'underground ha sempre avuto l'appoggio di label indipendenti, negozi di dischi, management, e compagnie comunque un pò più grandine. Adesso qui è tutto sparito per il punk rock perchè è diminuito il pubblico, sono scomparsi tutti. Io credo che valga sempre la pena provare a mantenere viva la scena nella quale mi trovo e avendo voglia di fare questo passo, mi son detto "perchè no?". Alcuni gruppi del nostro giro dovrebbero avere una chance di vedere i loro dischi e merch distribuiti bene e reperibili facilmente. Io ho messo Striped nella posizione ideale perchè è una ditta che può ad esempio girare comodamente dischi ai distributori di altri paesi, ma allo stesso tempo non ha bisogno di fare profitto ad ogni costo visto che personalmente un lavoro fisso già ce l'ho, e quindi posso decidere di investire nelle cose che mi piacciono senza dover fare troppi calcoli. Anche se è un vero e proprio business, Striped rimane un progetto di cuore e senza troppe pretese esattamente come la mia band.

Sebbene io sia parte attiva di questo progetto non sono mai stato un collezionista musicale. Tuttavia ricordo ancora il mio primo (e ultimo) acquisto su Interpunk di tanti anni fa (epoca MySpace): ci eravamo messi in 10 per far fronte alle spese di spedizione ed alla salassata doganale (che poi era stata pesantissima), avevo chiesto a chiunque informazioni sulle taglie delle t-shirt americane per paura mi arrivassero enormi...insomma uno sbattimento del cavolo per 4 magliette e 2 cd arrivati a casa dopo 4-5 settimane (il tempo di produzione di una macchina praticamente). Teoricamente Striped è una manna dal cielo per i punkrockers italiani....ma in pratica? Puoi farci un bilancio del primo anno?
Io credo che Striped stia andando piuttosto bene... ma sia chiaro stiamo parlando davvero di un'attività molto piccola e che esiste da solo un anno, ci stiamo ancora facendo conoscere e stiamo aggiungendo via via nuovi articoli. Oggi se si è appassionati di musica è possibile relazionarsi direttamente con le band e le label di tutto il mondo per cui è sempre bello e conveniente comprare dai bandcamp e dai bigcartel e simili, e supportare la scena in modi diretti (non dimentichiamo andando ai concerti); i negozi di dischi stanno tutti chiudendo! Stripedmusic.com ha ragione di esistere perchè puoi fare un unico ordine di roba che prenderesti da siti diversi, puoi trovare cose che se no dovresti far arrivare dagli USA, abbiamo in esclusiva Europea il merchandise di gruppi come Screeching Weasel e Queers, e visto che stiamo attenti a cosa succede in giro, puoi scoprire cose nuove. Noi diamo parì dignità ed esposizione ai gruppi esordienti come a quelli storici. Poi cerchiamo di mettere insieme cose diverse dai soli cd e magliette, ad esempio libri, fanzine o poster e stampe, che siano sempre legati al nostro gusto. Inoltre mandiamo spesso via newsletter ai clienti dei codici coupon per sconti quindi c'è anche occasione di risparmiare. Anzi dai, lanciamo anche un coupon per i lettori di questo inutile blog! Codice SNAFUSUCKS per avere sconto 15% su un intero ordine, utilizzabile una volta a testa, da chiunque, entro il 30 Novembre 2015. Basta scrivere SNAFUSUCKS nello spazio per i coupon del carrello prima di pagare.

Con “Striped 2.0” sono arrivati anche gli Official Stores. Quale è la genesi dietro a questo servizio che dai alle band?
Alcuni dei gruppi un pò più popolari, ad esempio Peawees, Deecracks, cominciavano a non farcela a star dietro ai loro rispettivi ecommerce... Gestire gli aspetti web, uno stock di roba in ordine, relazionarsi con chi compra, spedire bene... anche solo alzarsi alla mattina e andare alle poste. Ci vuole tempo e pazienza e anche un po' di predisposizione ad organizzarsi il lavoro. Sai quanti gruppi ci sono che ti fanno aspettare settimane quando gli ordini roba?
Per i Manges ho sempre apprezzato il servizio di interpunk, stampano e vendono il nostro merch e hanno i nostri dischi in conto vendita da 15 anni. Con questo sistema i fan hanno un servizio sicuro e puntuale, le band incassano e si concentrano sulla musica e i concerti e non su queste cose. Nei gruppi, magari anche bravissimi, non per forza ci sono persone che sanno gestire questi aspetti e Striped li solleva dal pensiero dandogli una pagina con tutti i loro prodotti in vendita online e supporto nelle loro attività, inclusa la stampa del merch da vendere ai concerti. Ai gruppi basta linkare noi dalle loro pagine ufficiali e via.

Parliamo un attimo di Striped Records: quali sono i confini entro i quali vuoi muoverti con questa etichetta?
Stripedmusic.com non vuole essere un competitor delle label della scena, ma anzi vorrei fosse al loro servizio... Non so se tutti lo hanno capito visto che certi provano ad ostacolarci o hanno iniziato a farci concorrenza diretta sul web, ma boh.. hanno visto che c'era uno spiraglio nella gara al ribasso sui prezzi e ci si sono buttati. Io cerco di dare anche servizi migliori, spedire velocemente, assistere i clienti, in parole povere, farmi il culo. Prendo anche troppo sul serio il tempo, i soldi e le passioni degli altri. Sono convinto che questa forma di rispetto si veda e venga apprezzata. Non mi interessa svendere gli sforzi e l'impegno di nessuno, tantomeno i miei.

Per ora hai prodotto Zatopeks e DeeCraks, in futuro cosa dobbiamo aspettarci?
Il prossimo passo sarà la ristampa dello split Manges/Queers del 2003 su LP, e il prossimo 7" dei Veterans che si intitola "The Veterans Qu4rtet". La label la gestisco insieme a Mass e ai Manges. Poi ci sono in ballo altri progetti che ci piacerebbero molto ma è presto per parlarne. Non c'è una strategia definita per l'etichetta, voglio stampare dischi che mi piacciono, senza però pensare che Striped Records debba diventare il fulcro di chissà quale "community". Anche perchè oggi stampare dischi costa meno ma i dischi non li vendi più, quindi le attuali label della nostra scena di base fanno poco o nulla, e lo fanno male, spesso lasciando tutto l'investimento sulle spalle delle band quindi dietro ai sorrisi e all'unità sbandierata, a volte ci sono sistemi per approfittare degli altri e trarne vantaggio. Io per lo meno lo dico che un pò di profitto alla fine lo si deve mettere come obiettivo sia per i gruppi sia per chi lavora per i gruppi. Se battessi la testa e decidessi di produrre nuove band gli direi che cercherei di farli vendere più possibile, non gli racconterei che siamo tutti grandi amici e allora veniamoci incontro, che poi magari non è vero niente. Serve anche provare a vendere e mettere un po' di soldi in cassa, magari da investire in strumenti, registrazioni migliori, o una volta tanto pagarci il grafico o l'artista che fa la copertina (che pure quelli sono sempre stati alla fame). Se sei in grado di vendere un cd appena uscito a 5 Euro, credo sia lecito pensare che qualcuno ci abbia rimesso, qualcuno sia stato preso in giro. O che hai investito così poco da non credere per primo al tuo stesso progetto.

Insomma stai fondamentalmente cercando di fare le cose un pò più seriamente della media a cui siamo abituati noi punkrockers.....andare oltre i 3 accordi e tentare di farne un quarto, magari minore, e dimostrare che dopotutto la canzone ne ha guadagnato. Far cagare quindi non è poi molto ok, non trovi?
Il discorso "far cagare è ok" lo condivido in pieno in quanto provocazione e giusta espressione dello spirito punkrock. Le cose belle non necessariamente seguono i canoni comuni, e a volte un ignorante fa un buco nella tela che ha molta più forza e valore di mille pittori che dipingono paesaggi del cazzo tutti uguali e si credono artisti. Però poi alla lunga anch'io penso che "non far cagare è meglio", ovvero si può andare oltre alla tela bucata se lo spirito è sempre quello originale. Una scintilla di creatività o di poesia sopra la media, o molto sopra la media, può nascere anche in chi fa punk, e nella nostra scena sarebbe giusto saperlo apprezzare. La controcultura è sempre una forma di cultura, se invece vuoi azzerare tutto sei solo un barbaro e onestamente non susciti più il mio interesse.  Poi è vero che i punkrockers sono degli artigiani, più o meno ripetono le stesse cose, ognuno col suo stile. Nessuno verrà ricordato ma tutti abbiamo storie da raccontare. Alcuni ostentano certa ignoranza facendone una sorta di performance, e anche quello ha il suo valore se sai guardare alla cosa con ironia. Ma se ci sono gruppi che per meriti loro e con onestà riescono a farsi un seguito più grande, è giusto che crescano senza farsi dare dei venduti...venduti a cosa? A chi? Quelli lì sono ragionamenti da tredicenni. Comunque è vero, come mi diceva Barcella, che se il punk rock Europeo "alla Ramones" non è stato spazzato via è proprio grazie a questa chiusura mentale e ottusità che ci hanno risparmiati dalle contaminazioni con altri generi. Siamo tutti sfuggiti all'ondata garage!

Parliamoci chiaro, col punk rock non si fanno i soldi, né suonandolo né vendendolo...tuttavia si può arrotondare qualcosina...come è il mercato della musica che tanto ci piace? E' facile muoversi al suo interno? Trovare i fornitori giusti che ti danno retta? Trovare i dischi giusti che pensi ti possano far vendere? Com'è riempirsi la cantina di dischi e far quadrare poi i conti?
Come ho già detto su Striped vendo roba che mi piace, che ritengo interessante, o che mi propongono label o altri con i quali collaboro per ragioni di amicizia o stima. Raramente prendo roba che non mi piace o non conosco, pensando di poterla vendere facilmente. I fornitori ti danno retta sì, con la crisi che c'è nella musica label e distributori non vedono l'ora che arrivi uno come me. In questo periodo nella musica tutti vorrebbero vendere e pochi comprano, quindi io che compro ricevo molta attenzione. Una cosa impressionante è che i dischi punk rock, anche roba Fat etc, sono quasi scomparsi dai distributori europei... Credevo di fare meno fatica per farmi arrivare roba simile. I conti quadrano appena. Fai arrivare dischi, pagando spedizioni dogane iva spese varie.. Arrivi a vendere un disco a 18 euro che ci vai in pari, e magari qualcuno si lamenta perchè non costa 10 euro come nel 2002. Anche solo Paypal è una macchina mangiasoldi incredibile per chi vende.

A proposito di conti....il punkrock è un mondo infame pieno di sorrisi di circostanza solo perchè “quello è Andrea dei Manges, magari mi fa aprire una data se gli faccio i complimenti per le chitarrine di All is Well”...ma poi c'è gente che non compra su Striped perchè ha i prezzi alti, perchè fa pagare l'IVA, perchè hanno paura che Andrea si stia arricchendo col punk rock alla faccia di tutti noi sfigati con le all-star. Che ne pensi di questo tema caldo? Fa ridere, ma c'è chi la pensa così....su Google Maps si vede una limousine parcheggiata davanti casa tua....ammettilo.
Io sono un tizio che davanti a casa ha una Panda e che ha aperto un piccolo negozio di dischi online perchè sono appassionato di musica punkrock e se ti immagini che facciamo grandi profitti mi sa che non conosci bene come funzionano le cose. A me sti gran cittadini onesti che poi storgono il naso se c'è da pagare l'IVA sui dischi cominciano a stare un po' sul cazzo. Non credo che questi quando comprano un libro in libreria si lamentano se gli fanno lo scontrino. Ho messo l'IVA in evidenza perchè dall'estero hanno la possibilità di non pagarla, e preferisco risparmiargliela visto che già gli viene messa la dogana sui pacchi più grandi esattamente come successe a te con Interpunk. Ma non so se per fare chiarezza sul sito non mi convenga livellare i prezzi e basta.
Poi boh, i nostri prezzi adesso non sono molto più alti della media e mi pare pure strano dover specificare che paghiamo le tasse. E poi spese varie, il canone di un e-shop affidabile, eccetera, Striped alla fine ha margini di profitto piuttosto bassi, complice anche l'altissima pressione fiscale Italiana. E' come se criticassimo un tabaccaio perchè le sigarette di contrabbando comprate in mezzo alla strada costano meno. La prassi è che altri stampano e vendono in nero e ti danno un servizio alla buona e si infilano in tasca qualche soldo vero, che poi certo reinvestono, e fanno benissimo perchè quello è il cuore della musica undeground. Totale supporto da parte mia a tutto il resto della scena. Io provo solo a metter su un giro più stabile, lavorando con numeri appena più grandi e anche per alcuni gruppi con più seguito, che di conseguenza hanno bisogno di collaboratori che gli garantiscano impegno e costanza. Niente di strano. Le label americane che tutti ammiriamo sono fatte da persone come me, alcune stanno esattamente come me in garage, altre più di successo hanno piccoli uffici o negozi. Non mi pare che si sia mai parlato di boicottare Asian Man o Red Scare o It's Alive, quindi non vedo perchè boicottare Striped. In Italietta io dopo 20 anni provo a fare una cosa e ci sono dei duri e puri con l'iPhone e le converse da 70 euro che hanno il cuore infranto dal mio materialismo? Le band che si fanno il culo a suonare per pochi spiccioli e per tornare al lavoro il lunedì mattina non hanno bisogno di gente così... che poi comunque per i gruppi di professionisti americani tutti quanti aprono il portafoglio senza farsi troppe domande.
Poi adesso non saprei chi sono queste anime belle di cui parli, ma posso garantirti che ci sono sempre state e sono poi sempre spariti tutti nel nulla o tra le pernacchie. A un certo punto fanno figli, cominciano ad appassionarsi di calcio e degustazione di vini e tutte le minchiate che hanno detto di colpo non valgono più niente. Mentre io salgo sul palco con i miei migliori amici per suonare a tutto volume, i "veri punk" degli anni 90 sono a casa a guardare Peppa Pig o X-Factor. Ne riparleremo più avanti allora.

Tutto chiarissimo, una buona parte dei "duri e puri" attuali è anche quella che ha contribuito alla totale morte del ricambio generazionale in questa musica. Troppe "regole" da rispettare....ci sono dei ragazzi appassionati come noi di punkrock che chiamano il nostro giro "quelli con il chiodo alla Ramones"...e si sentono totalmente estranei alla nostra realtà, pur ascoltando anche loro Ramones, Masked Instruder, Nofx, Dear Landlord ecc ecc, quando l'ho saputo mi sono cadute le braccia.
Ecco. Beh tutti noi una mentalità un pò elitaria l'abbiamo sempre avuta, il cool club, è la nostra identità, ma siamo anche sempre stati aperti verso la gente nuova nella scena, purchè arrivasse con lo spirito giusto e senza volersi mettere sotto ai riflettori. Io credo molto nel principio, che magari nell'hardcore è più evidente ma è alla base anche del punk rock, che la distinzione tra artisti e pubblico non ci debba essere. Ma questo non significa che ognuno è libero di rompere i coglioni agli altri. Ad esempio nel 1994, prima dell'esplosione del pop punk post-Dookie diciamo, in Italia l'unico gruppo punk rock che aveva il furgone, riempiva i locali, veniva pubblicizzato e intervistato su radio e riviste erano i Senzabenza. Il resto della scena Italiana era fatto di giovani gruppetti agli esordi come i Manges, noi facevamo anche piuttosto cagare. I Senzabenza, che erano dei gran signori e dei veri punkrockers già all'epoca, si sono presi la briga di invitare questi gruppetti in ogni città ad aprirgli i concerti, farli uscire su compilations, portarli all'attenzione nazionale, e non è che ci fosse internet, se eri di Spezia e avevi 16 anni conoscevi gente di Spezia e basta. Allora noi Manges abbiamo imparato il valore dell'umiltà, che i gruppi che ascoltavamo non erano su un piedistallo, che è bello darsi una mano a vicenda nella scena, che i confini geografici si potevano abbattere con la musica, e ci siamo augurati un giorno di riuscire anche noi a riempire i club quando andavamo a suonare. Tante altre band hanno fatto su un casino, che poi ha finito per guastare l'attività anche agli stessi Senzabenza, e gli hanno dato degli arrivisti, dei commerciali e del chicazzosicredonodiessere. Cioè invece di augurarsi di diventare come loro, li volevano abbassare al proprio livello, come se fosse sbagliato avere un po' di riscontro di pubblico. Oggi quella gente è sparita tutta. I Manges ci sono ancora, i Senzabenza pure hanno ripreso a suonare.

Come per ogni cosa, la qualità si paga...ed in questo caso tra l'altro, se si facesse attenzione, probabilmente ci si accorgerebbe che in fin dei conti si risparmia pure qualche euro. Tuttavia parlo da persona coinvolta, appassionata in genere di iniziative che riguardano lo shopping online e soprattutto da non collezionista. In ogni caso, continuo a non capire perchè fare tanti ordini isolati e non uno cumulativo abbattendo costi e sbattimenti.
Infatti costa comunque tanto anche ordinare vari titoli dalle rispettive label in America e in giro per l'Europa; ci sono cose esclusive che trovi solo da noi o merch che riusciamo ad vendere a prezzi convenienti perchè lo produciamo noi, pagando sempre royalties ai gruppi. Inoltre ho fatto convenzioni con i corrieri quindi in pratica per l'Italia le nostre spese postali sono basse e la consegna, tracciata, è veloce. Certo, su Discogs magari trovi ottime occasioni, ma devi districarti in mezzo a un'offerta enorme e ci sono troppi furboni che speculano, o finisci anche a pagare i dischi 5 Euro di meno ma magari le spese postali 10 Euro di più. Se non ti interessa il catalogo di Striped e vuoi comprare altrove è un conto. Ma se vuoi solo risparmiare allora piuttosto scarica mp3, non raccontarmi di essere un appassionato. I veri collezionisti spendono i loro soldi, ne spendono pure troppi, perchè danno valore alla loro passione. Volere tanti dischi pagandoli poco non significa nulla, se non che costringi le band ad abbassare i prezzi del merch e il compenso per suonare in giro finchè non smettono perchè sfibrati dai troppi sforzi.

Parli da collezionista sfegatato o sei peggio di me che l'ultimo disco ho comprato è stato "Get some Action" dei Radio Days?
No, ho sempre comprato, venduto dischi, speso soldi per la musica ma non sono un accumulatore seriale, anzi una decina di anni fa ho quasi azzerato la mia collezione di dischi.

Parliamo del futuro...prima di tutto di quello più prossimo, l'autunno “caldo” 2015: cosa bolle in pentola?
Ci sono quelle uscite Striped Records di cui si parlava prima, e anche nuovi progetti Manges su cui lavorare, compreso il fatto che ricominceremo a fare concerti. Poi seguiremo le novità nella scena e cercheremo di supportarle come abbiamo fatto fino ad oggi. Stanno nascendo alcune collaborazioni, ad esempio il nuovo 7" dei Temporal Sluts su Mental Beat Records è distribuito da StripedMusicCom.

E ora parliamo degli “scenari futuribili” (come dicono alla facoltà di Design): vuoi fermarti ad essere un “semplice” e-commerce di dischi o c'è la voglia di osare? Il web oramai permette di tutto e per smuovere la noia dell'attuale mondo punkrock bisogna essere dei sognatori; cosa potrebbe diventare Striped nel 2020?
Sarebbe bellissimo avere un vero negozio dove cazzeggiare in compagnia ascoltando e commentando i dischi, ma siamo pochi e sparsi per il mondo quindi purtroppo tocca farlo via web e social. Mi piacerebbe che un giorno Striped producesse contenuti, avesse una vera redazione per il blog e il canale Youtube. Al momento non è possibile pagare dei collaboratori e sai come la penso sullo sfruttare gli altri aggratis per cui vedremo. Non saprei, il web si trasforma continuamente e in modo sempre più veloce per cui è davvero difficile darsi degli obiettivi. Magari ogni tanto vorrei anche non pensare a nulla e godermi la vita! E se poi Striped finisse per chiudere chissenefrega eh, ci si vede in giro.

sabato 26 luglio 2014

STRIPED chiude...e RIAPRE!


Arriva Agosto e anche Striped va in vacanza....ancora un paio di settimane ed il sito chiuderà definitavamente...............MA ATTENZIONE!
Fra Settembre e Ottobre riaprirà i battenti con una nuova URL, una nuova grafica, un nuovo sito, nuovi servizi, nuovi prodotti....un casino abnorme di novità...parola di SNAFU!!

Nel frattempo prima della chiusura, per fare spazio in garage (!!!), c'è una promozione, tutto al 15% utilizzando il discount code STRIPEDDEATH !!!
Dateci dentro!!!!!

lunedì 30 dicembre 2013

Intervista ad Andrea Manges


Chi legge SNAFU non può non sapere chi siano i Manges e di conseguenza sa chi è Andrea Manges. Qualche giorno fa i Manges hanno festeggiato i 20 anni di carriera con un concerto nel loro quartier generale, la Skaletta di Las Pezia. Sappiamo come il pubblico ha vissuto la serata... e la band? Lo abbiamo chiesto ad Andrea

1) La preparazione del concerto per la celebrazione dei 20 anni di carriera dei Manges dev'essere stata lunga... Qualche aneddoto da raccontarci?
Nessuna lunga preparazione! Abbiamo fatto le prove una sera tutti quanti e basta. Volevamo fare in modo che ognuno dei vecchi chitarristi potesse suonare alcuni pezzi che aveva registrato o comunque suonato molto dal vivo quando era con noi, ma senza interrompere il concerto con discorsi o pause: il solito concerto nostro, senza fronzoli o momenti da Italietta. La cosa di cui eravamo contenti è che nonostante le varie sorprese e pezzi che non facevamo da tempo, la scaletta che abbiamo pensato era molto simile a quella che facciamo abitualmente.
Poi certo l'uscita e la promozione del box set e del concerto sono state un po' impegnative.. conta che volevamo fare un doppio Lp con Otis e siamo finiti a far uscire un cofanetto pieno di robba con 54 pezzi recuperati da ogni parte.

2) Impressioni del pre-concerto, del concerto e del post-concerto. Qualche momento particolarmente emozionante?
Preconcerto eravamo un po' tesi e anche molto preoccupati per l'allerta meteo e la scaletta era pienissima ma conta che veramente un sacco di gente ha deciso di non venire all'ultimo. Purtroppo non abbiamo potuto organizzare un po' di cose che avevamo pensato per l'esterno. Durante il concerto mi sono emozionato moltissimo e cercavo di non svenire per il caldo (hai notato il soffitto che gocciolava alla fine?...). Già siamo un gruppo che quando sbaglia ride, ma quella sera proprio l'ultima mia preoccupazione era suonare bene, volevo solo divertirmi con i miei amici e ce li avevo tutti davanti col dito puntato. Post concerto solo tanta festa e ho perso la lucidità presto per le troppe birrette. A letto alle 6, felice. 

3) Vedervi all'opera con Jughead alla chitarra è stato emozionante. Avete parlato dell'ipotesi di tornare a collaborare in futuro?
Con John qualche scusa per sentirci o vederci la troviamo sempre.. vedi ad esempio il suo cameo in Bad Juju. L'anno scorso dopo il concerto di capodanno a Chicago con gli Sw, al quale lui per ovvie ragioni non ha partecipato, siamo andati ad imbucarci ad una festa a casa di un tizio solo per salutare Jughead.

4) Tutti ti staranno chiedendo del Nuovo album dei Manges... Noi invece vogliamo fare gli originali: facci tu una domanda
Quando vi deciderete a gettare la maschera e dare un taglio professionale al vostro blog? E se no, perchè? Confidati.
Si tratta semplicemente dell'impostazione del blog data da Pvt. Snafu, non c'è nessuna maschera, non nascondiamo le nostre identità. Poi la professionalità è soggettiva, ognuno ha il proprio stile all'interno del blog. 

giovedì 26 dicembre 2013

SNAFU 2.0: The Manges Xmas-Parade @ Skaletta


Il Tenente Bucchio esce dalla maggioranza silenziosa stile nerd anni '90 che scriveva letterine al signor M.M. Lupoi per chiedere se Xavier fosse davvero morto nelle prime vignette di eXecuzione (no, ok era Scatasta).....io sono onorato abbia scelto SNAFU per questo avvenimento...e quindi lascio a lui il comando per oggi....



"Nel dicembre 1993 i Manges salirono su un palco per la prima volta. 20 anni dopo sono lieti di invitare amici e fans alla loro festa 'Christmas Parade' ".


I Manges tagliano l'importante traguardo dei 20 anni di attività e lo festeggiano come meglio non si poteva, con un concerto in casa, nel locale che è il loro quartier generale da quando hanno iniziato, da dove sono partiti prima di piantare bandierine in giro per il mondo, con tutti i chitarristi che si sono alternati nel corso degli anni riuniti a suonare tutti insieme nella stessa sera.
Il "dress code" consiglia la maglia a righe, e maglie a righe se ne vedono tante fin dall'apertura della Skaletta; molta gente viene da fuori e, visto il meteo non proprio amichevole, si muove per tempo.
Alla festa partecipano facce vecchie e nuove, vecchi amici, chi segue i Manges da vent'anni, chi li segue da dieci, chi li ha seguiti magari per un po' e poi ha preso altre strade. 
Skaletta vestita a festa e che si riempie da subito, c'è tempo per chiacchiere, birre e cazzi vari in attesa che il concerto cominci, poi verso mezzanotte si abbassano le luci, parte la intro, la gente si accalca, sgomita e poi "1-2-3-4!" e via, che la festa cominci.
Il primo chitarrista a salire sul palco è Mayo, ultimo in ordine di tempo a vestire la maglia a righe e che si spara un po' di pezzi nuovi, con tanto di vocal guest Jughead (arrivato per l'occasione dagli States) su Stalag17, e la gente canta, balla, salta, si diverte.
Cambio volante ed è il turno di Max, bello carico che suona la sua parte di set con classiconi tipo Oh,Mary e She's a Punk.
La gente è sempre lì che si dimena, balla, punta il dito, canta e si diverte.
Breve stacchetto con marcia di Topolino che accompagna l'ingresso di Matteo al posto di Max e via con altro mini set, sempre tirato, canzone dietro canzone, senza intermezzi e con la gente che sta lì e salta e canta e punta il dito e balla e si diverte. 
Altro stacco, parte la sigla dei Munsters ed è il turno di Richie, il chitarrista più longevo dei Manges e via con il suo set. Si rivede Mayo sul palco per cantare Wonder Wheel e la gente sta lì e si accalca e salta e balla e punta il dito e canta e si diverte. 
Un pezzo dietro l'altro, un chitarrista dietro l'altro a ripercorrere vent'anni di punk rock. 
Pausa, parte la sigla di Happy Days, esce Richie e lascia il posto a Hervè, che fu il primo chitarrista dei Manges, prima delle maglie a righe, prima delle bandierine piantate in giro per il mondo e con cui i Manges hanno portato in giro il mini tour in cui rifacevano It's Alive dei Ramones. E infatti con un "noi non siamo i Ramones ma questo pezzo si chiama Rockaway Beach" attaccano con tripletta Ramonesiana Rockaway Beach/Teenage Lobotomy/Commando e poi partono con Bop Bop Bop , primo pezzo uscito in vinile nello Split con i Boyz Nex' Door da "non pagare più di 5 mila lire". 
Ri-stacco. Riparte la Intro, risale Mayo, sale Jughead e via con tripletta Screeching Weasel che la gente canta, punta il dito, salta, sgomita e si diverte. Totally/Guest List e Hey, Suburbia! che scatena il delirio definitivo. 
I Manges ringraziano tutti (e tutti ringraziano i Manges) per la gran serata poi si chiude: Say Goodbye to Your Generation come ormai da tradizione e poi la festa continua con Dj Set punk rock.

Durante il concerto viene consegnata alla Skaletta la maglia a righe da "quinto Manges" , incorniciata e firmata da tutti, in onore dei vent'anni sempre passati fianco a fianco della band.

Per noi di Las Pezia serata doppiamente speciale, in cui ripensi a quando andavi a vedere i Manges fuori ed eravamo quattro stronzi e adesso i concerti sono sempre pieni e c'è la gente che salta, sgomita, balla, punta il dito e canta tutti i pezzi e si diverte.
Spero facciano un'altra data così anche per i ventuno anni perché di serate così non ce ne sono mai abbastanza. 
Io mollo verso le 3 ma dentro c'era ancora un bel casino danzereccio che credo si sia protratto fino all'alba. Torno a casa dopo il giro lungo di saluti a chi vedi sempre ai concerti, a chi vedi quasi tutte le sere, a chi vedi quasi mai, torno a casa stanco, senza voce, con i lividi e me ne sbatto il cazzo se ho quasi quarantanni.

Join the Manges Army, It's a Striped World!

venerdì 18 gennaio 2013

The Veterans - Do It Again



I Veterans hanno annunciato che a breve pubblicheranno ben due 7" e che è già possibile pre-ordinarli. Nell'attesa cuccatevi questo video

martedì 11 dicembre 2012

Veterans - New Stuff Coming Soon


Vi segnaliamo quanto è appena stato pubblicato sulla pagina Facebook dei Veterans 

Hello Papalagi!

We're happy to announce that we are recording 4 new Veterans songs that we plan to release in spring 2013.We're very excited cause some amazing artists accepted to be part of this next production. We will start a fundraising blitzkrieg at the beginning of next year, with pre-orders of records and merchandise; it should be great to do this all together from the beginning. No bullshit, just music and fun. That's all we like here on Easter Island!

Andrea & Alex

giovedì 25 ottobre 2012

The Manges and Fast Food Are Piigs - Split EP 7"

Rumble Records - 2012

Riuscire ad ottenere una copia di questo 7" è stata una mezza impresa: a quanto pare è stato stampato in sole 300 copie ed è pure andato a ruba! Ma parliamo di musica: sul Lato A i Manges propongono una traccia estratta dal loro ultimo Lp, Hit The Punchball, ed una cover dei SenzaBenza, These Tears May Belong To Your Eyes: se non sapessi che si tratta di una cover penserei che i Manges hanno ripescato uno dei loro primi brani dal loro archivio storico. Gli hanno infatti dato un tocco personale, velocizzandola e accorciando l'intro, accentuando quel suond che tanto ricorda la metà degli anni 90 italiani. Hit The Punchball è un pezzone e su questo 7" gira liscio come l'olio ma un brano inedito avrebbe reso il tutto molto più succulento. Sul Lato B gli spagnoli Fast Food mettono sul piatto la loro Waikiki Beach e Sueño de Verano, cover degli Shock Treatment. Purtroppo la band canta in spagnolo e la cosa risulta essere un pesante limite: d'altro canto non mi stupirei se scoprissi che alle orecchie degli spagnoli l'italiano risultasse cacofonico. E' davvero un peccato perché sono convinto che gli stessi pezzi se fossero cantati in inglese sarebbero sicuramente molto più coinvolgenti. Ma attenzione perché la band è sicuramente valida, suona PopPunk con coretti, rullate e ritornelli orecchiabili come piace a noi, è solo inadatta al pubblico italiano. 

giovedì 6 settembre 2012

Nuovo (Vecchio) Video per i Manges


Gli Spezzini fanno sempre le cose con stile e in occasione del loro tour Giapponese hanno ri-editato il videoclip di Bad Juju. 
Enjoy!

domenica 5 agosto 2012

Teenage Bubblegums - Learn from yesterday, live for today, pray for tomorrow

Monster ZeroRecords - 2012

I Teenage "pepe al culo" Bubblegums hanno aumentato la velocità a manetta...pop punk suonato a 3mila all'ora stile Ramones dell'ultimo periodo (che amo) senza tante palle..solo 1-2-3-4 e una canzone dietro l'altra. Ci vorrebbero sempre più band così.
Se da un lato apprezzo in modo smisurato la scelta stilistico-musicale-attitudinale (fanno live di 10 minuti ora, chapeau!) dall'altro lato questo dischetto da 10 pezzi ha la pecca di sembrare un pezzo unico suonato per 15 minuti.....il rischio è quello dopotutto, si sapeva a priori.
Non fraintendiamo, i pezzi sono fighi e frenetici....uniscono pura melodia pop a quella carica da charleston a mille all'ora che emoziona sempre ogni fan dei fratellini del Queens....tuttavia la sequenza di canzoni ti lascia un pò quel gusto amaro di come se ascoltassi per 10 minuti di fila "I don't wanna live in hell" dei Manges.
Avete presente il classico effetto del LA, FA#, RE e MI ripetuti all'infinito?? Ecco...sarà che anche qui c'è Andrea dei Manges in veste di produttore (qualcuno aveva fatto notare questa propensione in tempi non sospetti fra i ringraziamenti di un vecchio 7" split....).
Scherzi a parte....i Teenage Bubblegums hanno fatto sicuramente strike con questo CD e probabilmente sapranno migliorarsi ancora di più nel tempo...per me la strada giusta l'hanno saputa trovare....e non è cosa da poco.
Belle sia le grafiche che le foto dal gusto minimal a cura di Ally Bubblegum e del Bucchio e testi presenti nel booklet...così si fa!

Kill That Girl - Broken Hearted

Making Believe Records - 2012

Il nuovo CD dei Kill That Girl non è per niente male...potremmo dire scherzosamente essere l'album della maturità...o qualcosa di simile.
Fondamentalmente non ci sono cambi di sound da evidenziare: i ragazzi stanno continuando a suonare quel pop punk di stampo ramones/mangesiano (?!?) a cui ci hanno sempre abituati nel bene o nel male, ma a questo giro qualche arrangiamento più curato e forse un certo Andrea Manges in veste di produttore hanno dato quel tocco in più al lavoro.
A parte l'intro presa in prestito da Ritorno al Futuro che fa sempre piacere ascoltare, il cd si apre con "Sick of You" che sembra uscire dal self-titled dei Radio Days di un bel pò di annetti fa....non male.
Si prosegue nell'ascolto senza gridare al miracolo anche se le stoppatine ben poco ramonesiane di "Hang Around"  sanno conquistare l'orecchio seguite poi a ruota dalla ballatona "Nothing is Wrong" che convince e fa tenere il tempo con lacrimuccia.
Da segnalare poi la cover di "Lost and Found" dei Badtown Boys che sinceramente ignoravo, ma rende parecchio e fa alzare la velocità del disco e "Soldier is my name" che è un clichè Lillingtoniano che ti acchiappa senza pretese.
In definitiva un buon lavoro, a tratti anonimo, a tratti sopra la media che viene impreziosito dagli artwork del Bucchio e da un booklet di qualche bella paginetta comprensiva di testi.

mercoledì 25 luglio 2012

Tour Giapponese e 7" Split per The Manges & The Apers


Tutto vero! Le voci che circolavano da qualche tempo sono state confermate stamattina. Vi potreste chiedere che ce ne dovrebbe fregare dal momento che siamo a migliaia di kilometri da Osaka piuttosto che da Tokyo... Ma onestamente quì in caserma siamo solo contenti per i nostri connazionali spezzini e per la band capitanata da Kevin. Il tour è stato organizzato dalla Dumb Recors che pubblicherà a breve anche un 7"in tiratura limitata dal titolo Manges Play The Apers/Apers Play The Manges

Punk Rock don't stop

sabato 7 gennaio 2012

Teenage Bubblegums - New album preview


I Teenage Bubblegums stan tornando con un nuovo CD targato Monster Zero Records e con un produttore d'eccezione: Andrea dei Manges. Date un ascolto alla preview......cosa ne pensiamo noi? Bè...SN...ovvero Situation Normal....tutto regolare, nessuna novità....it's only pop punk baby and we like it!