martedì 3 gennaio 2012

Legion75


Qualche giorno fa, alla stazione Termini, mentre aspettavo di scoprire il binario del mio treno, mi ero buttato come al solito sull’edicola per cercarmi qualcosa da leggere nel viaggio con l’idea di  riprendere magari a seguire una serie a fumetti. Dopo la fine della seconda vita di Jonathan Steele, sulle pagine della Star Comics, l’unica uscita che seguo fedelmente è Playboy.
Così l’occhio cade sul primo numero di un fumetto bimensile edito proprio della Star Comics.
La copertina m’ispira, lo apro. Scopro che l’autore è Walter Riccio, che era stato tra gli autori della gustosa miniserie “sword and sorcery” Khor. Affare fatto, lo prendo.
La serie si configura subito in modo particolare: segue infatti due storie parallele, ambientate nella stessa continuity ma a dieci anni di distanza, che si articolano in tre capitoli per numero, alternando uno di una con uno dell’altra.
Il punto di partenza per entrambe è Londra. La prima si svolge nel 1975 e segue le vicende di Byron Truman, spietato assassino dell’MI6 che si trova di nuovo davanti il killer psicopatico che dieci anni prima gli ha portato via la donna e l’illusione di una vita felice, lasciandolo nel suo inferno di omicidi, alcol e acidi.
La seconda storia parte dieci anni dopo, in una Londra distrutta e deserta, in cui un guerriero barbuto senza nome né memoria della sua vita precedente combatte contro le creature della Legione, l’insieme di razze mostruose che hanno spazzato via la razza umana dalla faccia della Terra. Gli altri elementi che legano una storia all’altra, così come il resto della trama, non ve li racconto nel caso quest’articolo fosse abbastanza interessante da invogliarvi a leggerlo.
Questo primo numero di Legion75 mi ha convinto abbastanza. I personaggi sono ben caratterizzati, compresa l’interessante simmetria tra Truman, tormentato dal passato, e l’Uomo Senza Nome tormentato invece dalla sua assenza. C’è una sana dose d’azione e perché no, anche di violenza, che tiene il ritmo sempre vivo e fa scorrere veloci le pagine, anche grazie alla particolare articolazione in capitoli alternati.
Non mi ha convinto lo stile del disegnatore della prima storia, troppo frettoloso e abbozzato, soprattutto considerando il lavoro più accurato dei due che hanno disegnato quella del 1985.
Si tratta comunque anche di gusto personale, e bisognerà vedere chi nel prossimo numero si occuperà di matita e china.
Di sicuro Legion75, per il momento, si è guadagnato il diritto d’acquisto per il prossimo numero.

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