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lunedì 15 agosto 2016

Punk Rock Holiday 1.6

Punk rock holiday 1.6: cosa c'è realmente da dire? Hanno suonato i Descendents... il live report potrebbe finire qui ma ci sono state chicche di livello, momenti esilaranti, birra, grappe, gare di blasfemia e... pioggia e freddo fottuto! Impossibile fare un report dettagliato, ci limitiamo a raccontarvi i momenti salienti.


Day #0 - Warm up show
Giornata perfetta: il sole scalda e si può fare il bagno al fiume anche se l’acqua è gelida. Il campeggio è già pieno e in giro si vedono Milo e Joey Cape fare foto con i fan. Ci rendiamo subito conto che il merch delle band è deludente. Fortuna che c’è il banchetto della Fat Wreck direte voi… invece anche loro fanno cagare: aprono i battenti alle 20, li chiudono alle 22 e fanno subito il sold out. Gestione a culo ma a quanto pare vincente. Poco male però perché la festa inizia già con gli Useless I.D. ma è con i Lagwagon che il pubblico esplode: suonano una valanga di pezzi da Hoss e il pubblico è incredulo dalla felicità. Set bello, anche se avrei voluto qualche pezzo in più da Let’s talk about feelings. Chiusura bomba con i Sick Of It All, che si confermano essere degli animali da palcoscenico. Ottima partenza coronata da un bel after party in spiaggia. 

Presa bene - Photo by Claudine Strummer

Day #1 - Tocca a Milo & Co.
Il tempo sembra promettere bene… sembra, ma ci fotte a tradimento. Siamo ancora presi beni per i Flag (qualcuno anche per gli Iron Regan) quando salgono sul palco i Bouncing Souls: sparano uno dei set più belli del festival con una scaletta che sembra composta solo di sing-a-long paurosi. Sul finale si intravede l’inizio del dramma: inizia a diluviare proprio su Hopeless Romantic e True Believer  - da qui in avanti ribattezzata “we are the cuba libre”. La cosa però è emozionante perché il pubblico continua a fare stage diving come se non ci fosse un domani. Finito il set la pioggia sembra dare tregua. Già cantiamo vittoria quando i Descendents salgono sul palco... però poi capiamo che se vogliamo vedere la band migliore del pianeta dobbiamo sopportare l’acqua. Il concerto ce lo becchiamo sotto il diluvio ma col cazzo che schiodiamo: siamo commossi e nonostante la falsa partenza (Milo sembra senza voce per i primi 4/5 pezzi) il concerto si rivela una bomba atomica. Qui il video, impossibile descrivere l'emozione. 
Ritorno a casa drammatico tra fango e diluvio, ma ne è valsa la pena.

Gli eroi - Photo by Claudine Strummer

Day #2 - NOFX + Agnostic Front = T.N.T.
Piove tutta la mattina e tutto il pomeriggio. Alle 19 spiove ma il fango è ovunque. Decidiamo comunque di non mollare il colpo e veniamo premiati. A Wilhelm Scream impeccabili, NOFX per una volta suonano facendo delle pausa accettabili (quanto Fat Mike parla sento il rumore di palle che rimbalzano sul pavimento) e…. gli Agnostic Front! Delle mine di ignoranza al napalm. Miglior set della giornata. Nota di merito anche per gli Strung Out che contro le mie aspettative hanno fatto un grande set. 

Authority Zero - Photo by Claudine Strummer

Day #3 - Jello is an angry punx
Non piove più ma fa freddo. Voci di corridoio dicono che Imbalzano ci ha spedito una coperta calda e una partita di ’nduja che però non è mai arrivata a destinazione. Abbiamo un momento di cedimento quando al banchetto della pizza dei rastoni puzzoni si mettono a ballare sulle note dei Persiana Jones. Il mondo sembra fare schifo. Ma ci facciamo forza: i Flatliners generano un dibattito feroce tra chi li ha trovati perfetti e chi invece ha schifato la scaletta. Per quel che vale la mia opinione mi sono garbati parecchio. Vincitori della giornata gli Authority Zero che riescono a movimentare il pubblico alla grande. Poi Jello Viagra sale sul palco e, anche se la band suona da paura, non risulta molto trascinante. Solo 4 pezzi dei Dead Kennedys, filippiche sulla corruzione e tanta presa male. La cosa più divertente del set è che quando la gente sale sul palco per fare stage diving, Jello la butta giù personalmente con tanta cattiveria: “dude, this is my show, not yours”. Best moment: una ragazza gattonando cerca di passare sotto le gambe di Jello che per poco non le cade rovinosamente addosso.
Niente after party in spiaggia, troppo freddo stasera, si va avanti a casa con caffè borghetti gentilmente offerto dal Maggiore Lupo (fornitore ufficiale di alcol per tutta la vacanza).

Slander - Photo by Claudine Strummer

Day #4 - Off With Moyano
Il sole c’è ma non ci sono gli Off With Their Heads. La cosa rende la giornata poco interessante musicalmente. I Total Chaos avrebbero dovuto suonare nello stagno (cit.), i No Fun At All sembrano i Bad Religion dei poveri e i Millencolin hanno fatto uno show pietoso… o almeno così mi hanno detto perché mezza caserma a quel punto stava presidiando il banchetto delle grappe con immenso successo. Unica band veramente figa della giornata gli Slander (Italians do it better!). La giornata sembra essere stata poco entusiasmante ma non è così: è stata aggiustata dalle perle di saggezza blasfema di Moyano (chi legge questo blog non può non sapere chi è costui) e dal Live Punk Rock Karaoke. Sul palco a caso 100 persone alla volta sulle note di  Nofx, Rancid, etc. After party bomba per una chiusura di festival da paura!

Pvt. Machete: Che aggiungere? Il Punk Rock Holiday come al solito è stata la miglior festa che degli stronzi come noi possano volere, pur avendola trovata per vari motivi un po’ sotto lo standard fissato l’anno scorso ha comunque dato la paga a tutti gli altri giorni dell’anno, festività incluse. Gli Authority Zero si son rubati lo show e si son portati a casa il miglior live della settimana (secondo me eh) tenendo tutto quanto il PRH in pugno dal primo secondo all’ultimo, ho visto per la prima volta i Descendents e son stati la band più veloce che io abbia mai visto (trova la cit.!), i NOFX han fatto uno show d’altri tempi: poche chiacchiere, pezzi suonati velocissimi e pochissimi errori, mi fa girare un po’ i coglioni che siano gli unici con cui la security ha fatto la security italiana durante lo show, l’atmosfera ne ha un po’ risentito. Tra l’altro nel pit ho perso il cellulare e mi è toccato cagare senza smartphone. Altri tempi eh. 
I Lagwagon mi han preso il cuore come al solito, i Millencolin me l’hanno spezzato facendo inopinatamente cagare a spruzzo, peggior concerto mai visto fare a una band di cosiddetti professionisti. A Whilelm Scream di una violenza e di una precisione mostruose, secondo tanti sono i migliori al mondo a suonare live il genere e non mi sento di dargli troppi torti… Idoli del PRH i tipi vestiti da donna che andavano in giro cantando “Don’t Call Me Wife”, il tipo che ha provato a fare stage diving con 2 birre in mano e la sopracitata tipa che ha provato a farsi menare da Jello Biafra. Unico posto al mondo dove puoi vedere robe così… 
See you next year, Tolmin!

venerdì 8 maggio 2015

Live Report: Groezrock Day 2

Dopo un primo giorno esaltante, ci ripresentiamo sul suolo del festival presto proprio per vedere più band possibili! C'è ancora un po' di stanchezza da ieri ma siamo pronti e belli carichi!



DAY 2

Interrupters
Pvt. Romance: Arriviamo un po’ in ritardo e purtroppo ci perdiamo gli Holy Mess, ma riusciamo a vederci l’ultima parte del set del quartetto Californiano. I Bivona brothers e Aimee fanno ballare tutto l’Impericon Stage con annessa cover dei mai troppo lodati Operation Ivy.
Real McKenzies
Pvt. Flavia: Ero curioso di vederli ma rimango mezzo deluso. Sono poco trascinanti e dopo un po' la cornamusa diventa molesta. Me ne vado a metà live.
Off With Their Heads
Pvt. Flavia: Concertone! Tra i migliori live del secondo giorno! Gli OWTH suonano alla grande, con intensità, belli carichi e non risentono del main stage. La scaletta è incentrata principalmente sui pezzi nuovi (quelli che preferisco!) e si chiude in maniera stupenda con Clear The Air cantanta da Ryan in mezzo al pubblico.
Pvt. Rehab: Nonostante qualche grave mancanza in scaletta (tipo Trying to Breathe e I Just Want You To Know) tirano giù un concerto di altissimo livello. Emozionanti!
Pvt. Romance: D’accordo con i miei colleghi! Ryan e soci sono presi benissimo. A onor del vero due giorni prima al pre-show era stato ancora meglio , ma stavolta suonano Die Today e sono felice come una Pasqua.
Direct Hit!
Pvt. Flavia: Altra certezza! Band che dispensa sempre grandi spettacoli. I Direct Hit sul Revenge Stage non fanno eccezioni e fanno un ottimo live.
Pvt. Romance: C’è poco da aggiungere, grande live band. Il batterista è una macchina e Nick un grande frontman. In quanto ad energia non sono secondi a nessuno!


Teenage Bottlerocket
Pvt.Flavia: Come i Masked Intruder ripetono il bel concerto di Milano. Si vede che la band è in ottima forma.
Pvt. Rehab: Meglio di Milano. Ray limita quei merdosi urli da gallina strozzata e il set scorre liscio come l’olio.
Pvt. Romance: Non li vedevo dal 2009 e non mi hanno convinto più di tanto forse anche a causa di una scaletta non proprio di mio gradimento. Suonano qualche pezzo del disco nuovo tra cui la bellissima I Found The One. Tra l’altro ogni volta che Kody cambia il testo in: “Yeah she always treats me right I wanna fuck her every night” la mia mente vaga e mi immagino documentari di National Geographic sull’accoppiamento delle otarie (Copyright di Finnigan White).
Frenzal Rhomb
Pvt.Flavia: Devo dire che sono la grande delusione di questo Groezrock, i pezzi che avevo ascoltato a casa mi avevano acchiappato...ma live suonano tutt'altro...non mi hanno preso per niente e dopo un po' me ne vado.
Pvt. Rehab: Quoto Flavia al 100%
Pvt. Romance: Anche se i quattro australiani sono in giro da una vita io li avevo sempre colpevolmente ignorati. Punk rock che mi ricorda a tratti i Vandals. Non proprio la mia cup of tea, ma non male! A metà set me ne vado per accompagnare il mio amico Paolino a vedere i Counterpunch.
Counterpunch
Pvt.Flavia: Ringrazio i Frenzal Rhomb per avermi fatto scappare dal main stage ed aver così scoperto i Counterpunch. Veramente ottima band, che sforna un ottimo live di hardcore melodico veloce, preciso e con belle melodie. In scaletta anche una International You Day cantata e suonata alla perfezione!! Mille pollici in su!
Pvt. Romance: Non li conoscevo per niente, ma bella scoperta (grazie Paolino!!!). Punk rock tendente all’hardcore melodico anni 90 suonato con precisione e con corame a manetta.
The Loved Ones
Pvt. Rehab: Occhi a cuore e pelle d’oca per Dave Hause e compagni. Frontman di livello, (auto)ironico senza risultare ridicolo, salta come un pazzo, surfa senza smettere di cantare e a tratti imbraccia pure la chitarra (la terza sul palco… sto male!). Non potevo chiedere di meglio!
Pvt. Romance: Totali! Iniziano con Suture Self e chiudono con Jane. Nel mezzo The Bridge, 100K, The Inquirer, Pretty Good Year, Arsenic e altre perle. Che band, che live, che Davidino.
Banner Pilot
Pvt.Flavia: I Banner Pilot hanno un mezzo riscatto dopo il live abbastanza moscio di Milano. Il Back to basics stage risponde bene a un'esibizione più intensa, partecipata e che risolleva le mie aspettative. Complici dei suoni ottimi la band ne esce veramente bene. L'unica pecca è la voce di Nick... a sto punto mi sa che meglio di così non riesce a fare.
Pvt. Rehab: Vedo solo il finale ma mi pare che Nick abbia perso la voce… accettabili.
Pvt. Romance: Riesco a vedere l’ultima parte causa concomitanza con i Loved Ones. Boh…proprio non ce la fanno a convincermi. Hanno dei pezzi strepitosi, ma dal vivo sono proprio piatti.
Good Riddance
Pvt. Romance: Non sono un estimatore e vedo solo una parte del set però che tiro! Precisi, potenti e con un batterista incredibile. Non c’è che dire…questo sì che è saper fare bene il proprio lavoro!
OFF!
Pvt.Flavia: Band che dà lezioni di stile a tutti! Altro live che va diritto nel podio dei migliori del secondo giorno! Mi piazzo davanti agli amplificatori di Dimitri per essere stordito dalle sue plettrate. Keith è sempre una certezza e non si può non amarlo... e il trio dietro... che cazzo di band! Anche loro tra poco in Italia, non vedo l'ora!
Pvt. Rehab: Sono poche le band HC che riescono a emozionarmi… gli OFF! in questo senso sono i numeri uno.
Pvt. Romance: Come sopra riportato.


Agnostic Front
Pvt.Flavia: Inaspettatamente esibizione spettacolare degli Agnostic Front! Durante il loro live tutto gira per il verso giusto: doppio pedale a manetta, distorsioni pesanti, Stigma che fa il tamarro mentre Roger è proprio in forma. Se sono piaciuti a me vuol dire che han proprio spaccato.
Pvt. Rehab: Quoto ancora Flavia. Non amo l’HC ma hanno fatto un set pazzesco…forse i migliori della giornata!
The Mighty Mighty Bosstones
Pvt.Romance: Li vedo distrattamente da fondo tendone, non sono un amante del genere, ma il gruppo ska punk capitanato da Dicky Barrett fa veramente un grande concerto! Tra l’altro uno dei pochi gruppi del genere con sezione fiati super fornita (due sassofoni e trombone).
Millencolin
Pvt.Flavia: I Millencolin mi hanno annoiato di brutto...avranno anche suonato bene...ma figa il loro live è di un piattume allucinante....tutto uguale...boh...
Pvt. Rehab: Eh non ci posso fare nulla… mi annoiano a morte.
Pvt. Romance: Chiaramente sono d’accordo con i miei colleghi! No, non è vero! Quasi non ci credo a quello che sto scrivendo, ma a sto giro I Millencolin finalmente mi hanno convinto. Fanno un po’ di pezzi nuovi (che fanno ben sperare per il disco in uscita) e un sacco di pezzoni Mr Clean, Lozin Must, Bullion, Olympic, Fox, Penguins & Polarbears. Chiudono con la mia preferita, Bullion, non avrei potuto chiedere di meglio.
Refused
Pvt.Flavia: Senza dubbio miglior esibizione del festival. Loro una spanna sopra tutti. Non sono un loro fan ma tanto di cappello davanti ad un live del genere. Dei mostri sul palco e Dennis Lyxzèn è un frontman della madonna. Voto 10.
Pvt. Romance: C’è stato il Groezock e poi ci sono stati i Refused. Come dice Flavia, una spanna sopra tutti! Ho avuto la fortuna di vederli anche due giorni prima in un locale minuscolo ed è una di quelle cose da raccontare ai nipotini. Iniziano con Elektra dal nuovo disco in uscita e proseguono intervallando classici come Rather Be Dead e Deadly Rhythm (con innesto di Raining Blood di Renato Zero) con un paio di altri pezzi nuovi. Con Tannhäuser / Derivè se ne vanno per pochi minuti prima di rientrare e chiudere con New Noise e Worms of the Senses / Faculties of the Skull dall’epocale The Shape of Punk To Come. Che gruppo!

domenica 22 luglio 2012

Live report: Rock In IdRho 2012



Chi c'era è incazzato nero, chi non c'era si è risparmiato una batosta di proporzioni colossali...l'edizione 2012 del Rock In IdRho sarà ricordata per l'EPIC FAIL da parte della Hub Music Factory. Ma andiamo con calma.
Partiamo prestissimo con l'intenzione di vedere i Cerebral Ballzy che sono in scaletta ad un orario improponibile...14.10!!I cinque di Brooklyn non hanno molta fortuna con le date a Milano...dopo la prima apparizione fuffa, in un locale semideserto prima di una serata zarra (eravamo si e no in 15 per loro), questo secondo tentativo è destinato ad essere fuffa quanto il primo...non si riesce veramente a farli suonare in un contesto decente, un po' più adatto a loro?! Vabbè lasciamo perdere..scopriremo solo una volta tornati a casa che in realtà i Cerebral al Rock In IdRho non ci sono mai arrivati...a causa di un blocco stradale in Germania dice l'organizzazione...a causa di un hangover diciamo noi...c'è chi dice di aver visto il cantante passeggiare in giro per il festival...bah, insomma si inizia alla grande!!
Noi alla fine riusciamo ad arrivare solo per l'inizio dei Derozer (almeno ci siamo risparmiati l'incazzatura per il pacco dei Cerebral)


Sono le tre e la distesa di cemento che oramai ospita qualsiasi grande concerto a Milano è quasi vuota. Almeno questa volta non c'è il "pit" e per fortuna il tempo è clemente; c'è un bel sole, non fa tanto caldo, c'è una bella arietta e ogni tanto qualche nuvola fornisce un po' d'ombra...si sta proprio bene!


Come nell'edizione del 2007, ai Derozer tocca suonare presto, scelta azzeccata perché nonostante l'orario la gente sotto al palco è già un bel po'. Sono in tanti ad essere arrivati presto per loro e Seby ringrazia. Il concerto passa veloce e senza nulla di che da dire...i rozzi suonano bene e la risposta del pubblico è forte; tanti sono i ragazzi che si divertono, cantano e pogano. 
Finito il loro set andiamo a svaccarci all'ombra. Per fortuna quest'anno si sono decisi ad aprire l'area a sinistra, a ridosso della fiera, che offre abbondante ombra e bancarelle varie. Da lì sentiamo il concerto di Frank Turner & The Sleeping Souls, band che non conosco ma di cui mi hanno parlato tutti bene. Frank suona canzoni dal piglio cantautoriale con chitarra acustica e band al seguito per dare più solidità all'esibizione. Il risultato è  positivo e ci sentiamo un bel concerto mentre ci mangiamo i panini all'ombra.
Dopo Frank Turner tocca ai Sum 41.


Appena attaccano inizia a piovigginare debolmente...ma nulla di che...la band inizia un pochino spompa ma si riprende subito con Mr. Amsterdam e Motivation...tuttavia proprio sulle note di In Too Deep la pioggia inizia ad intensificarsi fino a diventare un vero e proprio acquazzone. In molti corrono al riparo nella parte all'ombra tranne qualche centinaio di persone che continuano a divertirsi sotto la pioggia.


Il concerto continua ma la pioggia diventa più intensa. Durante Walking Disaster i Sum iniziano ad avere problemi con la strumentazione. I suoni vanno e vengono e i quattro canadesi sono costretti a fermarsi. Dopo una pausa di circa cinque minuti, Deryck al microfono dice che gli è stato imposto di fermarsi...la delusione della gente è molta, soprattutto di quelli che nelle prime file sono resistiti sotto la pioggia. Così la band, un po' spaesata, decide di suonare un ultimo pezzo (Fat Lip) e scappa via.
Sotto alla struttura che ci ripara dalla pioggia assistiamo all'acquazzone mentre sul palco la strumentazione dei Sum viene smontata in fretta e furia per far posto a quella dei Pil. Ad un certo punto una voce anonima da dietro il palco inizia a checkare il microfono e tutti temiamo il peggio. Viene dato il primo fatidico annuncio il cui sunto è: a causa delle condizioni avverse del tempo, che è previsto peggiorare, e per motivi di ordine pubblico e sicurezza siamo costretti a sospendere l'evento.
Restiamo tutti basiti...la pioggia è stata forte ma oramai sta diminuendo...e in più problemi di ordine non ce ne sono perché la gente o si diverte sotto la pioggia o sta tranquilla al coperto. Passano altri cinque minuti in cui il pubblico inizia a rumoreggiare in disappunto, e poi si sente di nuovo la voce. Questa volta la versione  è diversa: a causa del forte acquazzone l'impianto è stato TOTALMENTE danneggiato e quindi è impossibile proseguire con l'evento. Ok la pioggia è stata forte, ma sarà durata sì e no 20 minuti...il tipico acquazzone estivo...ho vissuto e visto situazioni peggiori...in cui si continuava a suonare anche sotto il diluvio...o il palco l'han costruito col culo oppure non c'è spiegazione...inoltre il meteo dava per certo un acquazzone nel pomeriggio, non è stato nulla di inaspettato...
Nel frattempo ha quasi smesso di piovere e sta spuntando il sole, la gente si accalca verso il palco spaesata e in cerca di spiegazioni. Per la terza volta la voce da dietro il palco ripete chiaramente (proprio attraverso l'impianto che dovrebbe essere TOTALMENTE danneggiato) l'annuncio in quella che sembrerebbe la versione definitiva: l'impianto è totalmente danneggiato in più è previsto un peggioramento delle condizioni atmosferiche, quindi siamo costretti ad annullare il festival. Questa volta l'annuncio l'hanno sentito forte e chiaro tutti e per quanto si possa essere delusi o arrabbiati non c'è nulla da fare. Però i dubbi sono molti! Soprattutto vista la decisione presa in fretta e furia subito dopo l'esibizione dei Sum, senza temporeggiare per vedere come sarebbe cambiato il tempo...infatti per le 17.30 il sole splendeva e le nuvole si stavano allontanando...eppure all'ingresso, alla gente che stava arrivando, lo staff diceva che il festival era stato annullato per maltempo(?!?). Inoltre i danni (ammettendo che ci siano stati) erano veramente così irreparabili?!?
A mio parere le spiegazioni possibili sono tre:
1)L'organizzazione si è cagata in mano per l'acquazzone e temendo un peggioramento delle condizioni (che poi non ci sarà) si è inventata la scusa dell'impianto rotto per far andare via la gente ed evitare problemi ( soprattutto dopo le sfighe successe di recente a vari festival).
2)L'impianto si era effettivamente rotto (ho letto in giro di gente che ha parlato con lo staff al mixer il quale gli ha assicurato che l'impianto era perfettamente funzionante).
3)Dati i pochi biglietti venduti l'organizzazione ha preso al volo la scusa del brutto tempo per intascarsi i soldi dell'assicurazione e pararsi il culo per un eventuale perdita (anche se a me non sembrava ci fosse così poca gente).
Insomma a posteriori si possono fare tutte le considerazione del caso, ma resta il fatto che l'organizzazione si è mossa in maniera pessima e ha annullato l'evento a caso. Basta leggere il PENOSO comunicato stampa comparso sul sito poche ore dopo. Ultimamente i media hanno messo in luce come  l'industria dei concerti live sia in crisi in Italia...interi paginoni su Repubblica e Il Corriere. Che la gente vada meno ai concerti è un dato di fatto...ma le aziende, come HUB o Live Nation (per chi è stato l'anno scorso al Sonisphere a Imola) si rendono conto che quello che offrono è SCANDALOSO?!? Sono anni che oramai i festival in Italia sono organizzati di merda, una ripercussione sull'affluenza del pubblico mi sembra ovvia e un episodio del genere non fa altro che aggiungersi alla storia piuttosto penosa dei concerti nel nostro paese.
Morale della favola: il Rock In IdRho 2012 è stato una merda...non c'è stata neanche una rivolta in seguito all'annullamento...un po' d'azione...niente...solo timide proteste e qualche atto di innocuo vandalismo. Ovviamente sappiamo già che il rimborso promesso dalla voce dietro al palco non ci sarà mai.
Alla fine la certezza è una sola: se vogliamo vederci i Rancid ci tocca andare all'estero.

giovedì 14 giugno 2012

Millencolin - The Melancholy Collection


Per celebrare i 20 anni di attività i Millecolin hanno fatto le cose in grande! 
Esce per la Epitaph The Melancholy Collection, seguito all'album omonimo del 1999 che raccoglieva i primi due EP della band, varie b-side e pezzi finiti in compilation. In questo caso la formula è più o meno la stessa, infatti il disco contiene due inediti più dodici b-side dal periodo di Pennybridge Pioneers ad oggi. In aggiunta al CD trovate un DVD di circa 90 minuti con il "making of" di Pennybridge Pioneers, filmati d'archivio, live e interviste alla band. Insomma un bottino piuttosto ricco per i fan!
Nonostante li abbia sempre seguiti, i Millencolin non mi hanno mai entusiasmato. Un loro grande "difetto", a mio parere, è quello di aver sempre fatto album piuttosto mediocri, con 2/3 massimo 4 canzoni belle e il resto tranquillamente trascurabile...e purtroppo il nuovo The Melancholy Collection non fa eccezione. 
Il disco si apre con i due inediti Carry You e Out From Nowhere, pezzi non male, probabilmente i migliori del disco, tipico sound pop punk con ritornellone e cori trascinanti. Si sente che questi due brani sono vicini alle ultime uscite dei Millencolin, e, pur non essendo dei pezzoni, suonano genuini. Le b-side sono piuttosto mediocri, è come se la band avesse cercato di "adattarle" al sound dei due inediti e rendere l'album più omogeneo...ma con scarsi risultati. Alcuni brani ci stanno, altri proprio no...diciamo che è un album che gira tranquillamente nello stereo, senza pretese e senza lasciare traccia, leggermente al di sotto della tipica mediocrità di (quasi) ogni album dei Millencolin. Purtroppo mancano i pezzoni che riuscivano a salvare gli altri album, ed essendo una raccolta di b-side il tutto suona piuttosto disomogeneo e poco compatto.
Peccato...per i vent'anni si poteva fare di più...intanto aspettiamo di vederli al Rock In Idrho