Costo del biglietto improponibile, orario assurdo (come cazzo può uno che lavora essere alle sette di sera ad un concerto al giovedì, fanculo!), headliner dei peggiori, l'ultima volta poi un gran pacco: le premesse sono pessime; verrebbe proprio voglia di stare a casa: ma sono i Rancid, sono anni che non li sento (Bologna 2002, può essere?) e poi gli amici saltano fuori come funghi: chi prende due ore di ferie, chi direttamente scappa dal lavoro, chi salta la pausa pranzo: insomma ci siamo, carichi di birre (e grappa)...
L'entrata al parco è assolutamente devastante: km a piedi sotto il sole e poi transenne tipo gardaland per portarti alla coda per esser controllato, che poi ovviamente riusciamo a far entrare tutte le birre che abbiamo...ma intanto si avvicina l'ora (chiedo scusa per lo scavalco della transenna per aver saltato la coda ma ero in trance agonistica). Arriviamo finalmente dentro quando si sente "never feel in love till i feel in love with you...": riesco pure a scroccare il braccialetto per andare sotto il palco e via: delirio!
Cazzo che scaletta: saccheggiano let's go e and out come the wolves senza pietà: Salvation, Nihlism, Back and blue, , St. Mary, (cazzo da quanto l'aspettavo!), Olimpia WA, Maxwell murder, Jurney to the end, Old friend, the 11 hour, ovviamente Time bomb e infine Ruby soho: spettacolo, come mi urla un amico nel pogo tutto sudato: "non c'è tregua Tommy, oggi non c'è tregua!!", fanno anche un paio di pezzi nuovi e poi East Bay night, fall back down, something in the word today: cazzo peccato non abbian fatto Corazon de oro...
Devo confessare che li pensavo spompi e vecchi: col cazzo! Suonano un'ora e un quarto (a spanne) senza pause: Lars è un cazzo di toro ma lo sapevamo, tiene su tutto, suona e canta sempre ma Tim è quello che mi stupisce di più, lo pensavo devastato ma quel cazzo di barbone ce la fa ancora, canta e suona e salta! e poi la voce di Tim chi cazzo ce l'ha? Quello meno in forma mi è sembrato Matt, molto statico ma se sai suonare il basso come lui cazzo te ne frega!
Gran concerto, sudato, pestato, oggi mi muovo poco ma ragazzi questi sì che sono un gruppo! valeva la pena, eppoi in mezzo al casino ti trovi tutti gli amici che sembrano saltar fuori dal nulla (anche dalla Spagna!) ma che figata!
Green Day: che palle! ma dai suonano due ore! si ma se per mezz'ora fai pipponi moralisti che neanche Mattarella e per un'altra mezz'ora gridi eeeeeeeoooooooooo mi rompi le balle! Quello che più ti fa incazzare è che i pezzi li hanno ma ormai il loro non è un concerto è solo uno show per famiglie, con i Queen per aprire e cover dei beatles e rolling stones: tristezza! Proviamo anche a buttarci davanti nelllo pseudo pogo ma resistiamo pochi minuti con mamme e fidanzatini che ci guardano come se fossimo marziani appena accenniamo ad una spinta su when i come around: decidiamo di andarcene!
Honor Is All We Know è l'ottavo album in studio dei Rancid. E' un disco arrivato un po' di sorpresa...si sapeva che c'era qualcosa in cantiere, ma nessuno si aspettava che tutto partisse da tre pezzi (fighi) e un video presentati un po' dal nulla.
Gradita preview, bella sorpresa e grande operazione di marketing; infatti prima che l'album uscisse effettivamente in copia fisica, tutti lo avevamo già ascoltato, tra pezzi in pre-listen e video su video.
Sono 14 le tracce di Honor Is All We Know per una durata di circa 30 minuti. Bella differenza con il precedente Let The Dominoes Fall (doppio cd di non so quanti minuti), che oltre alla lunghezza eccessiva, aveva messo sul campo pezzi non entusiasmanti (con poche eccezioni). Invece questa volta sono le canzoni a fare la differenza, e chi dice che si tratta brani mediocri che potevano essere scritti da qualsiasi band sbaglia di grosso. Già nelle tre tracce da cui era partito tutto (Collision Course,Honor Is All We Know e Evil's My Friend) si aveva un chiaro spaccato dell'album. Un pezzo che strizza l'occhio verso lo street punk, un brano punk rock classico, e infine l'immancabile pezzo in levare. Insomma la storia dei Rancid. Honor Is All We Know è un'album che coniuga alla perfezione tutte le sfaccettature della band di Berkeley; non è nè troppo questo, nè troppo quello, rappresenta la giusta proporzione...ed è per questo (e per i bei pezzi) che è un lavoro molto ben riuscito. Back Where I Belong è il classico brano da apertura, con il bridge con la chitarrina pulita da pelle d'oca. Poi i brani già citati che spaccano, e tante altre belle canzoni: Power Inside, Diabolical etc...In the Streets sembra venire direttamente da ...And Out Come The Wolves... , ascoltando Already Dead sembra di essere in un film western, e Everybody's Sufferin classico levare con l'organetto. Insomma gran bel lavoro e consigliato a tutti.
Cari Rancid...vi siete impegnati a fare un bell'album...ora bisogna impegnarsi anche a fare un bel tour.
Ma che bello quando il 2.0 viene usato senza paura anche per recensire da un punto di vista diverso "robe" che già noi soldatini della Caserma abbiamo pubblicato. Prendete spunto dal marmittone Matteo che moriva dalla voglia di dirci la sua su questo concerto dei Rancid a Londra.....e poi sappiamo tutti che il Pvt. Flavia quando viene mandato in missione è sempre sbronzo!
...er biglietto...
Dietro gentile invito della caserma mi adopero a realizzare un'altra recensione del concerto dei Rancid a Londra. Per la cronaca sono la stessa persona che ha recensito il concerto dei Casualties il mese scorso, ho cambiato il nome solo per essere più facilmente identificabile in caso di future pubblicazioni, ma vabbè...Passiamo al concerto.
Dopo il vuoto interiore lasciatomi dalla mancata occasione di vedere uno dei miei due gruppi preferiti quest'estate a Milano, per i motivi che ben sapete, decido di puntare alla trasferta, individuando nell'ultima data del tour inglese per i vent'anni della band quella più congeniale.
La sera del concerto le porte aprono alle 6.30 pm e l'ingresso nel teatro è piuttosto veloce. Il posto in questione è proprio bello, il più adatto per questo tipo di concerti soprattutto dal punto di vista delle dimensioni: al piano terra c'è la platea, molto vicina al palco e collegata ad un piano leggermente rialzato dove sono presenti due bar, un guardaroba e i banchetti del merchandising delle band; il tutto è sovrastato da una balconata con accesso riservato a pochi intimi. Biglietto a 30£ più prevendita e teatro pieno.
Alle 7.00 pm partono puntuali gli opener "The Uppercuts" con un breve ma interessante show di una trentina di minuti seguiti dai "The Warriors", vistosamente più in su con gli anni dei primi ma comunque anch'essi autori di una degna prova. Una cosa che mi ha assolutamente sorpreso è stata la fulminea velocità con cui, nel corso di tutta la serata, veniva smontato il palco di una band e preparato quello per il gruppo successivo: davvero notevole.
Si arriva così in breve tempo al primo dei due headliner, i Cock Sparrer. Li conoscevo più che altro per fama e ho sperato invano di poter sentire dal vivo una loro canzone a cui sono molto affezionato ma che non è generalmente prevista nei loro concerti. Nonostante questo hanno dato vita ad un bellissimo live con un'ora abbondante di Oi! alla vecchia maniera e un batterista davvero entusiasmante (non che i suoi colleghi siano stati da meno, sia chiaro). Oltretutto mi hanno dato la possibilità di scoprire loro canzoni, magari anche famose, ma che prima non conoscevo come la bellissima "Because you're young" o "Argy Bargy".
Dopo un altro repentino cambio di strumentazione e la messa in scena dell'amplificatore di Lars con la scritta "lars" ricavata in "Marshall" (ma non del cartello "Armstrong Av" sopra la cassa di Tim... cazzo che dimenticanza!) spuntano i quattro ragazzi americani e subito parte lo show: si parte con la bellissima "Radio", seguita dall'altrettanto bella "Roots Radicals" con Branden Steineckert che si improvvisa scalatore e si arrampica sulla batteria per incitare il pubblico durante l'ultima strofa. La stessa scena mi pare si ripeta per altre 2 volte nei minuti successivi; non penso e non credo sia una novità nei concerti di questo tipo però vista in quel contesto la scena mi ha divertito un casino.
Si prosegue con l'autocelebrativa "Last One to Die" e si arriva al momento di Matt Freeman con "Journey to the End..." e "Maxwell Murder". Essendo un bassista (o meglio uno che suona col basso) ed essendo Matt per me una divinità non nego di essere venuto per vederlo e anche per sentirlo ma questo mio ultimo desiderio è stato esaudito solo in piccola parte. Infatti, non so ancora per quale motivo, Matt ha cantato da solista solo la strofa e i ritornelli previsti in "Rejected" tralasciando però pezzi epici come "Black & Blue" e "Tenderloin" (cito questi perchè non mancano MAI nelle loro scalette ma ce ne sarebbero molte altre con lui prima voce... ma niente). Dal canto suo Tim si distingue, oltre che per la barba (???), anche per le sue tipiche movenze che a mio parere nei loro live ci stanno benissimo, mentre Lars è quello che più di tutti e quattro interagisce col pubblico (veramente partecipe ed entusiasta) che riceve dallo stesso professor Frederiksen un bel 9 su 10 per il circle pit che prende vita nel corso di "It's Quite Alright". Dopo la pausa chiudono in bellezza due classici come "Time Bomb" e "Ruby Soho". Finita l'esibizione Tim scende verso la folla e riesco a dargli una manata sulla spalla e, come già fatto ben notare da chi mi ha preceduto nella recensione, Lars consegna le scalette solo alle tipe e non ai "collezionisti" come il sottoscritto. In compenso riesco a portarmi a casa il plettro mezzo sbiadito di Matt, anche se non quello effettivamente utilizzato da lui ma solo uno dei tanti che vengono tenuti da parte e lanciati a fine concerto al pubblico... ma va bene così!
Di seguito pubblico l'elenco completa dei pezzi suonati, ricostruito tramite la pessima (ma utile) registrazione audio fatta col cellulare; unica nota: ero convinto che avessero suonato "The Wars End" ma nella registrazione non l'ho sentita... o me la sono persa o ho le allucinazioni.
...il plettrazzo...
1. Radio
2. Roots Radicals
3. Last One to Die
4. Journey to the End of the East Bay
5. Maxwell Murder
6. The 11th Hour
7. Dead Bodies
8. The Way I Feel
9. Nihilism
10. Salvation
11. Bloodclot
12. Olympia WA
13. Listed M.I.A.
14. Old Friend
15. I Wanna Riot
16. Hooligans
17. Avenues & Alleyways
18. Rejected
19. St. Mary
20. It's Quite Alright
21. East Bay Night
22. Something in the World Today
23. Fall Back Down
24. Time Bomb
25. Ruby Soho
I Rancid si apprestano a chiudere il tour che celebra i loro vent'anni di attività con un intenso week end di concerti a Londra, e noi della caserma non possiamo farci sfuggire l'occasione, soprattutto dopo il clamoroso EPIC FAIL del Rock In IdRho.
Perdermi una delle mie band preferite, con cui sono cresciuto, durante il tour dei vent'anni sarebbe stato da pazzi! Così, presi i biglietti per le date di sabato e domenica (aggiunta all'ultimo data la velocità con cui sono andate sold out le prime due), mi preparo ad essere paracadutato in terra d'Albione. Anche questa volta il tempo ha cercato di rovinare la festa ma, nevicate a parte, alla fine sono atterrato tranquillamente.
Ad aprire i concerti, a parte varie band "minori", i Cock Sparrer, in una sorta di "Co-Headline show" che vedrà i Rancid aprire la serata di sabato e viceversa i Cock Sparrer quelle di venerdì e domenica. L'HMV Forum si trova alla fermata di Kentish Town, arrivato in stazione sono purtroppo sprovvisto di mappa, non so bene dove dirigermi, sto ancora pensando a chi poter chiedere, quando mi giro e dietro di me sulle scale mobili c'è proprio Lars! In tenuta 100% Skinhead ed insieme ad alcuni skin suoi amici esce a gran velocità dalla fermata della metro. Lo pedino fino ad arrivare all' HMV Forum che non è altro che un vecchio teatro riadattato a sala concerti. Il posto è bellissimo, veramente spettacolare! E' ancora presto e le porte sono ancora chiuse, così mi fiondo nel pub più vicino, il The Venue affollato di Skinhead, per qualche pinta prima del concerto.
Non conoscevo bene i Cock Sparrer...giusto qualche canzone...e sinceramente non me ne fregava tanto...l'Oi! non mi è mai piaciuto...insomma il mio mood era: "sono venuto per i Rancid...non mi frega un cazzo di sti skin, ma dato che me li han messi in scaletta sentiamoli".
Alla fine del loro set invece ho cambiato totalmente opinione!Che gran concerto! Si abbassano le luci, parte la classica intro e questi bestioni con la testa rasata salgono sul palco e attaccano a razzo con Riot Squad e Watch Your Back! Il pubblico reagisce con un gran pogo che si fermerà raramente durante il live. La band suona carichissima e potente, il cantante saltella di continuo ed ha una gran voce, tutti si muovono di qua e di la e sul palco sembrano divertirsi alla grande! I pezzi sono suonati molto più veloci che su disco e live rendono decisamente meglio. La scaletta è una sorta di "best of", tra le più famose What It's Like To Be Old dedicata scherzosamente a Lars e cantata in coro da tutto il pubblico, Argy Bargy, Because You're Young e Where are They Now. Il Cantante più volte tesse le lodi di Lars "he's a gret guy...etc etc" (ma non dei Rancid!) e rimarca come invece per i Cock Sparrer sia il quarantesimo anniversario!Breve pausa e, dopo un'ora, è già tempo per i bis, tra cui l'immancabile England Belongs To Me. Boh sarà stata la location strafiga, la presa a bene per i Rancid, o le pinte pre-gig insieme agli skin...fatto sta che mi sono ritrovato a cantare a squarciagola pur non sapendo le canzoni e mi sono divertito un sacco. Questi vecchiacci hanno tirato fuori un live con i controcoglioni.
Ovazione del pubblico quando viene alzato il telone dei Rancid! Dopo i consueti 30 minuti di cambio palco compaiono i quattro di Berkeley; Branden è una bestia...sarà alto più di due metri ed è megamuscoloso, Matt sembra in gran forma, Lars è in look total skinhead e Tim con la barba sembra un barbone di San Francisco. Per un attimo il pubblico rimane in silenzio, Tim si avvicina al microfono : "Never fell in love, till I fell in love with you..never know what a good time was until I had a good time with you..." l'inizio che non ti aspetti, Radio spettacolare! Il pubblico esplode! Subito attaccata Roots Radicals, pezzo che chiunque ha coverizzato almeno una volta in sala prove...nostalgia della mia adolescenza. Poi Matt inizia il riff di basso di Journey to the End Of East Bay...semplicemente pelle d'oca. Che dire con un'inizio così...una tripletta del genere farebbe sfigurare qualsiasi scaletta! La band è in gran forma! Confermate assolutamente le voci di chi li aveva visti al Groezrock. Breve pausa, Lars dice due parole sulla serata e poi tocca a Last One To Die, Maxwell Murder con il solito assolone di Matte The 11th Hour (4 pezzi su 6 da ...and out come the wolves...). Segue l'insolita coppia Dead Bodies e the Way I Feel, poi Bloodclot, Lars ricorda che l'intento del tour è quello di celebrare i vent'anni del gruppo come una festa, poi aggiunge che dopo queste ultime date si concederanno un po' di pausa per poi tornare in studio in gennaio a registrare il nuovo album che, salvo complicazioni, sarà pronto per l'inizio dell'estate! Noi attendiamo speranzosi! Il concerto prosegue, Tim è semplicemente fantastico! Lars da quando è in fissa con l'essere skin fa un po' ridere...durante tutto il concerto sfoggia una serie di SG customizzate con sopra serigrafati dei leoni inglesi e la Union Jack...ma per favore! Si va avanti con Nihilism e Listed M.I.A. poi Lars si rivolge al pubblico: "Everybody's got their dancin' shoes on? Cause we're gonna play three in a row!": Old Friend, I Wanna Riot e Hooligans tutto l'HMV Forum balla scatenato e le birre volano a destra e a manca. Un attimo di pausa in cui la band si riprende poi Tim invita Matt a cantare con lui nella prossima canzone, parte Rejected seguita da East Bay Night. Siamo oltre metà concerto e viene dato spazio a pezzi più "vecchi" come Salvation, la bellissima St.Mary, Something in the World Today. Tim dedica Olimpia, WA al suo amico Lars, tutto il pubblico canta in coro, segue Avenue & Alleyways in cui Lars invita il pubblico a cantare Oi!Oi!Oi! Prima di lasciare il palco c'è ancora tempo per una bellissima Fall Back Down. Breve pausa e poi bis da brividi con Time Bomb e Ruby Soho.
Che dire...è difficile essere oggettivi...è la band che desideravo vedere da più tempo e che non avevo mai visto...concerto memorabile in una location bellissima, hanno suonato alla grande, scaletta stupenda, nulla è andato storto, organizzazione perfetta. A fine concerto Tim è sceso sotto al palco a fare foto con i fan, Lars ha fatto il marpione e ha regalato plettri e scalette solo alle tipe.
Chi c'era è incazzato nero, chi non c'era si è risparmiato una batosta di proporzioni colossali...l'edizione 2012 del Rock In IdRho sarà ricordata per l'EPIC FAIL da parte della Hub Music Factory. Ma andiamo con calma.
Partiamo prestissimo con l'intenzione di vedere i Cerebral Ballzy che sono in scaletta ad un orario improponibile...14.10!!I cinque di Brooklyn non hanno molta fortuna con le date a Milano...dopo la prima apparizione fuffa, in un locale semideserto prima di una serata zarra (eravamo si e no in 15 per loro), questo secondo tentativo è destinato ad essere fuffa quanto il primo...non si riesce veramente a farli suonare in un contesto decente, un po' più adatto a loro?! Vabbè lasciamo perdere..scopriremo solo una volta tornati a casa che in realtà i Cerebral al Rock In IdRho non ci sono mai arrivati...a causa di un blocco stradale in Germania dice l'organizzazione...a causa di un hangover diciamo noi...c'è chi dice di aver visto il cantante passeggiare in giro per il festival...bah, insomma si inizia alla grande!!
Noi alla fine riusciamo ad arrivare solo per l'inizio dei Derozer (almeno ci siamo risparmiati l'incazzatura per il pacco dei Cerebral)
Sono le tre e la distesa di cemento che oramai ospita qualsiasi grande concerto a Milano è quasi vuota. Almeno questa volta non c'è il "pit" e per fortuna il tempo è clemente; c'è un bel sole, non fa tanto caldo, c'è una bella arietta e ogni tanto qualche nuvola fornisce un po' d'ombra...si sta proprio bene!
Come nell'edizione del 2007, ai Derozer tocca suonare presto, scelta azzeccata perché nonostante l'orario la gente sotto al palco è già un bel po'. Sono in tanti ad essere arrivati presto per loro e Seby ringrazia. Il concerto passa veloce e senza nulla di che da dire...i rozzi suonano bene e la risposta del pubblico è forte; tanti sono i ragazzi che si divertono, cantano e pogano.
Finito il loro set andiamo a svaccarci all'ombra. Per fortuna quest'anno si sono decisi ad aprire l'area a sinistra, a ridosso della fiera, che offre abbondante ombra e bancarelle varie. Da lì sentiamo il concerto di Frank Turner & The Sleeping Souls, band che non conosco ma di cui mi hanno parlato tutti bene. Frank suona canzoni dal piglio cantautoriale con chitarra acustica e band al seguito per dare più solidità all'esibizione. Il risultato è positivo e ci sentiamo un bel concerto mentre ci mangiamo i panini all'ombra.
Dopo Frank Turner tocca ai Sum 41.
Appena attaccano inizia a piovigginare debolmente...ma nulla di che...la band inizia un pochino spompa ma si riprende subito con Mr. Amsterdam e Motivation...tuttavia proprio sulle note di In Too Deep la pioggia inizia ad intensificarsi fino a diventare un vero e proprio acquazzone. In molti corrono al riparo nella parte all'ombra tranne qualche centinaio di persone che continuano a divertirsi sotto la pioggia.
Il concerto continua ma la pioggia diventa più intensa. Durante Walking Disaster i Sum iniziano ad avere problemi con la strumentazione. I suoni vanno e vengono e i quattro canadesi sono costretti a fermarsi. Dopo una pausa di circa cinque minuti, Deryck al microfono dice che gli è stato imposto di fermarsi...la delusione della gente è molta, soprattutto di quelli che nelle prime file sono resistiti sotto la pioggia. Così la band, un po' spaesata, decide di suonare un ultimo pezzo (Fat Lip) e scappa via.
Sotto alla struttura che ci ripara dalla pioggia assistiamo all'acquazzone mentre sul palco la strumentazione dei Sum viene smontata in fretta e furia per far posto a quella dei Pil. Ad un certo punto una voce anonima da dietro il palco inizia a checkare il microfono e tutti temiamo il peggio. Viene dato il primo fatidico annuncio il cui sunto è: a causa delle condizioni avverse del tempo, che è previsto peggiorare, e per motivi di ordine pubblico e sicurezza siamo costretti a sospendere l'evento.
Restiamo tutti basiti...la pioggia è stata forte ma oramai sta diminuendo...e in più problemi di ordine non ce ne sono perché la gente o si diverte sotto la pioggia o sta tranquilla al coperto. Passano altri cinque minuti in cui il pubblico inizia a rumoreggiare in disappunto, e poi si sente di nuovo la voce. Questa volta la versione è diversa: a causa del forte acquazzone l'impianto è stato TOTALMENTE danneggiato e quindi è impossibile proseguire con l'evento. Ok la pioggia è stata forte, ma sarà durata sì e no 20 minuti...il tipico acquazzone estivo...ho vissuto e visto situazioni peggiori...in cui si continuava a suonare anche sotto il diluvio...o il palco l'han costruito col culo oppure non c'è spiegazione...inoltre il meteo dava per certo un acquazzone nel pomeriggio, non è stato nulla di inaspettato...
Nel frattempo ha quasi smesso di piovere e sta spuntando il sole, la gente si accalca verso il palco spaesata e in cerca di spiegazioni. Per la terza volta la voce da dietro il palco ripete chiaramente (proprio attraverso l'impianto che dovrebbe essere TOTALMENTE danneggiato) l'annuncio in quella che sembrerebbe la versione definitiva: l'impianto è totalmente danneggiato in più è previsto un peggioramento delle condizioni atmosferiche, quindi siamo costretti ad annullare il festival. Questa volta l'annuncio l'hanno sentito forte e chiaro tutti e per quanto si possa essere delusi o arrabbiati non c'è nulla da fare. Però i dubbi sono molti! Soprattutto vista la decisione presa in fretta e furia subito dopo l'esibizione dei Sum, senza temporeggiare per vedere come sarebbe cambiato il tempo...infatti per le 17.30 il sole splendeva e le nuvole si stavano allontanando...eppure all'ingresso, alla gente che stava arrivando, lo staff diceva che il festival era stato annullato per maltempo(?!?). Inoltre i danni (ammettendo che ci siano stati) erano veramente così irreparabili?!?
A mio parere le spiegazioni possibili sono tre:
1)L'organizzazione si è cagata in mano per l'acquazzone e temendo un peggioramento delle condizioni (che poi non ci sarà) si è inventata la scusa dell'impianto rotto per far andare via la gente ed evitare problemi ( soprattutto dopo le sfighesuccesse di recente a varifestival).
2)L'impianto si era effettivamente rotto (ho letto in giro di gente che ha parlato con lo staff al mixer il quale gli ha assicurato che l'impianto era perfettamente funzionante).
3)Dati i pochi biglietti venduti l'organizzazione ha preso al volo la scusa del brutto tempo per intascarsi i soldi dell'assicurazione e pararsi il culo per un eventuale perdita (anche se a me non sembrava ci fosse così poca gente).
Insomma a posteriori si possono fare tutte le considerazione del caso, ma resta il fatto che l'organizzazione si è mossa in maniera pessima e ha annullato l'evento a caso. Basta leggere il PENOSOcomunicato stampa comparso sul sito poche ore dopo. Ultimamente i media hanno messo in luce come l'industria dei concerti live sia in crisi in Italia...interi paginoni su Repubblica e Il Corriere. Che la gente vada meno ai concerti è un dato di fatto...ma le aziende, come HUB o Live Nation (per chi è stato l'anno scorso al Sonisphere a Imola) si rendono conto che quello che offrono è SCANDALOSO?!? Sono anni che oramai i festival in Italia sono organizzati di merda, una ripercussione sull'affluenza del pubblico mi sembra ovvia e un episodio del genere non fa altro che aggiungersi alla storia piuttosto penosa dei concerti nel nostro paese.
Morale della favola: il Rock In IdRho 2012 è stato una merda...non c'è stata neanche una rivolta in seguito all'annullamento...un po' d'azione...niente...solo timide proteste e qualche atto di innocuo vandalismo. Ovviamente sappiamo già che il rimborso promesso dalla voce dietro al palco non ci sarà mai.
Alla fine la certezza è una sola: se vogliamo vederci i Rancid ci tocca andare all'estero.