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sabato 11 febbraio 2017

Live Report - Beach Slang & Touché Amoré

Beach Slang sponsorizzati dalla Tuborg

Mercoledì sera si fa macchinata per andare a sentire i Beach Slang al Decibel di Magenta. La data gasa abbastanza: l'album nuovo è figo, me li sono persi all'ultimo tour, sono curioso di vedere la nuova formazione e, ciliegina sulla torta, ad aprire la serata ci sono i Red Car Burns da Lodi. Ora io vorrei sbilanciarmi su questi ragazzi...ogni volta che suonano o aprono a qualcuno cerco di arrivare presto perchè i Red Cars Burns sono un'ottima band ed è sempre un piacere sentirli suonare. Quindi non mi dilungherò sul fatto che hanno spaccato, su che pezzi han suonato etc....dico solo: seguiteli! Spaccano! 
Tocca poi ai Beach Slang che salgono sul palco sulle note di Wannabe. Atmosfera un po' moscina. C'è poca gente, non particolarmente presa bene, in pochi cantano...insomma un po' di piattume generale. I Beach Slang comunque fanno il loro dovere! Performance live promossa abbondantemente, scaletta figa con tutti i pezzoni: Filthy Luck, Porno Love(!!), Ride the Wild Haze, Punk In A Disco Bar, American Girls, Atom Bomb, Punk Or Lust etc...(purtroppo assente The Perfect High, una delle mie preferite). La bella Aurore alla chitarra suona bene ma sembra stia eseguendo il compitino, il batterista spacca...ma JP secondo me spaccava di più. Non so...formazione buona ma un po' incompiuta. A chiudere cover della seconda canzone preferita di James Alex....ci chiediamo quindi quale sia la prima. Live portato a casa, serata più o meno....rimane un po' l'amaro in bocca. 

Angel Du$t sfuocati dal mio cellulare.

Il giorno dopo suonano i Touché Amoré al Legend di Milano. Renato mi ha messo la pulce nell'orecchio e in giornata ascolto qualcosina. Quello che sento non mi dispiace e in più vengono sponsorizzati anche dal buon Poma (trendsetter) quindi devo andare per forza. Ancora mi mangio le mani per quella volta che non ascoltai lui e Melo e mi perdetti i Menzingers al Ligera. Presente stasera al Legend anche Imbalzano...le fondamenta della scena punk rock piano piano stanno cedendo. Il primo impatto una volta entrati nel club è l'opposto di ieri: pieno di gente e presa bene generale. Stanno finendo gli Swain, dei ragazzi magri, vestiti di nero e con tanti capelli lunghi. Non fanno per me, sono un po' troppo da presa male, arrivo solo per gli ultimi tre pezzi ma quello che sento non mi convince. Non saprei neanche dire quello che fanno...tante influenze, un po' punk...un po' grunge...un po' presi male...boh sarà per la prossima volta. Dopo di loro tocca agli Angel Du$t....e cavolo ci sono andato in fissa....veramente...mi hanno fatto prendere strabene. Aveva ragione Moyano (che li ha visti la sera prima) quando mi ha detto: "guarda che spaccano"....non era ubriaco! O forse si....ma che importa! Alcuni pezzi sono proprio HC anni 80, super veloci e con riff taglienti, altri invece sono più melodici, 100% punk rock, potrebbero benissimo essere usciti dalla penna di Ben Weasel. Il tutto con un sound tendente al garage, un po' alla Spits e che ricorda anche un po' delle loro melodie. Gran performance live con gente presa bene a pogare e due ragazzine a cantare al microfono. Nuova band preferita! A chiudere i Touché Amoré, band con uno dei nomi più di merda della storia. Nonostante il nome, la band di L.A. fa comunque un gran live! Non starò qui a dirvi che brani hanno suonato perchè prima dell'altro ieri non li avevo mai sentiti, ma sono contento di averli visti e probabilmente sto iniziando ad avere qualche affinità col post-hardcore/emo...e magari anche Imbalzano...chi lo sa...gran live comunque! Non perdeteveli la prossima volta!

lunedì 21 novembre 2016

Beach Slang - A Loud Bash Of Teenage Feelings


Anno tormentato questo 2016 per i Beach Slang: in aprile sfiorano la rottura nel bel mezzo di un concerto e poco dopo il batterista JP viene cacciato, in ottobre invece, subito dopo l'uscita di A Loud Bash Of Teenage Feelings, il chitarrista Ruben Gallego viene accusato di molestie sessuali e per questo costretto a lasciare la band. Registrato con ancora JP alla batteria, il secondo album in studio della band di Philadelphia esce a 11 mesi di distanza dal precedente The Things We Do To Find People Who Feel Like Us. Scontato dire che i due album sono molto simili, anche se quest'ultimo sembra avere un sound più melodico e trascinante. Strana apertura affidata a Future Mixtape For The Art Kids dove l'effetto sul cantato di James Alex lo fa assomigliare a Marilyn Manson. In seconda posizione invece troviamo Atom Bomb (uno dei singoli estratti) e il disco parte a cannone. Belle melodie certificate in Art Damage e Hot Tramps con gli arpeggini ormai diventati un trademark del sound della band. Punks In A Discobar altro singolo estratto, dedicata alle volte che, invece di andare in trasferta in Brianza, andiamo al Rocket. Il disco si conclude con le melodie nostalgiche e sognatrici di Wasted Daze Of Youth e The Perfect High (arpeggino sul ritornello da brividi). Da segnalare il formato sempre curatissimo con booklet gigante. Insomma disco da ascoltare bene...all'inizio non mi aveva preso...ma ora lo promuovo a pieni voti. Godiamoceli finchè durano!

domenica 14 febbraio 2016

Due notti con i Beach Slang


Vale la pena di prendere un giorno di ferie e spararsi 300km di autostada infame (a.k.a. la Cisa) per vedere 4 scappati di casa americani? A scatola chiusa non saprei... ma dopo aver fatto tutto questo e anche di più non vorrei mai tornare indietro. I Beach Slang si portano dietro un ettolitro di presabbenaggine a testa e sono dei siluri con un gran tiro. Ma andiamo con ordine.
Bologna - Freakout. 18 euro di ingresso (8 per una tessera che non potrò riutilizzare da nessuna parte). La cosa peggiore è che sembra di essere in uno squat marcio dove la gente puzza di default. Si parte male ma non ci facciamo intimorire. Sul palco ci sono già i Lags, band romana che potrebbe spaccare ma perde parecchio a causa della monotonia che li caratterizza. Poi tocca a Petal: un inno femminile e acustico alla noia. Finalmente tocca ai 4 di Filadelfia e il pubblico esplode di gioia. Non sembra nemmeno di sentire la stessa band a cui siamo abituati su disco. Suonano qualsiasi pezzo il pubblico gli chieda - incluse perle come We are nothing - intrattengono il pubblico con gag esilaranti e alla fine James Alex scende dal palco per abbracciare i pazzi in prima fila. Insomma sembrerebbe un set già di per sé perfetto ma il pubblico non vuole mollare la presa e i quattro non si fanno pregare sparando cover su cover di Jawbreaker e Replacement. Semplicemente bellissimo. 
Livorno - Surfer Joe. Non paghi di questo meraviglioso delirio saltiamo sul blindato e schiacciamo l'acceleratore fino a Livorno. Serata fotocopia? Nemmeno per sogno: il Surfer Joe è un locale della madonna e nonostante si cominci a suonare molto più tardi i Beach Slang sembrano voler alzare ancora il tiro regalando un concerto ancora più punk rock di quanto pensavamo fossero capaci. Il pubblico è molto più esaltato, qualcuno anche un pelo troppo: si cade sul palco, volano microfoni e si svuotano i polmoni. NAPALM! Anche stasera cover di chiusura. Ma dato che siamo in un posto dove non ci si può prendere male si va avanti a fare festa fino a notte fonda con Licastro e Co(cks) ad animare la pista da ballo. Bilancio grasso!
Torniamo a Milano con una bella scorta di presabbenaggine e tanta voglia di replicare il prima possibile.
I hope when I die, I feel this alive

sabato 16 gennaio 2016

Beach Slang - The Things We Do To Find People Who Feel Like Us


Difficile rimanere sullo stesso livello di Cheap Thrills On a Dead End Street? Si. Il primo full lenght dei Beach Slang esce nel 2015 in Ottobre, James Alex finalmente può dare sfogo alla propria inquietudine esistenziale. Voce soffusa, chitarrine, concettualità...diciamo che quello sentito nei 7" precedenti viene un po' esasperato e dopo vari ascolti quest'album ne esce come qualcosa di incompiuto, sicuramente poteva essere di più. Strano perchè ai primi ascolti mi aveva preso veramente bene, e anzi l'avrei messo nella mia top 5 delle uscite 2015. Poi è subentrata la noia e i pezzi che salvo non sono molti. Sicuramente l'opening Throaways e Ride The Wild Haze, dove finalmente si sente un po' di energia. Sul lato B risuta vincente l'accoppiata Porno Love (pezzo geniale!!) e Hard Luck Kid e anche Dirty Lights In chiusura non è male. Tuttavia l'amaro in bocca rimane ma diciamo che viene attenuato dalla splendida produzione del disco: apertura a libretto, vinile splatter viola e booklet enorme con tutti i testi! Bravi! Così si fa.
Intanto ricordiamo le date per il 2016.

giovedì 7 maggio 2015

Live Report: Groezrock Day 1


Dopo la bell'esperienza del 2014, anche quest'anno la caserma torna nelle lande solitarie e verdissime attorno a Meerhout, Belgio, al Groezrock. Quest'anno ci va pure di lusso perché riusciamo a beccarci il concerto pre-Groez del 30/04 con Forus, Timeshares, Off With Their Heads e, a grande sorpresa, Refused (headliner del secondo giorno) davanti a circa 300 persone...non vi dico la figata che è stata!!!
Parliamo del festival comunque: troppe band da vedere, tour de force massacrante tra i vari palchi e con pochissime pause, ne siamo usciti distrutti ma ne è valsa assolutamente la pena! Troppo difficile fare un resoconto oggettivo del festival in sé, quindi abbiamo deciso di commentare brevemente i live visti da ognuno di noi!

DAY 1

Joyce Manor
Pvt. Flavia: I Joyce Manor aprono le danze del Groezrock 2015 con un live carino, purtroppo assisto solo a metà del loro set perchè scappo a vedere i Beach Slang! Tra i loro brani piazzano anche una cover dei Weezer che non posso che apprezzare.
Pvt. Romance: Essere opener sul main stage griffato Monster non è mai facile, ma i JM se la cavano alla grande. Durante la cover di "You Gave Your Love To Me Softly" dei miei amati Retarded (che solo anni dopo quello psycho di Cuomo ha osato copiare, o almeno, a me piace credere sia andata così) li saluto e scappo al Revenge Stage.
Beach Slang
Pvt. Flavia: Non poteva esserci inizio migliore! I Beach Slang, alla loro prima apparizione in assoluto in Europa, tirano fuori un live da pelle d'oca! L'attesa per loro era tanta e il pubblico risponde numeroso e super partecipe... veramente tanto di cappello a una grande band che consiglio a tutti di seguire. Sicuramente uno dei migliori live della giornata.
Pvt. Rehab: Quanto li ho aspettati! Set davvero sorprendente, al di sopra delle aspettative. Il pubblico nonostante siano le 12e30, accorre numeroso e le prime file cantano a squarciagola mentre qualche impavido se la surfa alla grande. La cosa più bella è che i Beach Slang sono visibilmente emozionati e prima di lasciare il palco il cantante saluta con questa frase: “quando sarò morto considererò questo concerto come uno dei capitoli migliori della mia vita!”. Per me il miglior set della giornata. Non serve aggiungere altro.
Pvt. Romance: Qui fanno tutti i ganassa, ma i Beach Slang li ho fatti conoscere io in caserma. Concerto della madonna, niente da aggiungere. James Snyder sembra un bimbo felice, anche un po’ scemo, ma felice. Bravi!
The Swellers
Pvt. Romance: Torno rapidamente al Monster Energy Stage per vedermi gli ultimi minuti del set degli Swellers. Bel tiro, ottime melodie. Mi gaso e sul momento non vedo l’ora di rivederli in un contesto più consono. Pochi minuti dopo scopro che è stato il loro ultimo show prima dello scioglimento. Me ne faccio una ragione in pochi nanosecondi e vado a vedere i Gnarwolves.
Gnarwolves
Pvt. Flavia: Questa band è una garanzia! Tutte le aspettative sono confermate e il Revenge Stage si accende: diving a gogo e singalong fortissimi. Gnarwolves cru, fuck you!
Pvt. Rehab: Ho visto solo 4 pezzi ma sono stati potenti e mi hanno convinto… purtroppo il tempo è sempre tiranno in queste occasioni.
Pvt. Romance: Gruppo con grande resa live e seguito pazzesco. Sono degli scoppiati, ma secondo me questi a breve fanno il botto (oppure imploderanno su loro stessi…) chi vivrà vedrà.
Masked Intruder
Pvt. Flavia: Set praticamente identico a quello di Milano, ma partenza a mio parere moscia. Colpa del palco grande e dell'orario infame magari... tuttavia il quartetto inizia a ingranare veramente quando con I Fought The Law si attiva l'ormai mitico Officer Bradford che, con Go-pro sull'elmetto, anima il pubblico finora un po' smorto. Comunque bel live.
Pvt. Reahab: Non è facile calcare un palco così grande ma i M.I. se la cavano egregiamente e il pubblico risponde molto bene. Nota di merito per la cantante dei Not On Tour che sale a duettare con il Blue Intruder su Heart Shaped Guitar.
Pvt. Romance: Arrivo che l’Officer è già in azione con la go-pro. Tre geni di fianco a me pippano a tutto andare, i Masked per osmosi si galvanizzano e finalmente convincono pure me. Ottime armonie vocali e solite canzoni da diabete. I Chixdiggit comunque gli cacano in petto.



The Dwarves
Pvt. Flavia: Mi aspettavo di più da loro. Live abbastanza mediocre che trascorre senza episodi degni di nota. L'unico spettacolo è Nick Olivieri che suona chiappe al vento.
Pvt. Reahab: Palco troppo grosso per i nani… troppo zozzi e poco coinvolgenti. Peccato! L’ultima volta mi erano piaciuti.
Pvt. Romance: Vero, non sono adatti ad un palco così grosso. Però fanno un bel set, sparano una caterva di pezzoni più veloci intervallati a qualche pezzo più pop. Blag fa crowd surfing e Nick Olivieri ha un belino gigantesco.
Against Me!
Pvt. Flavia: Live spettacolare! Li conosco pochissimo ed è la prima volta che li vedo, ma non pensavo potessero entusiasmarmi così tanto! Il quartetto suona con intensità, precisione e trascina il numeroso pubblico. sicuramente uno dei migliori live del primo giorno.
Pvt. Reahab: Che dire? Li amo! Scaletta molto simile a quello di Milano (eccezione fatta che per il bis tagliato) ma su di un palco grande l’impressione è che il set sia molto diverso, non più o meno bello. Live show di livello.
Pvt. Romance: Numeri uno. Grande intensità e bella scaletta. Black Me Out e tutti a casa. Miglior live della prima giornata! 
The Smith Street Band
Pvt. Flavia: Bel live, ma faccio veramente fatica a seguirlo, secondo me loro sono una band veramente difficile da fruire per chi non ha una passione sfrenata per quel tipo di sonorità.... ho bisogno di una pausa e mi allontano dopo qualche canzone.
Pvt. Romance: Il quartetto australiano è praticamente in tour non stop da mesi e si vede perché sono belli rodati. Se non si conoscono i pezzi non sono certo un gruppo di facile ascolto però che bomba! Un mix tra indie-rock e stile cantautorale suonato con attitudine punk rock!
Iron Reagan
Pvt. Flavia: Tony Foresta e compagni calcano il Back To Basics Stage per far capire chi comanda ed il pubblico viene asfaltato da un muro di distorsioni pazzesche. Circle pit a tutto andare e polverone che invade il tendone. Live impressionante per intensità ed energia! Anche loro tra i migliori del primo giorno. Pazzi se ve li perdete ora che arrivano in Italia.
Pvt. Romance: Municipal Waste + Cannabis Corpse + Darkest Hour = TNT! Potentissimi e altrettanto precisi. Non si prendono sul serio e si divertono, che volere di più?!
Lagwagon
Pvt. Flavia: Ripetono il bel live che avevamo visto a Milano! Complici le tempistiche da palco, Joey Cape & Co. sono costretti ad accorciare la scaletta, che quindi viene privata di un paio di pezzi del nuovo album (bene) ma anche del tributo a Tony Sly (male).
Pvt. Reahab: Ci mettono sempre 2/3 pezzi a scaldarsi ma poi spaccano i culi ai passeri. Pubblico preso benissimo… e non mi meraviglio.
Pvt. Romance: Non sono un grande fan anche se Let’s Talk About Feelings l’ho consumato a suo tempo. Cape con voce, folla in delirio e tutti contenti.
Trash Talk
Pvt. Romance: Set più punk di tutto il Groezrock. Rispetto all’ultima volta che li ho visti sono rimasti solo cantante e bassista. Comunque muro di suono e continui circle pit e tuffi dal palco. Se solo il frontman non parlasse così tanto…
Title Fight
Pvt. Romance: Quartetto alternative rock da Kingston, Pennsylvania. Anche loro generano un discreto hype! Suonano molti pezzi dall’ultimo disco dalle atmosfere Smithsiane, ma lo fanno con attitudine punk. Chiudono con la bellissima Secret Society. A breve dovrebbero essere in tour in Italia, se riuscite andate a vederli!



Pennywise
Pvt. Flavia: I Pennywise sono un'altra garanzia! Mi piazzo dal lato di Fletcher proprio per essere investito dalla sua rifferia satura di distorsione. Byron è una cazzo di macchina. Jim lo trovo non al top.  Scaletta superfiga con principalmente pezzi vecchi e classiconi, forse troppe cover (Devonshire and crown, do what you want e stand by me) e una classica chiusura con Bro Hymn da pelle d'oca.
Pvt. Rehab: Set serrato e potente… un missile! Unica piccola pecca la cover di Devonshire and crown: sale sul palco Joey Cape ma quella che poteva essere una grande emozione risulta un’improvvisazione un po’ arraffazonata… ma il set regge alla grande quindi sono perdonati.
Pvt. Romance: Arrivo che stanno suonano Fuck Authority e mi gaso. È uno dei tre pezzi in croce che conosco. Non mi metterò mai ad ascoltarli però si confermano un ottimo gruppo da festival. Piazzano anche una cover dei Bad Religion e chiudono con Stand By Me dedicata a Ben E. King (RIP) e Bro Hymn che fa impazzire tutto il tendone.
Social Distortion
Pvt.Flavia: I Social hanno veramente addormentato il festival. Ennesima dimostrazione che non sono una band da vedere ai grandi eventi. Siamo stanchi morti e seguire i Social che suonano a velocità dimezzata con Mike Ness che sbiascica tutto è veramente pesante. Non mi stupisco quando a fine live mi giro e il tendone del main stage è mezzo vuoto.
Pvt. Reahab: Purtroppo ai festiva i Social non riescono ad azzeccare un live che sia uno. Alla fine mi sta bene lo stesso perché sono stanchissimo e un set lento è quasi rilassante.
Pvt. Romance: Forse non dovevo vederli e tenermi lo splendido ricordo del live a Berna nel 2005 in compagnia dei Backyard Babies. Sarà perché suonano un disco che non mi gasa più di tanto, sarà che suonano al rallentatore, sarà quel che sarà, ma è un dato oggettivo che Mike Ness e soci svuotano il tendone. Un peccato, anche se Ring of Fire e Don’t Drag me Down come encore mi strappano un sorrisone! 

giovedì 25 dicembre 2014

Beach Slang - Who Would Ever Want Anything So Broken


I’m a slave to always fucking up. It’s not okay, but maybe it’s enough. Kids like us are weird, and more, we’re brave. We tie our tongues and turn them into rage.

Grazie Melo che me li hai consigliati. 7" semplicemente splendido! Questo quartetto di Philadelphia sono la cosa più vicina ai Jawbreaker che abbia sentito senza però finire ad essere una scialba copia degli originali. Grande personalità, songwriting eccellente e poi, che voce! Ci sono dentro membri dei Weston, onesta pop punk band anni 90 della Pennsylvania, ma qui siamo davvero su un altro livello. Non c'è molto altro da dire, ascoltatevelo e giudicate voi. Sono stati appena confermati al Groezrock 2015, quindi con un pò di fortuna passeranno anche da noi, nel caso, non perdeteveli!