Anno tormentato questo 2016 per i Beach Slang: in aprile sfiorano la rottura nel bel mezzo di un concerto e poco dopo il batterista JP viene cacciato, in ottobre invece, subito dopo l'uscita di A Loud Bash Of Teenage Feelings, il chitarrista Ruben Gallego viene accusato di molestie sessuali e per questo costretto a lasciare la band. Registrato con ancora JP alla batteria, il secondo album in studio della band di Philadelphia esce a 11 mesi di distanza dal precedente The Things We Do To Find People Who Feel Like Us. Scontato dire che i due album sono molto simili, anche se quest'ultimo sembra avere un sound più melodico e trascinante. Strana apertura affidata a Future Mixtape For The Art Kids dove l'effetto sul cantato di James Alex lo fa assomigliare a Marilyn Manson. In seconda posizione invece troviamo Atom Bomb (uno dei singoli estratti) e il disco parte a cannone. Belle melodie certificate in Art Damage e Hot Tramps con gli arpeggini ormai diventati un trademark del sound della band. Punks In A Discobar altro singolo estratto, dedicata alle volte che, invece di andare in trasferta in Brianza, andiamo al Rocket. Il disco si conclude con le melodie nostalgiche e sognatrici di Wasted Daze Of Youth e The Perfect High (arpeggino sul ritornello da brividi). Da segnalare il formato sempre curatissimo con booklet gigante. Insomma disco da ascoltare bene...all'inizio non mi aveva preso...ma ora lo promuovo a pieni voti. Godiamoceli finchè durano!
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lunedì 21 novembre 2016
sabato 16 gennaio 2016
Beach Slang - The Things We Do To Find People Who Feel Like Us
Difficile rimanere sullo stesso livello di Cheap Thrills On a Dead End Street? Si. Il primo full lenght dei Beach Slang esce nel 2015 in Ottobre, James Alex finalmente può dare sfogo alla propria inquietudine esistenziale. Voce soffusa, chitarrine, concettualità...diciamo che quello sentito nei 7" precedenti viene un po' esasperato e dopo vari ascolti quest'album ne esce come qualcosa di incompiuto, sicuramente poteva essere di più. Strano perchè ai primi ascolti mi aveva preso veramente bene, e anzi l'avrei messo nella mia top 5 delle uscite 2015. Poi è subentrata la noia e i pezzi che salvo non sono molti. Sicuramente l'opening Throaways e Ride The Wild Haze, dove finalmente si sente un po' di energia. Sul lato B risuta vincente l'accoppiata Porno Love (pezzo geniale!!) e Hard Luck Kid e anche Dirty Lights In chiusura non è male. Tuttavia l'amaro in bocca rimane ma diciamo che viene attenuato dalla splendida produzione del disco: apertura a libretto, vinile splatter viola e booklet enorme con tutti i testi! Bravi! Così si fa.
Intanto ricordiamo le date per il 2016.
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