lunedì 16 marzo 2015

Live Report, P.R.O.B.L.E.M.S. - Human Race - Lexicon Devils - Twister - Roma @ 360° - Venerdì 13

Human Race

Venerdì sera, Roma, quartiere San Lorenzo, il quartiere dei mille localetti, baretti e ristoranti dove la gioventù Romana e i fuorisede amano passare i loro fine settimana a suon di bonghi in piazzetta, spacciatori, risse e bottigliate sulla nuca. Per fortuna San Lorenzo non è solo questo e al suo interno, girando per viuzze e vicoletti, puoi trovare un locale come il 360° dove stasera c'è il concerto dei P.R.O.B.L.E.M.S. 
Partiamo però dall'inizio, ai problematici ci arriveremo più tardi.
Il 360° è un locale in tipico Roma Style, si beve sopra e si suona sotto…ma qui si beve pure sotto.
Il sotto per l'appunto è una specie di caverna buia con luci colorate e un lungo bancone, luogo che generalmente accoglie serate hip-hop e sfide di freestyle ma che negli ultimi tempi, grazie a dei non più giovani chiamati the new parade of the Horribles, sta assaggiando con risultati positivi il Punk/Hardcore...bene.
Esco dalla caserma in libera uscita e cerco di sbrigarmi per vedermi gli Human Race.
Salgono sul palco e sono tutte facce conosciute che provengono da vecchie band, gli Steaknives per citarne una.
Durante il loro turno il locale è pienissimo e sfoderano una serie di pezzi in pieno stile Punk '77 senza mai una pausa.
Non è un genere che mi fa impazzire ma musicalmente sono molto bravi, si sente l'esperienza e a livello di suoni la pulizia è cristallina.
Il pubblico ancora un po' dormiente inizia a svegliarsi con i Lexicon Devils, anche loro Romani ma col piede un po' più premuto sull'accelleratore. American Punk/Hardcore tiratissimo e, senza togliere nulla al precedente, il nuovo batterista spacca tutto…nel vero senso della parola!

P.R.O.B.L.E.M.S.

Veloce cambio di palco e salgono i Twister che non facevano capoccella nella capitale da novembre. Sono contenti di rivedere tutte le facce amiche e si percepisce già dal primo pezzo. Il chitarrista si scheggia un dente, l'altro scemo si distrugge una mano, insomma concerto riuscito e tanta felicità.
Finalmente i 4 di Portland salgono sul piccolo palco e fin dalla prima nota dimostrano che in Oregon o ti impicchi, o suoni tutti i giorni o ti droghi…non so se l'ultima l'abbiano abbracciata ma la seconda sicuramente si.
Spiegarvi che genere facciano i P.R.O.B.L.E.M.S. è veramente difficile, almeno io ci ho sentito un po' di tutto, a partire dagli Hellacopters, fino al Thrash Metal più becero con una costante Hardcore, ma in sostanza questi qui spaccano i culi a tutti e chissenefrega delle etichette.
Ci stordiscono con una carrellata di pezzi tra vecchio e nuovo repertorio, senza una minima incertezza e senza una minima pausa. Si riesce a sentire distintamente ogni nota e ne fanno veramente tantissime, ma senza scadere in quel sound patinato pulitino, anzi sono sporchi come le zone industriali di Portland ma nello stesso tempo tecnici e precisi.
Sudano, sputano, si sparano le pose ma non sono fastidiosi...e pensare che ascoltandoli prima del live non mi erano piaciuti affatto. Sicuramente è un gruppo da vedere dal vivo per capirne la vera essenza cosa che si capisce anche soltanto guardando il basso del cavernicolo, con la tracolla fissata con un chiodo direttamente piantato sul legno, mito di rozzezza!
Voci indiscrete però esaltano anche il suo spirito romantico, raccontando di averlo visto il giorno dopo girare per Roma alla ricerca di dischi di Rita Pavone (giuro)

Serata finita, orecchie sanguinanti e giusti lividi mi riportano in branda riflettendo che forse di musica non ci ho mai capito un cazzo.

1 commento:

Il soldato SNAFU odia i Troll quindi, se devi trollare, fallo con stile e non farti scoprire!