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mercoledì 22 febbraio 2017

The Majors - Earth is Gloom Enough

Let's Goat Records - 2017

Nell'universo del salsicciacore i Majors hanno sicuramente le carte per distinguersi con facilità...e non solo per via della Emme. Li seguo da quando erano "piccoli così" e fra le loro fila militava quel fusto astrospaziale di Napo...e Maggiore non aveva ancora i baffi da dandy pervertito (e/o Zio Michele).
Nel 2017, dopo essere passati alla storia come la band meno prolifica del globo, i romani decidono di dare alla luce un 7" di 4 pezzi curato nei minimi dettagli.... un pezzetto di plastica da avere perchè, come dice Imbalzano, "io compro i dischi".
Premessa: sebbene per ovvi motivi geografici non sia stato registrato al Toxic Basement (oramai un'istituzione per il pop punk), questo disco suona come una grandissima mitragliata austriaca sui denti. Loudness war vinta a mani basse e in Caserma siamo già tutti in estasi. Prima i McBain e ora i Majors...evviva i suoni tonitruanti!
La storia si apre con il pezzo che mi ha accompagnato in heavy rotation da fine agosto a fine dicembre (l'ho avuto in anteprima per colpa di un certo soldatino), ovvero quella "Night of the Loving Dead" che è il manifesto stesso della band. Da sola vale il prezzo del disco, IVA inclusa.
Ritmi serrati (complice un batterista fenomenale), coretti da Antoniano, assoli incrociati alla Iron Maiden e, ciliegina sulla torta, quel cantato a metà strada fra Brody Dalle e Tommi delle Pornoriviste, marchio di fabbrica (e di pronuncia) della Major Emme.
Il pezzo finisce e la puntina torna indietro. Poi ancora. Poi ancora. E ancora. Ok ci sono altri 3 pezzi, proseguiamo. La storia non cambia, la qualità non cambia.... magari si perde un pò in epicità, ma anche il resto del disco se la viaggia su livelli alti. "Do Androids Dream of Synthetic Booze?" merita una menzione per titolo storpiato di Philip Dickiana memoria....e anche la canzone si potrebbe piazzare al secondo posto in classifica.
Imbalzano, che aspetti? Lascia da parte i Fags (porco mondo) e i Phon, lascia gli Hakan al Barcellacore e buttati a produrre e supportare robe di valore. Combattiamo il salsicciacore dall'interno e, se proprio si deve perdere, rimettiamo quantomeno Napo nella band (perchè non tutte le salsicce sono uguali).
The Majors promossi. Assaltate senza ritegno il loro bandcamp.

martedì 3 gennaio 2017

Intervista a Emme dei The Majors

La Emme ed i Majors Unplugged in New York

1 - Ciao Emme e grazie per esserti prestata alle nostre interviste militari. Ti vogliamo mettere subito a tuo agio... poni una domanda alle zie di The Unknown 'zine e vediamo se hanno voglia di risponderti.
CHI?

2 – Con i Majors state per dare alla luce un 7” che ho avuto il piacere di ascoltare in clamorosa anteprima (adesso posso dirtelo) grazie alla soffiata del Pvt.Numidio Quadrato. Mi sembra sia una bella bomba, cosa puoi dirci tu a riguardo? Di cosa si parla? Perchè 7” e non cd?
Ah! Ora dovremo tenerti in quarantena fino a che non esce il disco! "Earth is Gloom Enough" è il titolo del nostro primo 7”; abbiamo scelto questo formato perché i cd io li uso solo in macchina, ma chi è che ascolta ancora la musica da cd? Chi li compra? Chi li stampa? Il vinile è un bellʼoggetto, ancora di più in una versione così “compatta” e di consumo rapido; ci piaceva poi lʼidea di fare qualcosa che rimandasse allʼhardcore e agli anni ʼ80, alle distro, agli squat, a un immaginario che sembra non riguardarci, e da cui invece siamo affascinati sin dallʼadolescenza, chi più chi meno. Poi in realtà ci siamo resi conto che unʼuscita su vinile, in 7” oltretutto, non è affatto così rapida e immediata, ma la fascinazione per il formato è rimasta, dunque, eccolo, non vediamo lʼora di averlo tra le mani.

3- A brevissimo, questione di giorni, partirete per un mini tour in giro per l'Italia assieme a quei pazzi napoletani degli Hex Ray Gun. Organizzare un mini tour richiede comunque sbattimenti di varia natura, tempo libero, lavoro, benzina, strumenti, cazzi e mazzi.... qual è la vostra motivazione per imbarcarvi in “imprese” di questo tipo? Avete un ritorno di qualche tipo? Economico presumo di no, quindi a livello sentimentale o erotico?
Mah, scrivere le canzoni, provare, suonare nella nostra città, registrare un disco sono attività che ho sempre ritenuto funzionali a un unico scopo: andare in giro. Purtroppo a sto giro ci toccano gli Hex Ray Gun, speriamo vada meglio la prossima volta.

4 - Anni fa stavi per diventare soldatessa della Caserma, ma poi ci hai tirato un mega pacco. Non abbiamo ancora ricevuto le tue scuse ufficiali....
Fiuuuuu fiuuuu fiuu

5- Sbaglio se dico che i tuoi orizzonti musicali non si fermano ai Queers ed ai Ramones? Insomma sei di larghe vedute... cosa ci consigli di ascoltare per iniziare abbomba questo 2017?
Mentre ti rispondo sto ascoltando i Pink Turns Blue, un gruppo post punk tedesco degli anni ʼ80. Poi ultimamente ascolto un sacco di roba strumentale, specie colonne sonore di film di genere italiani anni 70, oppure basi hip hop…lo so che come risposta è un poʼ da snob e che JC non mi farà più entrare al Devilʼs. Di sicuro inizierò il mio anno nuovo col disco di Tunonna, che esce per ÙA
Records nei prossimi giorni, e di cui sono superfan; per il resto, non so, consigliami tu qualcosa. Mi risulta sempre più difficile ascoltare roba punk rock nuova, che bisogno cʼè quando puoi ascoltare gli Screeching Weasel? (purtroppo sono d'accordo con te e non ho nulla da consigliarti a parte i Colin Farrell e i Not on Tour che sicuramente già conosci)

6 - Pensi che per la tua risposta qui sopra la Massoneria Ramonica ti odierà? Secondo te è meglio farsi odiare dalla Massoneria, ma farsi apprezzare da Franz Barcella o farsi apprezzare dalla Massoneria e farsi fare i pipponi da Franz Barcella su come anche Joey Ramone ascoltasse Townes Van Zandt?
Non so chi sia Franz Barcella, né Townes Van Zandt, ma io sto con la Massoneria, di cui reco gli insulti con orgoglio.

7 - Secondo te, in questo clima di morte del punkrock, cosa serve ad una band per farsi notare un attimino ed uscire dal piattume che ci circonda? E come mai tu non usi questo ingrediente segreto per la tua band?
Ma come morendo! A Roma adesso si è formata addirittura una nuova band, i belli&bravi Tiger Boom, i Twister sono attivi, ora esce il nostro disco… praticamente una rinascita del genere! Secondo me il problema del punkrock è quello di ghettizzarsi da solo in unʼarea rassicurante in cui tutti si conoscono, tutti si vestono in quello stile là, si rifanno a quel genere di immaginario e fanno quel tipo di assoletti e uo o o. Che è una cosa fichissima, mi piacciono le serate “a tema” solo punk rock, mi diverto un sacco, mi sento tranquilla e protetta dalla splendida rete dorata del mio stesso fomento adolescenziale che sembra non avere soluzione di continuità, ma al di là di quel circoletto poi questa esperienza viene vista dallʼesterno come un manipolo di trentenni che non sanno suonare e portano le Converse pure a gennaio - cosa che poi alla fine siamo, è vero…mentre invece io penso che il punk rock abbia qualcosa da dire anche a chi ascolta altro, tutto sta a farlo con onestà. Pretendere di cambiare la storia della musica con 3 accordi e un 1234 è francamente ridicolo; magari si potrebbe iniziare con il tirarcela un poʼ di meno e ricominciare a suonare per divertirsi, non so.

8 - Punk rock = fiera della salsiccia. Per noi è una maledizione, ma tu quanto ne stai guadagnando da questo? Insomma...come butta a salsiccia?
Dammi retta, da quello che mi sembra di vedere alla fine questa dimensione del campo di fave vi piace, e pure parecchio.

9 - Se potessi fare una all-star band con Lollo Ramone lo preferiresti come bassista, chitarrista o semplicemente come focoso amante?
Dico focoso amante perché mi dicono sia più bravo in quello che con gli altri strumenti, e a Marcoabout farebbe sicuramente più piacere.

10 - Perchè tutti impazziscono per gli Animols?
NON LO SO, qualcuno potrebbe spiegarmelo infatti?

11 - Dato che tutti impazziscono per gli Animols con 5 anni di ritardo, chi li ascoltava già 5 anni fa ora gioca al gioco Pippobaudesco del “li ho inventati io gli Animooools!”. Secondo te vale la pena giocare a questo gioco? Fa molto figo esserci stati prima degli altri? Fa un po' nonnismo da Caserma se ci si pensa....
Lo vedo fare con milioni di gruppi, in ogni ambito…di solito quelli di LI HO INVENTATI IO GLI … o quelli di MADO STO IN FISSA CON UN GRUPPO CHE NON CʼHA MANCO BANDCAMP, PRATICAMENTE ESISTE SOLO UN VIDEO SU YOUTUBE E HA 50 VISUALIZZAZIONI, DI CUI 20 MIE sono quelli che poi in giro non si vedono mai, se non alle serate “giuste”. Contenti loro!

12 - Come mai la OCW non ha prodotto il vostro 7”?
Penso non fossero ancora pronti per la nostra musica, ma ai loro figli piacerà.

13 - Quando dovete registrare e dare alla luce un disco di che filosofia siete? Meglio spendere barcate di soldi per registrare e poi stampare le copertine con la stampante di casa, oppure risparmiare sulla registrazione e poi confezionare un bel prodottino fisico (belle grafiche, booklet et similia)? Quanto è importante l'orecchio e quanto l'occhio?
Da che mi ricordi, non ci siamo posti il problema. Volevamo fare un disco che fosse anche un bellʼoggetto da avere, che rendesse contento chi lo compra sia per il contenuto che per la forma; per questo, e per la mia mania patologica di controllo, abbiamo seguito molto da vicino tutte le fasi della realizzazione. Sapevamo già dove registrare, ovvero allʼHombre Lobo Studio, pietra miliare dellʼunderground romano e non solo - e che la lungimirante giunta capitolina ha recentemente fatto sgomberare, in nome della legalità. Sapevamo che avremmo ottenuto il risultato che volevamo, perché conoscevamo già Ravelio (Hombre Lobo Studio, Inferno, Malclango) e il suo modo di lavorare ci è sempre piaciuto moltissimo. Lʼartwork nasce da una sorta di collaborazione con Antonio di ANGST Records. Di solito lui fa roba di collage in b/n per le cassette noise che produce con la sua etichetta, ma voleva cimentarsi in qualcosa di più “soft” e che rimandasse ai dischi punk rock anni Novanta; a noi piaceva lʼidea di fare qualcosa di diverso dalla solita copertina con un paio di zombie sopra, e ci siamo trovati bene a lavorare insieme. Anche lʼestrema semplicità del packaging è proprio quel che volevamo: canzoni ben studiate, ben registrate, atmosfere 90s, artwork non banale, niente fronzoli.

14 - In questo 2017 vorremmo dare alla luce qualche bell'oggettino di merch classico, tipo tshirt o spillette. Tu indosseresti mai una tshirt SNAFU? E una spilletta? Ocio che in caso dovrai farlo....
Ho addirittura una maglia dei Volkov, figurati che mi costa metterne una SNAFU…però vi consiglio le spillette, ormai non le fa quasi più nessuno ed è un peccato, quando ero più giovane ne avevo i giubbetti pieni. Altrimenti le toppe, sono una bomba e in linea anche con la storia della caserma. Pensateci.

15 - Con quale band vi piacerebbe fare uno split?
Non lo so, suppongo con qualcosa che non cʼentri nulla con noi, tipo thrash metal o powerviolence. Ivano dice che sarebbe fico farlo con i Nirvana, ma mi sa che si sono sciolti.

16 - Torniamo a Lollo Ramone. Lui ha mille band ed è in sala prove ogni giorno della settimana... a te non è mai venuto in mente di fare qualche progettino parallelo oltre ai Majors?
Mi piacerebbe imparare di nuovo a suonare la chitarra e fare qualcosa di acustico. Avevo in cantiere un progetto hardcore italiano anni 80 che ritengo ancora in piedi, facemmo solo una prova ma non fu male. Se Tunonna non fa troppi soldi col suo disco poi avevamo pensato di metterci a fare cover degli Alkaline Trio per chi non conosce gli Alkaline Trio, così da poterle spacciare per nostre e far tornare lʼemo ai gloriosi fasti dei primi 2000.

17 - Possiamo fare il tuo sticker di Telegram?
Potete fare di me ciò che volete.

18 - Usa 3 aggettivi per descrivere la scena di Milano, 3 per quella di Montecchio e 1 per quella di Roma.
FATE I NABAT

19 - Direi che 19 domande possono bastare quindi è arrivato il momento di salutarci. Grazie per il tuo tempo... ora tocca a te, fatti una domanda che noi non ti abbiamo fatto, ma soprattutto datti una risposta. Non buttarla via come hanno fatto tanti altri.... dai! Ciao Emme, ciao Majors!
Ma non siete vecchi pe sta ancora appresso a ste cose?

lunedì 9 febbraio 2015

Live Report: No Confidence - Hex Ray Gun - The Majors @ Strike (Roma)

Hex Ray Gun - foto rubata

Live report breve e confuso perché è passato qualche giorno, duecento birre e ricordo poco e niente, ma le libere uscite sono così, d'altronde dopo una settimana di duro allenamento e di marce forzate un soldato deve pur divertirsi.
Esco dalla caserma e fa un freddo cane, direzione Strike a Portonaccio (noto quartiere di Roma, famoso per…mmm…per Strike e una via dove passano gli autobus).
Primo gruppo i No Confidence, ne abbiamo parlato bene tempo fa qui e si fanno amare. Sono anni '90, hard core old school di quello bello, niente canottiere e bandana per intenderci. Per sottolineare gli anni '90 coverizzano i Lifetime (grazie!) e i Good Riddance e mi emoziono un bel po', mantenendo sempre un certo contegno da soldato si intende.
Da Napoli arrivano gli Hex Ray Gun e si portano dietro il nuovo 7" split con i Motosega. Belli, veloci, dritti, un po' TBR dei tempi andati ma più genuini. Anche per loro c'era stata una recensione positiva e ora che li ho visti dal vivo devo dire meritatissima. È la serata delle emozioni a quanto pare visto che a un certo punto parte "Mommy's alright, Daddy's alright..." correte a studiare se non sapete il titolo!
La chiusura spetta ai Romani The Majors che propongono due canzoni nuove con la promessa di registrare quanto prima un nuovo disco. Sono pieni di coriandoli e stelle filanti per la gioia dei presenti (un po' meno per quella degli occupanti di Strike!) Il pubblico partecipa calorosamente tra birrette volanti, abbracci e sing along!
Bel venerdì non c'è che dire, peccato per qualche scemo un po' alticcio che a fine serata aveva voglia di prendersi a schiaffi per motivi validissimi tipo "meglio la Roma o meglio la Lazio" che pena.

Me ne torno a casa di notte facendo un pezzo di strada con una affascinante donzella, prima di rientrare in caserma e innamorarmi di nuovo della playmate del mese appesa accanto alla branda.

mercoledì 22 ottobre 2014

Zatopeks a Roma 20/10/2014


Come ben saprete, gli Zatopeks sono in tour e ieri sera sono passati anche per Roma.
Sinceramente non me li sono mai cagati, ma da bravo soldato in missione nell'Urbe è mio dovere presenziare e buttare giù due righe sugli inglesi tedeschi.
La serata parte sfigata con problemi di corrente elettrica al locale che doveva ospitare lo show, prontamente però i gestori grazie a trucchi magici, riescono a spostare il tutto in un'altra location poco distante, lo show si fa!
In apertura ci sono i Majors che ci hanno preso per il culo a tutti dicendo che sarebbero tornati solo per una reunion e invece stanno sempre in mezzo ai coglioni. Che ben venga perchè si presentano carini ed educati e buttano giù anche due cover niente male come Bikeage e Ever Fallen in Love, bravi ragazzi 'sti Maggiori.
Tocca a loro, agli Zatopeks…vi ho già detto che non me li sono mai cagati? Ovvero, avevo sentito il disco una volta e l'ho trovato piacevole, ho apprezzato la copertina col gufo, gli amici me ne parlavano bene ma se devo star qui a dirvi che pezzi hanno fatto mentirei di brutto.
Una cosa però ce l'ho ben chiara: I gruppi da fuori ci danno sempre una lezione su come tocca farsela prendere bene durante i live, senza tirarsela da rock star come molti nostri compaesani....tra l'altro sembra che non sia solo una mia considerazione.
Ridono, cazzeggiano tra loro, saltano e fanno battute, il batterista tira fuori fischietti e kazoo tra un pezzo e un altro e il cantante finge di uscire dal locale (gag preparata? sembrava spontanea).
Capiamoci, non è un gruppo di clown, sono semplicemente contenti di suonare, strano eh?
Tirano la scaletta un po' per le lunghe e verso le ultime cartucce esco e mi faccio una birra, anche perché i pezzi a lungo andare mi sembrano tutti troppo simili, ma il pubblico è felice, balla e canta e forse sono solo un vecchio soldato annoiato che ne ha viste troppe.
Un tipo mi fa notare che il chitarrista in camicetta è Davide Mengacci, muoio.
Dopo di loro è il turno dei Nappies, che continuano sulla scia della sfiga essendo costretti a suonare in acustico (non per la corrente ma per altri motivi) peccato perché sono sempre così piacevoli da ascoltare ma con il tanto pubblico presente (stranissimo per essere un lunedì sera) non si sentiva quasi un cazzo.
Terminata la performance dei Nappies, "finalmente" attacca una band al limite del circense che doveva essere l'unica attrazione della serata…prima di essere stata spodestata dalla ciurma imprevista italo/inglese/germanica che occupò il locale!

Gli Zatopeks sono ancora in Italia, andateveli a vedere anche se non ve li siete mai cagati prima.

sabato 18 ottobre 2014

SNAFU 2.0: Zatopeks a Roma


LUNEDI 20 OTTOBRE
ROMA. CIRCOLO DAL VERME Via Luchino Dal Verme 8, 00176 Roma
entrata a sottoscrizione libera
locandina in allegato!

Inizio concerto 22 puntiali

martedì 2 settembre 2014

Anticipazioni Romane


Settembre infuocato per Roma che ci sforna non poche novità in ambito punk rock. 
Cercherò di fare un sunto delle ultime soffiate che sono giunte fino alle mie orecchie da soldato in missione segreta. Occhio ai link che sono tanti!

Parto dalla più fresca che è l'uscita del nuovo singolo dei Grenades. Li abbiamo conosciuti qualche anno fa con il cd autoprodotto Get in Trouble. Stavolta tornano con l'album Unbearable, prodotto dalla nuova Let's Goat Records e dalla Lonely Raven Records.

Sempre per Let's Goat in collaborazione con Big Caviglia Records, esce il 13 settembre il 7" dei Twister che verrà presentato insieme agli amici della Massoneria Ramonica.
Per incuriosirci estraggono un pezzo e ce lo fanno ascoltare su bandcamp.

A breve sarà anche il turno dei Dear Dust. Il nuovo album si chiamerà Lights To Avoid e sulla loro pagina potete seguire tutte le news a riguardo. Indiscrezioni ci dicono che non manca molto all'uscita ufficiale.

Stesso felice destino per gli Hard Landing che tornano dopo A Loser Friend del 2012 con una nuova uscita in preparazione, fremiamo!

Altra notiziona arriva da Gli Ultimi che stanno preparando un LP insieme agli storici Klaxon. Uscirà a metà novembre per Hellnation.

E poi concerti...per citarne uno, quello del 27 settembre con The Majors, Riccobellis e Pandemonium Carnival, una nuovissima band capitolina al gusto Misfits.

Soldati dunque, preparatevi per andare in missione verso l'Urbe, sarà un autunno molto caldo.

venerdì 25 luglio 2014

The Majors news


Ricordate l'intervista di Aprile a Major Emme? Fu uno dei post più seguiti della storia! Gira voce che martedì prossimo sarà on air (ma anche in streaming) sulle frequenze di Night Shift Radioshow, quindi radiolina ben nascosta sotto al cuscino e non fatevi beccare dai vostri superiori.

martedì 27 maggio 2014

SNAFU 2.0: Carlos Dunga, The Majors, Romanez, Raise Your Pitch

Bè...siamo fieri di ospitare questa testimonianza di Major Emme. Siamo contenti di condividere con lei le sue impressioni. Sembra essere stato un gran bel concerto. In questo momento non ricordo se ci sono stato pure io allo Strike ma mi sembra di si, quindi capisco. Approvo. Apprezzo. Magari scrivesse più spesso. Roma sembra avere qualcosa da dire....e noi siamo in ascolto.

Major Emme soggetto di avance

La serata prometteva bene.
La location, lo Strike, è un posto a cui è impossibile non affezionarsi: vuoi per l'ottima trattoria popolare e per i popolarissimi prezzi dei beveraggi, vuoi perché si tratta di un capannone industriale munito di rampe da skate, vuoi perché ci ho sempre visto gran bei concerti, vuoi perché sono una romantica ed è un posto pieno di ricordi, ma io allo Strike ci voglio bene.
La serata prometteva bene.
Quattro gruppi, ingresso up-to-you: i giovani Raise Your Pitch, i monolitici Romanez, i redivivi Majors, i mitici Carlos Dunga. Pubblico previsto: tanto. Ce lo sentivamo proprio che sarebbe stato tanto.
E la serata prometteva bene. Con l'avvicinarsi del gran giorno anche Ludovico (Lexicon Devils), l'instancabile e perennemente insoddisfatto organizzatore, complice anche una dedizione certosina alla causa, sembrava iniziare a rilassarsi e a pensare che sarebbe andato tutto alla grande.
La serata, insomma, prometteva bene.
A parte la pioggia, un po' seccante quando hai organizzato una serata all'aperto.
La scelta obbligata del piano B, ovvero suonare all'interno del "Pubbetto" di Strike, ha dunque trasformato una potenziale seratina all'aperto tra drink e chiacchiere con musica in sottofondo in uno dei concerti più memorabili di sempre, una sorta di massacro sul pavimento scivoloso di alcool versato all'interno di una sala che eufemisticamente definiremo "piccola", con palco a terra, perennemente affollata dagli avventori al concerto e al bancone, in cerca di riparo dalla pioggia.
La serata, dunque, prometteva più che bene.
Ai Raise Your Pitch tocca l'ingrato compito di aprire le danze: la gente non è moltissima e il livello alcolico non abbastanza elevato; il pubblico, non conoscendo bene le canzoni, è timido.
I Romanez, più che scaldarlo, lo incendiano: non voglio risultare blasfema, ma per chi non ha mai visto i Ramones dal vivo i ragazzi sono un buon palliativo. Veloci, aggressivi, divertenti, non mi stancano mai. Particolarmente in forma in questa occasione, la loro performance conta numerosi stage diving, numerosissime birre cadute a terra, innumerevoli cori e singalong. Tra la pioggia fuori e l'alcool e la musica dentro, il pubbetto è strapieno.
Ok, tocca a noi. L'ultima volta che sono salita su un palco è stato più di tre anni fa, un hardcore matinée organizzato da Teschio (GTA). Bevo per sciogliermi ma non posso permettermi di sbagliare niente, porco cazzo, concentrazione, concentrazione!
E poi guardo tutte le persone che ho davanti, facce amiche, facce nuove, facce sbronze, facce mai viste, facce che sono tantissime e al primo "1-2-3-4" di "Waiting for Klaatu" tutta la tensione se ne va via. Ragazzi, ora ci divertiamo.
I pezzi scivolano via una dopo l'altro, il pubblico ormai ampiamente sciolto dagli incendiari Ramones e dalle birre ci regala una performance splendida: tutti cantano, tutti ballano, tutti si divertono, per tutto il tempo. Non c'è un attimo di tregua, nemmeno durante i pezzi che non abbiamo mai registrato, nemmeno durante "Popcorn", omaggio doveroso a Er Meglio Gruppo. Uno dei nostri chitarristi, Maggiore, viene costretto a rifugiarsi sul palco, mentre l'altro, Marco, viene inghiottito dalla folla; EV è ubriaco e Napo, dietro alla batteria, sta dando il meglio di sé. Che bello. Pensavo che non mi mancasse tutto questo, e invece...
Per ultima eseguiamo, malissimo, "We're coming back". Più che una cover è una promessa.
Sono su di giri, la tensione se ne è andata via, posso bere un drink, rilassarmi e godermi i Carlos Dunga. Bevo in fretta un vodka lemon, faccio due chiacchiere di rito e mi precipito davanti al palco, sul pavimento del pubbetto che ormai è diventato un lago. I Carlos Dunga sono fichissimi, amici. Il loro spirito goliardico non pregiudica un'esibizione ineccepibile: si ride e si scherza, ma in quanto a suonare si fa sul serio. Ci travolgono, e noi travolgiamo fisicamente loro con invasioni di palco, voli a gamba tesa sopra il pubblico, Olas, cori. Non vedevo l'ora di vederli dal vivo e mi ritengo più che soddisfatta, sia di loro che di me e della mia partecipazione al casino durante lo show.
Ho questa idea che anche il pubblico debba fare la sua parte, durante un concerto; venerdì è stato incredibile perché nessuno si è risparmiato. Siamo usciti tutti fradici di birra e di sudore (proprio e altrui, eugh!) e tutti con un gran sorriso sulla faccia e io ho pensato che una cosa simile doveva assolutamente farla di nuovo, presto; nonostante ci lamentiamo sempre tanto, a Roma qualcosa di vivo c'è, eccome.
Non finirò mai di ringraziare chi ha reso tutto questo possibile, chi ci ha ospitato, chi ha partecipato in ogni modo; ed infine i Majors, che venerdì hanno chiuso un capitolo grande e bello per aprirne un altro, e SNAFUzine per lo spazio concesso alle mie romanticherie.
Signore torno a pulire i cessi signore!

Emme pulisce cessi con stile

martedì 15 aprile 2014

The Majors, intervista a Major Emme.

Major Emme

1) Ciao Major Emme, parlaci in breve dei Majors, non farcela lunga che dobbiamo rifarci la branda.
I Majors nascono un po’ di anni fa, cambiano un paio di bassisti, fanno un po’ di concerti e registrano un po’ di canzoni. Poi si fermano. Tutto questo nel giro di due anni o giù di lì. È stato tutto molto divertente, specie perché a parte gli amici non ci cacava quasi nessuno; facevamo pochi concerti e ci comportavamo come se stessimo in sala prove. L’unico concerto a cui ho visto facce nuove è stato l’ultimo, un hardcore matinée allo Spartaco organizzato da Teschio. Adesso pare che ci conoscano tutti, ma ndo cazzo stavate tre anni fa dico io.

2) Perché vi siete sciolti, ma soprattutto perché volete tornare, era proprio necessario?
Ci siamo sciolti perché, esclusa me, gli altri erano impegnati in progetti più seri: Napo, il nostro batterista, in realtà suonava il basso nei Nasty Cats, Ev (basso) era appena entrato nei Grenades e Maggiore stava lavorando molto come controfigura di John Turturro per una casa di produzione di film porno e come produttore del noto menestrello del Prenestino, Johnny Telese. Alla fine i Majors erano una specie di divertimento per tutti quanti; quando abbiamo iniziato a divertirci di meno ci siamo fermati. Nel corso di questi tre anni un sacco di gente è venuta a dirci che ci aveva visto al matinée e che eravamo fichi e che dovevamo riformarci; Marco (Twister), in quanto il centesimo a chiedercelo, ha vinto un posto come chitarrista, dunque, non dovendo più suonare io, abbiamo tutti pensato che le cose sarebbero state molto più semplici, divertenti, e soprattutto meno imbarazzanti, quindi eccoci.

3) In caserma purtroppo non vediamo molte ragazze, ai vostri concerti come state messi a figa? Non è che per colpa tua vengono solo maschioni?
Il punkrock fonda i propri principi sostanzialmente sulla mancanza di figa, se iniziasse a comparire ai concerti il genere si estinguerebbe. Anzi forse i nostri live alzerebbero un po’ la media, perché ho delle amiche molto fighe.

4) Domanda seria dai: secondo te perché dalle vostre parti il punk rock è un genere più seguito dai giovani, mentre più sali e più sembra di stare in Jurrassic Park? Avete avuto un buco spazio temporale e vi siete persi parecchie cose prima, oppure a Roma tira di più altra roba?
Ma dici davvero? Non so, non ci ho mai fatto caso! Ammetto di essere rimasta a qualche anno fa per quel che riguarda il punkrock, quando era più affine ai miei gusti. Si è sviluppata negli ultimi anni una strana tendenza a Roma, quella di etichettare come “pop-punk” tutta una serie di cacate figlie dell’ultimo disco dei Blink 182 come noi siamo invece figli dei Ramones o di Dookie. A me non piacciono né i Green Day né il termine “pop-punk” e non so nemmeno perché ne sto parlando; ad ogni modo boh, forse questa nostra “scena” sempre raccoglie proprio quella fascia di sfigati che non si sente di appartenere né a queste nuove categorie né alla vecchia guardia principalmente oi ed hardcore, figlia invece dei gloriosi anni Novanta della Roma hardcore. In “Alt’Italia” il punkrock si masticava già da un bel pezzo grazie a gruppi tipo Fichissimi, Impossibili…qua si parlava principalmente una lingua differente, che ha dato vita a due “storie” di tipo molto diverso.



5) Killtime, The Grenades, Dear Dust, Twister, The Razorbacks, Beats Me…questi solo alcuni gruppi romani che bene o male vi somigliano, ma c'è unione tra voi o ognuno si guarda i cazzi propri come spesso capita?
Onestamente non saprei come risponderti…all’epoca noi non suonavamo proprio, spesso non ci chiamavano e spesso ci trovavamo a dire di no se ci proponevano una serata con i Nasty Cats o i Grenades o un porno con il sosia di John Turturro. Alla fine mi sembra che il supporto ci sia ma sia molto individuale; il gruppo si fa, giustamente, i cazzi suoi. Poi non so, coi Majors ancora non abbiamo risuonato quindi magari non è così, e non ho idea di quanta gente verrà ai nostri concerti: sticazzi. Non vado a un concerto “in rappresentanza”. Quando sei più giovane magari tendi a fare il fico fermo a un angolo, tanto per fare presenza; quando invecchi vai ai concerti per divertirti e fare casino, altrimenti manco esci di casa. Non ho un registro delle presenze e mi auguro che chi viene ai nostri concerti venga per divertirsi piuttosto che per questioni di “unione”; quella viene se c’è un’affinità nel proporre la propria musica, non si crea a forza. Poi io parlo da outsider, quindi questa risposta non vale un cazzo.

6) Il vostro cd l'ho sentito e mi piace, non dovrei dirlo per mantenere un tono severo ma dopo averlo sentito 100 volte ora lo uso come sottobicchiere, avete intenzione di tirar fuori altro?
Per ora abbiamo in programma solo una reunion live che si terrà a Roma allo Strike il 23 Maggio, quindi al posto del cd se vuoi ti mollo un po’ di flyers che fanno spessore.

7) Fai una domanda alla caserma, ti rispondiamo se non sarai troppo impertinente.
Dicci quello che vuoi e alza i tacchi…anzi le all star!
Come ci allineiamo sui Queers? Lo possiamo di che hanno rotto il cazzo? Attendiamo direttive.