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lunedì 27 ottobre 2014

Santa Cruz - il video del nuovo singolo

Spinefarm Records - 2014

I finlandesi Santa Cruz, astri nascenti dello sleaze rock, hanno pubblicato oggi il singolo Wasted N' Wounded, accompagnato dal video. Un gradito intermezzo tra l'album di debutto "Screaming For Adrenaline" uscito nel 2013, e il secondo lavoro che dovrebbe vedere la luce l'anno prossimo.

sabato 14 dicembre 2013

Superhorrorfuck - Death Become Us

Logic(il)logic Records- 2013

"Death become us"
è il terzo album dei veronesi Superhorrorfuck.
Musicalmente la band  propone un moderno sleaze rock alla scandinava, a metà tra le melodie dei Crashdiet e il trash-glam degli Hardcore Superstar, mentre i testi (e il make-up) sono dominati da un tema horror piuttosto trash e molto divertente.
Non pensate però che sia (solo) una pagliacciata: la performance è solida, il sound ben curato e le canzoni sempre piacevoli, che si tratti dell'assalto metallico della title-track piuttosto che della scanzonata allegria di Voodoo Holiday o persino delle melodie poppeggianti della ballad Love After Death. Il diffetto principale di questi coloratissimi zombie è forse la mancanza di altrettanta orginalità musicale, il che comunque non pregiudica il buon risultato complessivo dell'album, che si rivela un lavoro valido e interssante.

lunedì 9 settembre 2013

John Gält - Served Hot

Street Symphonies Records - 2013

I John Gält sono una band sleaze rock - anzi, azzarderei un glam metal- proveniente dall'Ucraina, che ha esordito quest'anno con l'album  "Served Hot", per la Street Symphonies Records.
Un ottimo sound, con chitarre taglienti spinte da un basso ben presente e una batteria potente, su cui s'innesta una voce graffiante.
L'intro JGS introduce Riot Radio, un'apertura bella tosta con una robusta ossatura metallica, con un coro che ti si infilza in mente  e un bell'assolo.
(One More) Punk Rock Anthem non è in realtà punk per niente, e la strofa somiglia un filo troppo a Kill The King dei Rainbow, ma tuttosommato rimane un pezzo comunque godibile.
Undeniable e White Widow mostrano una spiccata influenze degli Hardcore Superstar, mentre LZ Is Hot ha un sound più classico che guarda all'hard rock americano.
When Nature Calls  e Burn (Nothing In The End) potrebbero essere tranquillamente demo unreleased degli Skid Row dei tempi d'oro, tra acuti abrasivi e atmosfere da belli e dannati.
Si torna a un allegro assalto sonoro con Bad Brotherhood, per poi chiudere in bellezza con On The Loose, una bomba glam in puro stile losangelino, a partire dal talkbox dell'intro.
"Served Hot" si rivela un album di altissimo livello, frutto del lavoro di una band capace e piena di stile. C'è ancora qualche incertezza sullo stile, ancora un po' troppo ancorato alle proprie influenze, ma un debut album così lo possono davvero vantare in pochissimi nella storia del glam moderno.
E un plauso particolare alla registrazione di buona qualità e alla produzione sapiente, senza le quali sicuramente il risultato non sarebbe stato lo stesso.
Questo 2013 sta dimostrando che il glam revival, a quasi un decennio dalla sua esplosione,  sa dare buoni frutti anche fuori dalla Scandinavia e dal mondo anglosassone, e questo è forse il miglior indice della sua validità e delle sue prospettive di sopravvivenza per il futuro.
P.S. : John Galt è stato un romanziere scozzese dei primi dell'800 ed è anche un personaggio di Atalas Shrugged, famoso romanzo degli anni '50.
Se volete sentirvi qualcosa, cliccate qui.

domenica 1 settembre 2013

Addiction For Destruction - Neon Light Resurrection

R.W.A.Music Company - 2012

Gli Addiction For Destruction sono una giovane band di sleaze rock, proveniente non dalla solita Svezia ma bensì dal cuore della Grande Madre Russia, Mosca. "Neon Light Resurrection" è il loro album di debutto ed è uscito il 25 settembre 2012.
Con un richiamo così esplicito ai Guns N' Roses nel nome, l'interesse e le aspettative sono piuttosto alte.
Le loro influenze mescolano la tenebrosa aggressività dello sleaze rock scandinavo, Vains Of Jenna su tutti, con la tradizione losangelina degli anni ’80, tanto con il groove dell’hard rock blueseggiante che con l’ammiccante sensualità del glam.
Si va da canzoni più metalliche, come My Resistance e Feelin’ Fine, che presenta influenze thrash mutuate attraverso gli Hardcore Superstar, al calore classico dell’hard rock di Neon Light Resurrection,ma in generale la formula ruota intorno al contrasto tra riff modernamente duri e classici cori armonici a più voci sui ritornelli.
Il pezzo migliore, che unisce al meglio gli elementi del sound ella band, è Jane Is Insane, dall’apertura con l’armonica fino al coro che promette di essere uno dei momenti migliori della band dal vivo.
Menzione d’onore per la chitarra solista, che dimostra non solo una solida capacità tecnica ma anche un gusto compositivo già maturo. Ascoltate ad esempio Jaded Heart, l’unica ballad del disco. Mutuata da House Of Pain dei Faster Pussycat,vanta però melodie di chitarra dal sapore psichedelico che ne impreziosiscono la malinconia acustica.
In generale la band dimostra di possedere una buona cura per i dettagli, come le voci femminili d’accompagnamento in Rock-N-Roll To You.
Gli Addiction For Destruction mostrano delle ottime potenzialità per un album di debutto. Con le capacità che dimostrano di possedere già, hanno tutte la carte per sviluppare una personalità artistica di spessore e gestire con maturità le proprie influenze. Sarà però necessario che il loro prossimo lavoro si liberi del difetto principale di questo: la scarsa qualità della produzione e soprattutto del mixaggio.
Con un supporto serio a sostenerli, potrebbero sicuramente diventare un nome di punta tra le nuove leve dello sleaze rock contemporaneo.


venerdì 26 luglio 2013

Seventh Veil - White Trash Attitude

Street Symphonies Records -2013

L'arrivo in caserma di un disco di sleaze rock non può che essere una piacevole sorpresa, e il fatto che sia un prodotto nostrano aggiunge un ulteriore interesse. Infatti il nostro paese per quando riguarda hard rock e glam è una curiosa contraddizione: concerti pieni e pubblico devoto, ma quanto a band autoctone solitamente mancano sia quantità che qualità.

Esaminiamo quindi "White Trash Attitude", debut album dei Seventh Veil, band di Verona con il Sunset Strip nel cuore, a cominciare dal nome, preso dallo strip club in cui hanno trovato casa tutti i rocker losangelini negli anni d'oro del glam.
Le influenze 80's sono evidenti anche nella musica, gli L.A. Guns su tutti, ma senza comunque ignorare la lezione della scena scandinava contemporanea.

Dopo l'intro dialogata, la title-track ci presenta subito le caratteristiche dell'album: hard rock rude e festaiolo, con le chitarre a farla da padrone tra riff e assoli, una ritmica diretta e pompata e la voce dal classico timbro caldo e ruvido, con i cori a tutto spiano sui ritornelli a cantare di donne, sesso e alcol.
No Fear strizza l'occhio agli Hardcore Superstar  picchiando duro e alternando veloci assalti sonori a brutali pezzi più lenti, con un risultato forse un po' impreciso.
Sia i riff che le melodie vetrioliche di Slimy Snake e Dirty Distinctive dimostrano che dietro le sei corde c'è sicuramente sostanza e capacità tecnica.
Nasty Skin si spinge sul lato più pop del genere con buoni risultati, soprattutto nei godibili ritornelli zuccherini.
Torniamo su suoni più duri con Are You Ready To Die,  una delle mie preferite, un rock n'roll vizioso con  riff carichi di groove, cori che ti ritrovi inevitabilmente a  canticchiare e un ottimo assolo.  Sicuramente un pezzo di livello.
Sister Cigarette ha un'atmosfera da belli e dannati che non guasta.Spiccano il ritmo molto trainante e la voce che svela maggiormente le sue potenzialità.
Toy Boy gira su un riff semplice e feroce, che mi ricorda inaspetattamente certi momenti di Lemmy e soci, in contrasto col coro più trasognato e malinconico.
L'apparente chiusura è affidata a L.A. Dream, che promette di essere un cavallo di battaglia live che farà scuotere su e giù al testa a tutti i presenti e scatenare sul breakdown. Giusto il coro dovrebbe essere più incisivo e mantenere la potenza del resto della canzone. Sorpresa finale nascosta con Jack N' Roll, un divertente assalto di hard rock cafone e adrenalinico con un coro da vero anthem.

I Seventh Veil si rivelano una realtà musicale solida e valida, che potrebbe competere con la scena internazionale. La band ha materiale di qualità e un buon potenziale, che devono solo affinare e sviluppare.
Anche la voce, di solito tasto dolente nell'hard rock del Belpaese, se la cava abbastanza bene: un bel timbro, pronuncia accettabile e una presenza concreta. Basta giusto farla spingere un po' più forte.

Con un debut album così, i Seventh Veil sono sicuramente una band che i fan del genere devono tenere d'occhio per il futuro.

mercoledì 27 febbraio 2013

Nuovo video per gli Hardcore Superstar

E' uscito il 22 febbraio il video di Above The Law, tratta dal nuovo album "C'mon Take On Me", in uscita il 1 marzo.

sabato 22 dicembre 2012

The Last Vegas - Bad Decisions

 
Frostbyte - 2012

Uscito ad agosto 2012, "Bad Decisions" è il secondo album dei Last Vegas, quintetto hard rock/glam prodigio di Chicago.
La band è salita prepotentemente alla ribalta quattro anni fa, vincendo un concorso che li ha portati ad aprire per i Motley Crue e a far uscire, un anno dopo, l'album di debutto Whatever Gets You Off per la Eleven/Seven Music di Nikki Sixx, anche coproduttore.

Per questa seconda prova così impegnativa, viste le aspettative, la band assolda il produttore Johnny K, noto per i suoi lavori con Megadeth e Airbourne: il risultato è un album di solido hard rock americano che cerca di tirar fuori il più possibile la vera essenza della band.
Ridotte, rispetto al suo predecessore, le influenze glam, "Bad Decisions" torna alla formula del hard rock più essenziale, con un sound ruvido e pesante.
I pezzi sono sostenuti da una ritmica solida che non ha paura di picchiare duro e vedono in primo piano un susseguirsi di riff distorti carichi di groove e assoloni uniti alla voce potente e un po' rauca.

Si comincia con l'assalto di Beat To Hell e Other Side, due pezzi hard n' heavy belli tosti e diretti,
che mettono subito in luce il buon lavoro compositivo che caratterizza l'album, specialmente per  quanto riguarda le chitarre.
La title track si sposta in pieno territorio Aerosmith con un rock energico e solare, mentre il singolo Evil Eyes è pieno di sensualità glam.
Si prosegue con la romantica Don't Take It So Hard e poi con l'interessante She's My Confusion, pezzo dal taglio piuttosto moderno dove la band ha modo di mostrare in pieno  la propria personalità; a mio parere uno dei migliori dell'album.
It Ain't Easy è un omaggio ben riuscito al souther rock di Skynyrd e simili, mentre My Way Forever, altro momento eccellente, è pura velocità e adrenalina.
Leonida è piena di groove e contiene assoli di prim'ordine, Devil In You è puro hard rock bluesy alla AC/DC e You're The One rallenta il ritmo prima della chiusura con Good Night, ballatona nostalgica ma non sdolcinata che richiama alla mente i Motley e gli Aerosmith dei momenti più sentimentali.

I Last Vegas in definitiva superano la prova con un ottimo punteggio e si confermano una realtà di prim'ordine nel panorama hard rock contemporaneo. Non resta che aspettare che passino da queste parti per vederli all'opera dal vivo.

giovedì 13 dicembre 2012