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| OCW - 2015 |
Facciamo un gioco.....facciamo finta che il ramones-core sia ancora vivo e piaccia alla gente...ok, ve lo state immaginando? Bene...in questo mondo fittizio i Ponches sarebbero sicuramente i capi...non i capi assoluti, ma comunque dei capi, gente tosta piena di figa e soldi (tipo Moyano, che è in vacanza 12 mesi all'anno).
Ora torniamo alla realtà.....supponiamo che Speciani mi abbia organizzato un tour che parte da Rozzano toccando località strategiche come Poggibonsi, Feltre, Longarone, Bisignano, Cava de' Tirreni e Ivrea....ebbene, come band spalla sceglierei sicuramente i Ponches. Il guidatore del furgone sarebbe il Manganaro, e io starei fisso nel backseat con Tony Kelvin a farmi massaggiare il pene a ritmo di "Shake your ass, baby!". Come me lo slappa lui, non me lo slappa nemmeno Flea quando era nei Fears (la rima è gratis, ve la regalo).
Detto questo...i torinesi e i full-length non vanno d'accordo affatto. Datemi tutti i 7" che volete, ma sulla lunga durata non ci siamo proprio. La noia cosmica. Praticamente una The Decline pop punk che in confronto rimpiango quella dei Devasted. No dai...ho detto un cazzata, lo ammetto. Dimenticate il paragone....chiedo scudo.
"Get it Barry" e "UVB 76" sarebbero state ottime per un bel sette pollici, peccato. "Gettin' jiggy with it" (che purtroppo non è la cover di Will Smith) per un attimo mi fa sperare nei tempi dello split con i Bad Lieutenants (quando ancora Speciani pensava che i Ponches fossero una marca di caramelle), ma il pezzo tamarro rimane monco e cade nell'oblio abbastanza in fretta.
Da comprare e supportare per non far collassare lo spazio-tempo, ma di questi tempi le emozioni sono altre.
PS: i Ponches live sono un'altra cosa. Tramutano la noia discografica in energia e ti scopano le orecchie col sorriso sulla faccia. Da vedere con i tappi nelle orecchie per non farsele fecondare (alla Zano).



