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| Contra Records / Surfin Ki Records / White Zoo Records - 2014 |
I Faz Waltz tornano sul ring col quarto album "Move Over". I glam rocker canturini negli anni hanno saputo evolvere la propria produzione artistica garantendo sempre la qualità del risultato finale, e questo disco non fa eccezione. La band fa emergere con convinzione il lato più rude e festaiolo del glam rock che negli anni '70 fu successore della raffinata decadenza di Bowie e T.Rex, decretando il successo di Slade e compagnia. Gli ingredienti sono quelli: classici riff rock n' roll (senza mai però finire nel rockabilly a là Mud) melodie fresche e immediate e un'abbondanza di cori a presa rapida, che oggi come allora spingono irresistibilmente a battere a tempo mani e piedi.
Il singolo Kids Are All Wild, che apre il disco, ne è un perfetto esempio, una vera bomba di energia e buonumore. Stesso discorso per Crazy Little Fun. Ma le influenze presenti nei lavori precedenti non sono state dimenticate: c'è ancora una sana dose di powerpop nel mix, che differenzia il gruppo ad esempio dal piglio più punk dei colleghi romani Giuda. In primo luogo gli echi beatlesiani come in Let's Get Around, che complice il timbro lennoniano di Faz risultano particolarmente azzeccati. Ma non solo: la scanzonatissima Working Class Teacher (Hot Class) e la title-track si spingono nei territori di "Poptopia". E se Telepathy Baby avrebbe permesso al trio di approfittare della breve fortuna del junk shop glam in Inghilterra,gli ammiccamenti hard rock n'roll di Back In Town e Ready To Go avrebbero conquistato gli sharpies australiani insieme agli AC/DC pre-Bon Scott. La chiusura We're All We Got, col suo perfetto stile Slade, ci ricorda che i parametri di giudizio sono relativi, perché se fosse uscita sotto Natale del 1974 invece che del 2014 state sicuri che sarebbe stata un tormentone.
Produzione come sempre ben curata sotto tutti i punti vista per cesellare un ottimo album e chiudere l'anno musicale in bellezza.
Prima di chiudere questa recensione, tagliamo la testa al toro, che sento già sterili polemiche ronzare nell'aria: questo mutamento di sound dei Faz Waltz è un tentativo di sfruttare il successo ottenuto con questa direzione dagli altrettanto validi Giuda? Forse, ma anche fosse dico: chissenefrega. La personalità c'è e tutti gli elementi erano comunque già presenti nei precedenti lavori, e poi il glam rock non è mai stato un genere interessato a volersi isolare dall'evoluzione del mondo musicale: la priorità è sempre stata sfornare delle belle canzoni. E questo album ne è ricco, quindi bando alle ciance, battete le mani, muovete i piedi e scatenatevi.



