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giovedì 28 luglio 2016

Mega - Conversation About Nothing

OCW023 - 12" - 2016

Torno a casa da lavoro, via le scarpe, apro il frigo, ok birretta c'è, tiro su il coperchio del giradischi e mi sento ancora una volta Conversation About Nothing.
Il nuovo disco dei Mega non mi stanca e in una settimana non so quante volte l'ho già ascoltato.
Questo 12" composto da 10 tracce, va assaporato un po' alla volta e attentamente, proprio come sorseggeresti l'ultima birra rimasta in frigo, piano piano per godertela fino in fondo.
È un disco immediato ma nel contempo a ogni giro di piatto, spunta fuori qualche piccolo dettaglio che al giro prima ti era sfuggito.
Apre con Really Fucking Sucks, bella coltellata al cuore, ma va bene così, ci è successo tante volte, abbiamo le spalle larghe e preferiamo andare avanti buttandoci nei ricordi e nella malinconia di I Wrote Erich Fromm, seconda traccia della quale c'è anche un video veramente ben fatto che i più anzianotti apprezzeranno a pieno!
Andando più avanti di qualche traccia troviamo Spend The Night, la mia preferita e perfetto sunto di tutti i nostri concerti da sfigati in cui speriamo solo di tornare a casa con la nostra ragazza dei sogni.
Il disco continua alternando pezzi più o meno veloci, ma non abbandona mai quel velo malinconico e un po' triste che a me personalmente piace tanto.
Se vi aspettate un classico disco punk rock condito di tutti i soliti clichè, allora forse Conversation About Nothing non è quello che stavate cercando, ma se (lo spero per voi) avete la mente quel tantino aperta che vi fa apprezzare sfumature leggermente diverse, di un genere che nel 2016 spesso non riesce ad aggiungere più nulla di nuovo, allora correte a ordinarlo.

Packaging con sacchettone di plastica rigido e disco serigrafato a mano (alcune copie in edizione pazza con colorazioni pazze) come ci sta abituando da qualche tempo la One Chord Wonder, che stavolta ha sfornato proprio una chicca da collezione, ma non ditelo a Speciani che poi si monta la testa.

giovedì 8 ottobre 2015

V​.​A. '30 Second Wonders'

OCW - 2015

Un "picture LP" con artwork ganzo, un cd, un booklet di 20 pagine, il download code, 30 band e 15 minuti di musica. Ok, devo ammettere che la OCW ci sa fare...anni luce avanti qualsiasi altra pseudo etichetta punkrock, peccato che nonostante i suoi sforzi la maiala continui a preferire la discoteca o l'heavy metal (che non per nulla piace al Pvt.Romance, grande intenditore della maiala).
Detto questo...bravi tutti, peccato le canzoni.
Certo, fare un bel pezzo in 30 secondi non è poi così tanto facile, ma la media qui è veramente bassina, a livello scoreggia fotonica.
L'unica band che è specialista nei 30 secondi sono i Kokots che inspiegabilmente scelgono un pezzo orrendo....probabilmente per fare la figura degli umili e non schiacciare di talento le altre band. Peccato, io avrei schiacciato tutti con un pezzo bomba.
Il premio per il miglior pezzo lo vincono i Thirtysevens che si confermano "Weasel to the core" e con qualcosa da dire. Peccato abitino a inculandia, ma probabilmente sono bravi proprio per questo.
Migliore scoperta sono gli americani Horror Section che pettinano i più blasonati Tough, Dee Cracks e Mugwumps lasciandoli anni luce indietro. Ciao ciao con la manina dal Missouri.
Pezzo bruttino ma fatto da una band stratosferica: "Stambecco" degli Animols.
Pezzo più ignorante quello dei Twister, gli unici a riuscire a fare belle canzoni senza saperlo fare veramente.
Premio per il pezzo "bello in potenza ma non in atto" quello delle Nuts.
Miglior testo quello dei Mega, scritto dalla stessa persona che 15 anni fa cantava "avevi la maglietta dei Los Ramones"....chapeau.
Morale della favola: i Morbeats probabilmente sono la band più cazzuta della scena e si meritavano due pezzi solo loro...tipo al posto di quella merdata di outro.
Compratelo, tanto noi non contiamo un cazzo.

mercoledì 2 settembre 2015

The Razorbacks - "Sometimes"



Ho avuto la fortuna di avere questo dischetto tra le mani prima della sua uscita ufficiale.
Vorrei partire dicendo che i Razorbacks non fanno niente di nuovo e penso sia proprio questa la loro forza.
Trovo veramente assurdo, ma piacevolmente assurdo, che nel 2015 possano esistere dei ragazzi di 17/18 anni che facciano ancora questa musica. Ehi, avete presente come sono i loro coetanei?
I Razorbacks sembrano usciti direttamente dagli anni '90 dopo essersi storditi con 1039/Smoothed Out Slappy Hours dei Green Day!
A credere in loro sono state tre etichette, le Romane Let's Goat Rec., Lonely Raven Rec. e la attivissima One Chord Wonder.
Aspettando l'uscita ufficiale preannunciata verso la fine di settembre, ci godiamo in anteprima uno dei 4 pezzi di Sometimes chiamato Octopiss Garden a questo link.

Bravi ragazzi!