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giovedì 29 settembre 2016

Baby Woodrose - Freedom

Bad Afro Records - 2016
Il sempre più barbuto Lorenzo Woodrose torna a spalancare le porte della mente con i suoi Baby Woodrose, che pubblicano "Freedom" per la fidata Bad Afro Records, a ben quattro anni di distanza da "Third Eye Surgery", album valido ma impreciso. La band danese questo giro corregge il tiro e torna ai fasti lisergici del capolavoro "Chasing Rainbows", ma con un sound corrosivo che sporca di garage i viaggi del rock acido. "Freedom" è un trip hard pysch tra distorsioni sature, melodie ipnotiche e atmosfere astrali immerse nel riverbero. Il risultato è graffiante, con momenti che si spingono nella dissonanza stridente come nell'assolo dell'opener Reality o nell'allucinata red The Sign Post. Mentre Mind Control Machine è hard space rock di pura scuola Hawkwind. Serpeggia una vena di inquietudine al di sotto della ricerca di visioni, che emerge nel finale della orientaleggiante "Termination". Non mancano comunque momenti più rilassati come Open Doors, che sembra uscita dritta dagli anni '60 raccolti nei solchi della celebre raccolta "Nuggets", o come le melodie cristalline di "Mantra". Il brano nettamente migliore è però il singolo "21st Century Slave", la perla dell'album: un volo extracorporeo dove si incrociano fluide melodie acide col ronzio aspro del fuzz.
"Freedom" è in definitiva un gran bel disco, degno di un posto tra i migliori nel repertorio della band, che spicca di più soprattutto nel suo complesso. Un segno tangibile che nuova linfa e nuova energia animano la allucinata rosa di Lorenzo. Che, se doveste avere occasione, vi consiglio vivamente di cogliere dal vivo: posso testimoniare che in concerto sono sorprendenti. 

giovedì 26 maggio 2016

Razorbats - This High EP

Self Destructo Records - 2016

I rocker norvegesi Razorbats pubblicheranno il prossimo 15 giugno l'EP "This High", sempre per la ,Self Destructo Records con cui hanno pubblicato lo scorso anno l'esplosivo album di debutto "Camp Rock". Sono stati così gentili da farcene avere un copia, cosa che ci fa molto piacere perché i tre pezzi che contiene proseguono l'ottimo lavoro del lavoro precedente. Ancora una volta la band mescola disinvoltamente punk, hard rock, glam e power pop tra riff affilati e melodie sinuose. Un mix perfettamente equilibrato, energico e allo stesso tempo decadente. Hurricane spinge il garage nei territori più duri dell'hard rock e del punk, mentre This High ha una freschezza sbarazzina tra glam punk e pop. Chiude la triade la vera gemma di questo EP, la splendida  ballad Born In The Fast Lane, intrisa di malinconia alcolica, che racconta rimpianti e rassegnazione di una rockstar bruciata, tra richiami tanto a Lou Reed quanto ai Faster Pussycat di House of Pain.
"This High"è un ottimo assaggio, che soddisfa il palato e lascia con la voglia di un nuovo album al più presto.