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venerdì 9 ottobre 2015

Atsushi Kaneko - Wet Moon


Lo scorso mese, grazie alla Star Comics, è arrivato in fumetteria il primo numero di Wet Moon, miniserie composta da 3 volumi ad opera di Atsushi Kaneko.
La vicenda si svolge in una cittadina sul mare negli anni sessanta in Giappone. Il protagonista, Sada, è un giovane e volenteroso detective che è stato da poco inserito in un gruppo di colleghi più anziani e malavitosi. Questi ultimi, per proteggere i loro loschi affari, tentano di tenere a bada il "nuovo arrivato" che nel frattempo ha a che fare con inspiegabili problemi di salute ed è ossessionato dalla continua ricerca di una misteriosa assassina dall'impermeabile rosso. Il primo dei tre volumi ci introduce in una vicenda abbastanza complessa, misteriosa e con molti spunti di analisi. Lo stile particolare di Kaneko e i tempi narrativi frenetici fano sì che la vicenda si svolga in un'atmosfera ansiogena, tra continui salti temporali e buchi di memoria, lasciando il lettore straniato e incuriosito.
Le atmosfere tra il noir e l'hard boiled si mescolano squisitamente alla vicenda fatta di personaggi loschi ed equivoci, caratterizzati (soprattutto graficamente) alla perfezione. Kaneko si dimostra un eccellente sperimentatore grafico e narrativo e se  l'inizio può risultare eccessivamente enigmatico e senza un vero filo conduttore, è proprio dalla metà dell'albo, quando sada viene introdotto nel mondo della malavita, che la storia prende una piega diversa e la vicenda esplode.
A breve uscirà il secondo volume e il primo si trova ancora facilmente. Atsushi Kaneko è uno degli autori più interessanti del panorama giapponese odierno e il suo stile si discosta da quello che può essere definito il "manga classico". Proprio per questo lo consiglio soprattutto a chi non ha dimestichezza con i fumetti del sol levante. Buona lettura!

mercoledì 23 ottobre 2013

Orfani - Sergio Bonelli Editore


Le scoperte casuali sono sempre le più belle! L'altro giorno stavo cazzeggiando su Facebook quando sono capitato casualmente sulla pagina di questo nuovo fumetto di Roberto Recchioni ed Emiliano Mammuccari edito dalla Sergio Bonelli. Il nome, Orfani, non mi diceva gran che, ma i bei disegni e l'alto numero di commenti positivi sulla pagina mi ha spinto ad andare a cercarlo. Sembra abbia avuto un bel successo perchè ho dovuto girare tre edicole prima di arraffarne l'ultima copia disponibile!
Orfani è un albo mensile (sono previste due stagioni da 12 albi ciascuna, ma la serie potrebbe continuare oltre il numero 24...) di genere fantascientifico/post apocalittico e militare/avventura. La storia è articolata su due linee temporali differenti che si alternano durante la narrazione. La prima si svolge nel passato: la Terra, dopo un terribile attacco alieno, è devastata e le rimanenti forze militari raggruppano tutti i gli orfani superstiti per addestrare una futura generazione di combattenti volti fronteggiare la minaccia aliena. La seconda si svolge invece nel presente, quando gli orfani hanno finito l'addestramento e sono delle vere e proprie macchine da guerra, pronte ad affrontare il nemico e a scoprire cosa abbia potuto generare un attacco così devastante verso il pianeta Terra. 
Non sono mai stato un grande fan della Bonelli, ma questo fumetto spacca veramente i culi! Il primo albo è veramente ottimo, l'ho letto tutto d'un fiato...speriamo che col passare dei numeri il livello si mantenga sempre alto. Grande rivoluzione in casa Bonelli, è la prima serie edita interamente in technicolor! All'inizio ero un po' scettico poichè sono un amante del bianco e nero...e poi mi aspettavo qualcosa più alla Nathan Never...e invece devo dire che rende proprio bene, scelta azzeccata! La storia si preannuncia avvincente e ben studiata, le linee temporali si intersecano alla perfezione creando suspance e momenti d'effetto veramente notevoli. I riferimenti al Signore delle Mosche di William Golding e Fanteria dello Spazio (qui in versione cinematografica) di Robert A. Heinlein sono piacevoli e calzano a pennello con la storia. I personaggi sono studiati molto bene, strizzando l'occhio verso i comuni clichè ma senza mai scadere nel banale. 
Insomma questo fumetto ha veramente le carte in regola per diventare una serie di alto livello, se non l'avete già fatto procuratevelo! E occhio che il 16 novembre esce il secondo numero!

mercoledì 24 ottobre 2012

Legion75, retrospettiva conclusiva



Si è conclusa col sesto numero la miniserie Legion75 della Star Comics, il cui primo numero avevo recensito qui. Ho quindi la possibilità di tirare le somme e fare una retrospettiva.

Prima di tutto però ricapitoliamo la trama per chi se la fosse persa: Legion75 è composto da due filoni paralleli, che cominciano entrambi a Londra, uno nel 1974 e uno nel 1984. Il primo segue la corsa contro il tempo dello spietato e traumatizzato agente segreto Byron contro il folle piano apocalittico ordito dalla sua nemesi, lo scienziato pazzo Caliban: liberare nel mondo una stirpe di micidiali creature mutanti che provocheranno l'estinzione della razza umana. Il secondo invece è incentrato su l’Uomo Senza Nome, uno degli ultimi umani, alla ricerca di un'altra sopravvissuta e della propria identità.

Partiamo dalla storia: l'idea è carina, da un lato una rivisitazione della classica lotta contro i piani apocalittici di un pazzo geniale, un po' alla James Bond, anche se a tinte molto più cupe, e dall'altro la classica avventura di sopravvivenza.
La scelta di sviluppare parallelamente due filoni è di per sé piuttosto interessante, ma avrebbe necessitato di molto più spazio: dividere soli sei numeri ulteriormente ha finito per comprimere troppo lo svolgimento della trama. 

Per quanto riguarda i due protagonisti sono ben caratterizzati: in Byron la psicosi sanguinaria e il desiderio di vendetta creano un contrasto stridente e avvincente con il suo ruolo di eroe e l’Uomo Senza Nome si presta bene al suo ruolo di sopravvissuto.
Il cattivo principale, Caliban, invece è il solito scienziato pazzo stereotipato e non è molto interessante. Lo stesso vale per molti dei personaggi secondari.
La variegata carrellata di mostri nel complesso funziona; si va da quelli affascinanti e ben studiati ad altri dozzinali, passando per tutta la gamma intermedia.

Sul disegno infine, riconfermo il giudizio dato già al primo numero: ottimi quelli del filone Uomo Senza Nome, approssimativi quelli di Byron.

Menzione d’onore per le citazioni rock presenti nel testo che nei titoli, un tocco di classe assolutamente apprezzato; menzione invece negativa per la cadenza bimestrale, che continuo a pensare vada a detrimento dell’affetto e dell’interesse dei lettori.

In definitiva, la Star Comics ha sfornato un altro buon prodotto e riconferma ancora una volta i suoi sforzi per mantenere vivo e vegeto il fumetto italiano.
Tuttavia potrebbe investire di più, in termini di durata, su queste miniserie : le serie a finale programmato hanno una dimensione letteraria molto interessante, però almeno la soglia dei dieci numeri andrebbe superata.