Il momento è arrivato, alla fine: dopo quattro anni di pausa, i Derozer si sono riuniti. La prima data è al Latte+ di Brescia e non si può mancare, così qui nella trincea del soldato SNAFU abbiamo formato un commando e ci siamo catapultati direttamente in prima linea.
Durante la traversata sul blindato la curiosità e l’eccitazione sono alle stelle; ero solo una giovane recluta sbarbatella quando ho cominciato ad ascoltare i rozzi e le prime canzoni che abbia mai suonato erano loro. Sembra quasi un segno del destino che si riuniscano proprio ora che sono tornato di stanza sul fronte milanese: uno degli ultimi concerti che ho visto qui è stato proprio il loro.
Arrivati al locale, nel mezzo della desolazione dei capannoni di periferia, incontriamo già un discreto numero di punk rockers da tutta Italia: quando una band così chiama di nuovo alle armi, la risposta non può che essere massiccia.
Alle dieci e mezza attaccano i Riccobellis, primo dei due gruppi d’apertura. Per l’occasione alla batteria c’è l’ex Bleekers Marco. I tre si lanciano nel loro punk rock ramonesiano e ci mettono molto impegno, ma il risultato non è dei migliori: il sound è un po’ confuso e i pezzi non attaccano. Forse è la serata sbagliata, mi riservo comunque di vederli una seconda volta per decidere.
Dopo di loro tocca ai Duracel, che richiamano il pubblico sotto il palco e lo scaldano a dovere. Stasera suonano belli duri e veloci; anche la voce del cantante è più roca e incazzata. Per sfruttare al meglio il tempo la band spara i pezzi tutti d’un fiato senza mai mollare il colpo: c’è tempo solo per qualche parola di elogio per gli headliner.
Aprono con Di Nuovo Lunedì e proseguono alternando pezzi vecchi e nuovi, che il pubblico mostra di conoscere a memoria. Dall’amarcord di Voglio Ritornare Al Liceo e Anni ‘90 all’ironia di Deejay e Melissa P, passando per i pezzi più sentimentali come Non Tornare Più: la scaletta lascia tutti soddisfatti. Chiusura obbligata, con tanto di dedica, con Germano.
Dopo il cambio palco, sulle note della musica introduttiva salgono finalmente i rozzi. Mendez mostra subito i medi al pubblico, che lo ricambia cantando “ciccione” in coro,proprio come ai vecchi tempi: un buon segno.
Spiazzando le nostre previsioni, l’apertura è affidata a Cuore Brucia e il delirio parte in un attimo: il locale adesso è bello pieno e il pogo divampa come un incendio.
La pausa ha fatto bene ai rozzi: sono belli carichi e picchiano duro sugli strumenti.
Ci regalano subito una chicca con 144, poi momento commozione con Suzy, ma subito la violenza riparte con Blackout. Il concerto continua a lungo e senza pause - suonano ben 25 canzoni! - e passano in rassegna tutti i pezzi classici, come Canzone Ska, No Surf e la mitica Bar. Non mancano comunque altre sorprese come Psicopatico, Amore Sincero e l'inedita - anche se ormai già conosciuta - Zombie. Gran finale con Alla Nostra Età e, ovviamente, Branca Day, in cui il pubblico prende praticamente il comando alla voce.
Torniamo a casa sfatti e soddisfatti: punk's not dead!
La scaletta completa dei Derozer:
Cuore Brucia
Chiusi Dentro
144
Suzy
Blackout
Nuvola
Nuova Generazione
2100
Canzone Ska
Cielo Nero
TG
Amore Sincero
Psicopatico
Bar
Vento
Lungo La Strada
Fedeli Alla Tribù
Zombie
No Surf
Tu Lo Sai
Straniero
Mururoa
Alla Nostra Età
Branca Day

